G. POLLIDORI

FIGURE RETORICHE IN BASE AD ARISTOTELE

( di parola, di sintassi, di pensiero, di ritmo, termini poetici).

Accenti: tonici nei vocaboli: tronchi, piani, sdruccioli, bisdruccioli= su ultima, penultima, terz'ultima, quart'ultima sillaba.

Afèresi (aphàiresis=sottrazione) (soppressione di lettera o sillaba in principio di parola: state, estate). In latino, dopo vocale, -s o -m finali, cade la sillaba iniziale che segue, fondendo 1. e 2. parola.

Allegoria (sotto senso letterale cela verità o pensiero profondo)

Allitterazione (adlitteratio= rispondenza di lettere)

Allòtropo: doppione:poca o nessuna differenza con leggere varianti grafiche: annerare= annerire, giovine= giovane.

Anacoluto (anakòlouthon=senza séguito, inconseguenza) periodo sospeso e soggetto senza verbo. Quelli che rubano li ucciderei. Aeneadum genetrix (v.1) ... te sociam studeo(v.24) (Lucrezio)

Anadip1òsi (=ripetizione, raddoppiamento)= anàfora (ripetizione, in principio di verso, di parole alla fine del verso precedente, per precisare)

Anàfora (anaphorà=ripetizione; anadilplòsi o ripetizione) (in parallelo a inizio versi o frasi; chiasmo a incrocio) (anche parallelismo logico di casi (gen+genitrix, gen+ voluptas= gen+ nomin.- Lucrezio) . Per me si va ... (Dante)

Analogia (similitudine abbreviata senza "come" e senza animali) La mia vita mi pare una corolla di tenebre (Ungaretti)

Anàstrofe (anastrophé=inversione)= ipèrbato . Ennius ut noster = ut Ennius noster (Lucrezio). eccezion fatta = fatta eccezione . con rispetto parlando = parlando con rispetto

Antìfrasi (=contro frase) (in tono ironico, il contrario del dichiarato) L'hai picchiato a sangue. Ma come sei bravo!

Antimetàbole (inversione di parole precedenti) Non si vive per mangiare, ma si mangia per vivere.

Antìtesi (concetti contrari vicini, come ossìmoro) Gelo che ti dà foco!

Antonomàsia (=sostituzione di nome) L'Arpinate.

Apò coinù (=in comune) (una parola o un costrutto riferiti a due termini o frasi diversi)

Apòcope (=troncamento) (soppressione di vocale o sillaba finale: fel= fece)

Apostrofe (=volger altrove) (rivolgere animosamente il discorso) Ahi Pisa, vituperio de le genti.(Dante)

Asìndeto (=senza collegamento) (Omissione delle congiunzioni: virgole senza “e") //polisindeto (“e" senza virgole): sovrabbondanza di congiunzioni.

Ballata: una strofetta (ripresa) a guisa di ritornello, anche di i verso. Più strofe costituite ognuna da 2 mutazioni/ (ABAB); una volta* (simile per numero e disposizione alla ripresa)= B e, sesto verso, in questo caso, o più, sempre in rima con l'ultimo verso della ripresa (C) CC AB/AB BC

C1ìmax (klimax=scala; gradazione) (passaggio da un concetto a un altro più intenso ed efficace) (in lat. disposizione parole in ordine ascendente o discendente

Cacofonia (contrario di eufonia,armonia) il maggiore valore del pittore

Chiasmo (=disposizione a croce) Io solo combatterò, procomberò sol io (Leopardi).

Congèrie (lat. congeries=cumu1o) (cumulo di sinonimi nella stessa frase o verso)

Diéresi: spezza il dittongo: divozioni.

Doppi: versi doppi: doppio quinario, senario (dodecasillabo), settenario (verso MARTELLIANO), ottonario. Doppi o ACCOPPIATI= doppi uguali sullo stesso rigo. ABBINATI: doppi NON uguali sullo stesso rigo. Esametro ital.: settenario + novenario. Lassa epica: versi eroici (quinario+settenario) senza rima. Pentametro ital.: settenario + settenario.

E11issi (=mancamento) (omissione, elisione del verbo, nei giornali) Il governo verso la crisi.

Eipizèusi (=dup1icazione)(ripetizione nel medesimo costrutto della stessa parola)

Enà11age (=permutazione) (uso di una parte del discorso o di un verbo per un altro) Domani vado= andrò. immagine primaverile del giorno= immagine del giorno di primavera; elementi empi di una dottrina= elementi di un'empia dottrina (Lucrezio)

Endìadi (hén dià dyoin=una sola cosa per mezzo di due) (unico concetto per mezzo di due termini coordinati: dal lat. si rende con un solo termine rinforzato con aggettivo o avverbio).Propter planitiam et magnitudinem regionum (Cicerone): per l'immensità piatta dei luoghi.

Enjambement (fr.=scava1camento) (frase che continua nel verso seguente) ... su l'orme/ che vanno al nulla eterno (Foscolo)

Epanadiplosi = epanalessi (epanà1epsis=ripetizione)(ripetizione di parola già detta per iniziare nuovo costrutto)amor di vero ben pien di letizia/ letizia che trascende ogni dolore.

Epèntesi (=inserzione)(di lettera nel mezzo di parola: umilemente= umilmente)

Epesegèsi (epexégesis=spiegazione)(parola o frase che spiega parola o concetto precedente anticipato per prolessi=anticipazione)

Epifonèma (=esclamazione) (sentenza che conclude solennemente, con esclamazione) Un uomo addolorato non sa più quel che si dice! (Manzoni)

Epìfora (epiphorà=ripetizione)(due o più versi o frasi terminano con la stessa parola)

Epìtesi (epìthesis=sovrapposizione, aggiunta)= paragòge (è un metaplasmo)(aggiunta di lettera o sillaba in fine parola) Virtude, fue  lat. tute (=tu+re).

Esornativo (exornatus che adorna)(epiteto usato per ornamento) aetherius sol (Lucrezio)

Eufemismo (=parola buona) (mitiga e attenua, come litote) Passare a miglior vita.

Frequentativo (frequentativus=che ripete) (verbo che esprime azione ripetuta:fùgito=da fugio;aucto=da augeo; pàvito=da pàveo) (in genere, verbo I coniug da supino del verbo originale).

Hysteron pròteron (=posteriore anteriore)(parole o concetti disposti in ordine inverso rispetto alla logica) cognosce et.. audi= apprendi e ascolta (Lucrezio)

Ipàllage (=scambio,inversione)(parola attribuita a un'altra per ritmo) il divino del pian silenzio verde. Dare i venti alle vele. immagine primaverile del giorno= immagine del giorno di primavera; elementi empi di una dottrina= elementi di un’empia dottrina (Lucrezio)

Ipèrbato (hypérbaton=trasposizione)= anàstrofe (invertire l'ordine naturale delle parole) Oh! belle agli occhi miei tende latine (Tasso).

Ipèrbole (=esagerazione) (aumenta troppo il valore del concetto) Che avrebbe di pietà spezzato un sasso (Ariosto).

Ipotipòsi (descrizione realistica quasi viva) Salta,guizza e fugge di mano, irragiungibile.

Ironia (lode simulata per biasimare)

Litote (=attenuazione)(è un traslato) (nata dall'ipocrisia e magari lievemente ironica)(dire ciò che non è, piuttosto che ciò che è) Non è più tanto giovane. nec minimam partem= maximam partem (Lucrezio). haud difficilis= facilis (Cicerone).

Metàfora (metaphorà=mutamento, trasporto di senso)(è un traslato)(similitudine abbreviata: es.,con animali) Quel ragazzo è un mulo. Mali tamquam moles= una massa, per così dire, di male (Lucrezio).

Metaplasmo (=mutamento di foma di una parola): epìtesi, paragòqe, sincope. Virtude, fue  . lat. tute (=tu+te)

Metàtesi (=trasposizione) (inversione nella collocazione delle lettere: spengere= spegnere)

Metonìmia (=scambio di nome)(è un traslato)(la materia per l'oggetto, etc.) (la materia per l'oggetto): lo squillo del vicino metal. (lo strumento per la persona che l'usa):che non seguiterìa lingua.(Dante) (l'astratto per il concreto): Apre terrazze e logge la famiglia. (contenente per contenuto): beviamoci un bicchiere. (causa per effetto): ma negli orecchi mi percosse un duolo.(Dante) (l'autore per l'opera): ho letto tutto Leopardi. Orcus= morte; argentum= denaro. Equi virique= cavalli e uomini= cavalleria e fanteria (Livio)

Omeotelèuto(homoitéleutos= di equale desinenza) (più parole accostate perchè terminanti con le stesse sillabe, per armonia)

Onomatopèa (armonia imitativa della natura) pipiabat= pigolava (Catullo).

Ossìmòro (oxìmoron=acutamente folle) (accostamento di vocaboli contrastanti, come antitesi) Ghiaccio bollente. Calma furiosa. Regalmente mansueta (Poliziano). Dolce assenzio (Dante)

Paragòge (=aggiunta) (è un metaplasmo) (di sillaba in fine parola, virtude)[1]

Paranomàsia (=presso nome) (accostamento di vocaboli poco dissimili per suono) Selva selvaggia.

Perìfrasi (perìphrasis=circonlocuzione) (giro inutile di parole) La città eterna. Pecoris magister= pastor (Tibullo).

Personificazione (ad animali o cose sentimenti delle persone) L'aurora dipinge l'orizzonte.

Pleonàsmo (pleonasmòs=sovrabbondanza) (parole superflue per arricchire un'idea) Tranquilla pace, placidam pacem (Lucrezio).

Poliptoto (=più casi, molti casi) Ripetere in più frasi dello stesso periodo una parola, specie la prima, con diversi genere o numero o caso.  A quanti… per quanto… di quanti?  Cultus… cultus… Culta… (Ovidio)

Polisindeto (polysyndetos= dai molti legami)("e" senza virgole)(sovrabbondanza di congiunzioni).

Preterizione (=il passar oltre) (parlandone non volendo parlarne) Taccio di te, della tua cattiveria.

Prolèssi (prò1epsis=anticipazione)(parola anticipata, in genere pronome dimostr., per concetto spiegato dopo) Questo non lo tollererò, che voi ...

Prosopopèa (Prosopoiìa=personificazione) (far parlare persone lontane o morte)

Pròstesi (=anteposizione)(aggiunta di suoni iniziali: istrette, escavare)

Reticenza (Aposiopèsi= cessar di parlare) (interruzione del discorso, in modo che però si capisca ugualmente)

Rima:COMPOSTA (o imperfetta) : vedi= ré di; sconcia= non ci ha (Dante). INCATENATA: ABA/BCB/CDC/DED ... INCROCIATA: ABBA; RIMALMEZZO: anche rima centrale con una rima finale precedente; EQUIVOCA: suono uguale, me diverso significato; BACIATA o ACCOPPIATA: AA. ALTERNATA: ABAB. NONA RIMA: nell'ottava, ABABABCCB. DECIMA RIMA: endecasillabi in ABABABCCCB

Ripetizione= geminatio= reduplicazione (come anàfora) (ripetizione espressiva con valore d'arte) Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca (Pascoli). te, dea, te fugiunt ... te ... (Lucrezio)

Rispetto: endecasillabi in ottava toscana ABABABCC.

Sarcasmo (ironia con ira o sdegno, e magari offensiva) Godi, Fiorenza, poi che se' sì grande (Dante).

Sillabe: numero nei versi:ultimo accento piano= numero di quella sillaba;ultimo accento tronco= numero di quella sillaba + 1; ultimo accento sdrucciolo= numero di quella sillaba - l; endecasillabo bisdrucciolo= 13 sillabe, 3 oltre l'ultimo accento.

Sillèssi (=comprensione)(concordanza non grammaticale, ma ad sensum).

Similitudine (paragone con "come") Testardo come un mulo.

Sìmploche (symploché=intrecciamento)= complexio (sia anàfora che epìfora) primum... tendere contra . primusque obsistere contra

Sinalèfe: l'elisione metrica, anche già graficamente: feci'l

Sincope (synkopé=taglio nel mezzo, spezzamento)(è un metaplasmo) (soppressione di sillaba o lettera in mezzo) spirto, opra. saecla, donarat=donaverat, amasti=amavisti.

Sinèddoche (synekdoché=percezione, comprensione) (è un traslato) (una parte per il tutto o viceversa) Sette vele latine (solo parte, per "barche"). Tectum non subire= non avere fissa dimora (Cesare).

Sinèresi: contrazione in una sillaba di vocali che ne formano due (fuggìano, parèano, figliùòi).

Sinestesìa (greco syn aisthànestai) riferire a cose, persone o concetti di una sfera (ad esempio sensoriale) attributi di altra sfera: esempio: urlo nero (Quasimodo) voce chiara (udito + vista); musica dolce (udito + gusto); colore caldo (vista + tatto)

Solecismo (=sgrammaticamento) Abitanti di Soli in Cilicia noti per il parlare spropositato (errori di grammatica e anche di sintassi) Stassi= stessi; dassi= dèssi.

Stile nominale (senza verbo,solo sost.e agg.)

Strambotto: ottava siciliana in endecasillabi: ABABABAB.

Strofa: Saffica=tetrastica, 3 endec.+quinario senza rima; alcaica=tetrastica, 2 quinari doppi(piano+sdrucciolo)+ novenario+ decasillabo piano; asclepiadea= tetrastica, in Carducci in 3 schemi (1°- 3 endec. sdrucc. o doppi quinari sdrucc.+ settenario sdrucciolo ;2°- 2 quinari doppi sdrucc.+ 1 settenario piano+ 1 settenario sdrucciolo;3°- 2 settenari sdrucc. alternati con 2 quinari doppi sdrucc.); archilochea= distico, in Carducci endec. sdrucciolo+ 1 doppio settenario (piano+sdrucciolo); giambica= in Carducci, soprattutto 2 soluzioni (1°- 4 o 5 endec. sdrucc.;2°- 2 endec. sdrucc. alternati con 2 settenari sdrucc.= sistema oraziano); pitiambica in Carducci 2 schemi (1°- distico= esametro+ settenario sdrucciolo;2°- tetrastica= esametro alternato con endec. sdrucc.); alcmania= terrastico, 2 esametri alternati con 2 novenari.

Tmesi (=taglio)(separazione di parola nei suoi elementi) Così quelle carole, differente/ mente danzando (Dante). Quae demant cumque dolorem= quaecumque demant dolorem (Lucrezio).

Umorismo (ironia attenuata sotto velo dello scherzo per verità profonde e tristi) Il sole e gli anni hanno stagionato quel contadino.

Versi: brevi= ternario, quaternario, quinario, senario, settenario, ottonario; lunghi, doppi, abbinati, barbari, liberi; parisillabi= accentuazione ritmica fissa: quaternario, senario, ottonario, decasillabo. imparisillabi= accentuazione ritmica mobile: quinario, settenario, novenario, endecasillabo. ternario= un solo accento. endecasillabo bisdrucciolo: 13 sillabe, 3 oltre l'ultimo accento ritmico.

Zèugma (=unione, aggiogamento)(un verbo solo per più termini, ad uno propriamente, ad altri impropriamente) Vide l'abisso e lo stridor dei denti (Pascoli). haeret (sibi) et odit (se) (Lucrezio).

            ALL'INIZIO   

Prostesi            aggiunge           istrette, escavare

Afèresi             toglie                state = estate

            A META'        

Epentesi           aggiunge           umilemente

Sincope            toglie    spirto, opra

Metàtesi(inversione)      inverte  spegnere = spengere

            ALLA FINE   

Epìtesi = paragoge        aggiunge           virtude

Apòcope          toglie    fe' (fece)

—————————

[1]                                            ALL'INIZIO

PRòSTESI       ISTRETTE,ESCAVARE          AGGIUNGE

AFèRESI         STATE (=ESTATE)                 TOGLIE

                                                A METà

EPENTESI                  UMILEMENTE           AGGIUNGE

SINCOPE                   SPIRTO, OPRA          TOGLIE

METàTESI(INVERSIONE)    SPEGNERE   (SPENGERE)

               ALLA FINE

EPìTESI=PARAGòGE VIRTUDE        AGGIUNGE

Apòcope                              fe’ (fece)                       toglie

 

 

I COMPLEMENTI.

93 COMPLEMENTI – IN QUALSIASI LINGUA – IN ORDINE ALFABETICO.

ABBONDANZA ABL. SEMPLICE

AGENTE ABL. CON A O AB. DATIVO D'AGENTE           solo per persone (non cose) con perifr.passiva e verbi probari(riuscir gradito) e quaeri (essere ricercato).

ALLONTANAMENTO (O SEPARAZIONE) ABL. CON O SENZA A,AB,E, EX, DE se nome di cosa;_    A, AB se nome di persona.

APPOSITIVO vedi APPOSIZIONE.

ARGOMENTO ABL. CON DE.

ATTRIBUTIVO vedi ATTRIBUTO.

AVVERBIALE(secondo alcuni,l'avverbio non è complemento e rimane sempre avverbio).

            al di là, TRANS +ACC.: trans Alpes

            al di qua, CIS, CITRA +ACC.: citra montes

            fino a, USQUE AD +ACC.: usque ad metam

            fino da, USQUE AB +ABL.: usque ab Gallia

            lontano da, PROCUL A +ABL.: procul a te.

AVVERBIALE DI STIMA GEN. NEUTRO DELL'AGGETTIVO CORRISPONDENTE

            molto, MAGNI (e non: multi)

            poco, PARVI  ("  "   pauci)

            più, di più, PLURIS

            meno, di meno, MINORIS

            altrettanto, TANTIDEM

            tanto, TANTI

            quanto, QUANTI

            moltissimo, MAXIMI, PER MAGNI

            pochissimo, MINIMI

            ESEMPIO: Io stimo molto tuo padre e tua madre, ma poco tuo fratello.

            Aestimo magni patrem et matrem tuam, sed parvi fratrem tuum.

CAUSA ABL.SENZA PREPOS.O CON PRAE (in frasi negative), o ACC. con OB, o PROPTER

            ES.: Mihi carus erat ob sua merita. Amo te propter (ob) tuam bonitatem.

CAUSA EFFICIENTE ABL. SEMPLICE.

CHIAMATA O VOCATIVO (VEDI= VOCAZIONE)

COLPA E PENA

            COLPA: GEN. (CON O SENZA LA PAROLA "CRIMINE"="DEL DELITTO").

            Ille vir furti accusatus est.Quell'uomo è stato accusato(del crimine)di  furto.

            PENA:ABL.SENZA PREP.per multa determinata,cioè numerale; GEN. per multa indeterminata,

            cioè generica (es.: tanto, di più, al doppio, al triplo, a meno, ecc.).

            Es.:Romani fures dupli condemnabant.I Romani condannavano i ladri al doppio(del valore della refurtiva).

COMODO (VEDI= VANTAGGIO) DAT.   Vos discitis vitae. Imparate per la vita.

COMPAGNIA O UNIONE ABL. CON CUM.

COMPARAZIONE (VEDI= PARAGONE)

            MAGGIORANZA O MINORANZA: ABL. SEMPLICE (O PRECEDUTO DA QUAM) SE IL 1° TERMINE E'

            SOGGETTO OD OGGETTO.

            Africa est maior (quam) Europa.

            UGUAGLIANZA: NEL CASO DEL 1° TERMINE CON QUAM O UT.

            Canis est intelligens quam equus.

            ABL.DI PARAGONE(DEL 2° TERMINE): NON QUAM+1° CASO= CON RELATIVO (QUO, ECC.), CON SPE, OPINIONE, IUSTO, AEQUO.

CONCESSIVO ACC. PRECEDUTO DA CONTRA.

DANNO (VEDI= SVANTAGGIO) DAT. E TALVOLTA ACC. CON IN, CONTRA, ADVERSUS.

DATIVO D'AGENTE= nella perifrastica passiva= VEDI AGENTE.

DATIVO DI RELAZIONE (IUDICANTIS).

            LAEVA PARTE INTRANTI SINUM a sinistra per chi entra nel golfo.

            Aestimanti in universum, per chi considera in generale.

DENOMINAZIONE= APPOSIZIONE

            (non si considera cioè l'italiano DI: esempio:La città di Roma è bella. Urbs Roma est pulchra).

DIFESA ABL. PRECEDUTO DA PRO.   Pro patria mori. Morire per la patria.

DIFETTO (VEDI= PRIVAZIONE) ABL. SEMPLICE (E TALVOLTA GEN.).

DIFFERENZA (VEDI= MISURA) ABL. SEMPLICE.

DIRETTO (VEDI= OGGETTO) ACC.

DISTANZA O SPAZIO ABL. SEMPLICE O ACC.

DISTRIBUTIVO= aggettivo numerale distributivo.

DURATA (VEDI= TEMPO CONTINUATO) ACC. CON O SENZA PER.  Puer fuit caecus (per) multos annos.

EFFETTO (VEDI= FINE) ACC. CON IN O AD.

ESCLAMAZIONE (O ESCLAMATIVO) ACC.  Te beatum! Me miserum! Heu, me miserum!

             O, me infelicem!

            ECCE regge il nominativo. Ecce Homo! Ecce vir! Ecco l'uomo!

            VAE (guai) regge il DAT.  Vae victis! Guai ai vinti!

            PRO regge il VOCATIVO. Pro sancte Juppiter.

ESCLUSIONE (VEDI= ECCETTUATIVO) ABL. CON SINE (=SENZA).

ESTENSIONE ACC. se complemento di un aggettivo;_           GEN. se complemento di un nome.

ETA' ACC. CON NATUS,A,UM; GEN. CON PUER, VIR, PUELLA, JUVENIS, SENEX.

ETICO O PLEONASTICO (O DI AFFETTO) DAT. (DATIVO ETICO).

            Tibi venit repente: eccoti improvvisamente che viene...

FAVORE (VEDI= VANTAGGIO) ABL. PRECEDUTO DA PRO.

FINE O SCOPO ACC. CON IN O AD; GEN. RETTO DAI NOMI IN ABL. "CAUSA" O "GRATIA".

INTERESSE (VEDI= VANTAGGIO) ABL. PRECEDUTO DA PRO; DAT. ((DAT.DI COMODO).

             DATIVO INTERESSE(COMMODI) (SIMPATETICO)

LIMITAZIONE ABL. SENZA PREPOSIZIONE.

LUOGO A LUOGO, ACC.+ IN O AD;

            DA LUOGO, ABL. CON O SENZA A, AB, E, EX, DE.

            PER LUOGO, ACC. CON PER; ABL. SENZA PREP. SE CON IL MEZZO DEL PASSAG_GIO

             (PONTE,VIA,FIUME,MARE,PORTA, ECC.)

            STATO IN LUOGO,ABL.CON O SENZA IN; GEN.LOCATIVO CON CITTA',PICCOLE ISOLE, DOMUS E RUS.

MANIERA O MODO ABL. CON O SENZA CUM.

MATERIA. ABL. CON O SENZA E, X, DE. OPPURE AGGETTIVO DELLA MATERIA.

MEZZO O STRUMENTO

            mezzo: ABL. SEMPLICE; ACC. CON PER (se persona).

            strumento: ABL. SEMPLICE.

MISURA (O DIFFERENZA) ABL. SEMPLICE.

OGGETTO ACC.

OGGETTO INTERNO (VEDI= OGGETTO)verbo e oggetto con stesso significato

             correre una corsa, percorrere una via.

OGGETTO INDIRETTO (VEDI= TERMINE) DAT. O ACC.+AD PER AGGETTIVI

            (parati ad pugnam).

OGGETTO DI RELAZIONE O ALLA GRECA (VEDI= OGGETTO) ACC.

             ma anche c. di modo o di limitazione)

ORIGINE O PROVENIENZA ABL. CON A, AB, E, EX, DE.

OSTILITA'(VEDI= SVANTAGGIO)

PARAGONE (VEDI= COMPARAZIONE)

            Similis, dissimilis. CON GEN.: ritratto di... CON DAT:: simile a.

PARTITIVO O PARTIZIONE O DI SPECIFICAZIONE PARTITIVA GEN. PARTITIVO.

            Pars navium deleta est. Parte delle navi fu distrutta.

PATRONIMICO GEN. OMETTENDO LA PAROLA FILIUS.

PENA E COLPA ABL. SENZA PREP. O GEN.

PERTINENZA GEN. DI CONVENIENZA. Stulti est ridêre semper.

PLEONASTICO (O ETICO O DI AFFETTO) DAT. ETICO.

POSSESSO O PROPRIETA' O APPARTENENZA DAT. DI POSSESSO. Multi libri sunt mihi.

PREDICATIVO DELL'OGGETTO ACC.

PREDICATIVO DEL SOGGETTO NOM.

PREZZO O STIMA O VALORE

            STIMA: ABL. SENZA PREP. PER STIMA DETERMINATA; GEN. PER INDETERMINATA.

            Ego te facio magni.

            PREZZO:ABL.SENZA PREP.SEMPRE,

            MENO CHE CON TANTI,QUANTI,PLURIS,MINORIS CHE HANNO IL GEN.

PRIVAZIONE ABL. SENZA PREP. E TALVOLTA GEN.

PROVENIENZA (VEDI= ORIGINE)

QUALITA' ABL. SEMPLICE SE FISICHE O DELL'ANIMO DI BREVE DURATA;_         GEN.PER DOTI DELL'ANIMO.

            Caesar fuisse traditur nigris vegetisque oculis. QUAL.FISICHE  ABL.

            Cotta vir summi ingenii. _                        QUAL.MORALI   GEN.

QUANTITA' GEN. DI QUANTITA'. Tria dolia vini. Tre otri di vino.

RAPPORTO ACC. PRECEDUTO DA INTER.

RECIPROCITA' O RECIPROCO INTER NOS, INTER VOS, INTER SE, INVICEM...

RELAZIONE O ACCUSATIVO ALLA GRECA (VEDI= OGGETTO) ACC.

            Puella resoluta comas (Ovidio).Sparsa le trecce morbide.(compl.limitazione o qualità).

RUBRICA GENITIVO DI RUBRICA col verbo FACIO.

             Lucri facere= mettere a profitto. Compendi facere= mettere a risparmio. Dispendi

             facere= sperperare. Sumpti facere= spendere. Aequi bonique facere= giudicare con

             equità.

SCAMBIO (VEDI= SOSTITUZIONE)

SCOPO (VEDI ANCHE= FINE) ACC. CON IN O AD.

SEPARAZIONE (VEDI=ALLONTANAMENTO)

SOSTITUZIONE O SCAMBIO ABL. PRECEDUTO DALLA PREP. PRO.

SPAZIO (VEDI= DISTANZA)

SPECIFICAZIONE O DICHIARATIVA EPESEGETICA GEN.

             Genitivo dichiarativo o epesegetico. Arbor persicae.

SPECIFICAZIONE OGGETTIVA GEN.

SPECIFICAZIONE SOGGETTIVA GEN.

SPECIFICAZIONE ATTRIBUTIVA GEN.

SPECIFICAZIONE POSSESSIVA (VEDI= POSSESSOmulti libri sunt mihi)

             gen. possessivo. Hortus regis est magnificus.

SPECIFICAZIONE DI PERTINENZA O CONVENIENZA GEN.

SPECIFICAZIONE PARTITIVA(VEDI= PARTITIVO)

             GEN. MA SPESSO ABL. PRECEDUTO DA EX O DE.

             Furius fuit fidelissimus ex omnibus servis.

SPECIFICAZIONE QUALITATIVA O DI QUALITA') GEN.

SPECIFICAZIONE QUANTITATIVA O DI QUANTITA' GEN.

STIMA O PREZZO O VALORE (VEDI= PREZZO)

STRUMENTO O MEZZO (VEDI= MEZZO)

SVANTAGGIO (VEDI= DANNO)

TEMPO DETERMINATO ABL. SEMPLICE.

TEMPO CONTINUATO O INDETERMINATO ACC. CON O SENZA PER.

Entro quanto tempo? ABL. SEMPLICE O ACC. PRECEDUTO DA INTRA.

Da quanto tempo? SE AZIONE DEL TUTTO PASSATA ACC. PRECEDUTO DA ABHINC O ANTE.

             SE L'AZIONE DURA ANCORA: ACC. UNITO ALL'AVVERBIO IAM.

Quanto tempo prima? ABL. SEGUITO DA ANTE O POST.

Ogni quanto tempo? ABL. SEMPLICE, PRECEDUTO DA QUOQUE (ABL. DI QUISQUE) COL

             NUMERALE FATTO ORDINALE E AUMENTATO DI 1 UNITA'.

             Ogni 4 anni. Quinto quoque anno. Ogni due ore. Tertia quaque hora.

Quante volte in un dato tempo? ABL. CON O SENZA IN, PRECEDUTO DALL'AVVERBIO

             NUMERALE CORRISPONDENTE.

Fra quanto tempo? Da qui a quanto tempo? AD (POST) E ACC. Fra 3 anni. Post (ad)

             tres annos.

Per quando? Per quale tempo? IN E ACC. Per domani. In posterum diem.

Quattro anni prima (dopo) quattuor annis ante (post).

TERMINE DAT.

TERMINE RELATIVO (VEDI= RELAZIONE)

UNIONE O COMPAGNIA (VEDI= COMPAGNIA)

UTILITA'(VEDI= VANTAGGIO)

VALORE O STIMA O PREZZO (VEDI= PREZZO)

VANTAGGIO O FAVORE O COMODO DAT. (DI COMODO) O ABL. PRECEDUTO DA PRO.

VOCAZIONE O INVOCAZIONE O VOCATIVO VOCATIVO CON, O MEGLIO, SENZA O.

ANTICHISSIMI CASI LATINI STRUMENTALE = ABLATIVO. LOCATIVO = GENITIVO.