GIOVANNI POLLIDORI

SECONDA GUERRA PUNICA (218-201 a.C.)
SCHEDE SINOTTICHE

I PERIODO   535 aUc=219 a.C. – 538 aUc=216 a.C.

RETRO <-- BELLUM HANNIBALICUM

PORRO --> III

I TURNO 535 aUc=219 a.C.

1  C R 535 aUc=219 a.C.

Annibale (nato nel 505 aUc=249 a.C.) nel 534=220 in Andalusia succede allo zio Asdrubale, assassinato dopo aver rafforzato il potere di Cartagine dall’Ebro alla Sierra di Toledo. Vince Olcadi, Carpetani e Vaccei delle due Castiglie, oltre la valle del Tago. Tra i Vaccei del Douro occupa Elmantica (Salamanca) loro capitale. Nel 535=219 aiuta una tribù in lotta contro la città autonoma di Sagunto (Muri Veteres- Murviedro; Greci di Zacinto e Italici di Ardea) e la assedia in primavera, aiutando appunto i Torboleti alleati di Cartagine.

In primavera la flotta romana nell’Adriatico (220 quinqueremi) al comando dei due consoli sta concludendo le operazioni di guerra contro le biremi liburniche (80 liburne) dei pirati dell’Illiria (Dalmati, Montenegrini e Albanesi settentrionali), i quali, dopo la morte – o deposizione- della loro regina Teuta (arresasi già nel 525=229 a 200 quinqueremi romane per la fuga di tutte le sue navi), erano comandati a Scodra (Scutari) da Demetrio di Faro. I Romani sconfiggono Demetrio, grazie soprattutto al console Lucio Emilio Paolo, gli distruggono la capitale Scodra e lo costringono, profugo dal regno, a fuggire presso Filippo V a Pella, capitale della Macedonia.

<RETROSCENA DI QUESTA SECONDA GUERRA ILLIRICA: Demetrio di Faro era passato (526=228) dal servizio della sua regina Teuta a quello dei Romani vincitori, ma, da dinasta dipendente ed alleato dei Romani , si era poi messo di nuovo a esercitare la pirateria illirica in proprio contro tutti i trattati e contro la Grecia, che gli opponeva solo 10 pentere (quinqueremi) della Lega Achea. Nel 532=222 Demetrio si era alleato con Antigono Dosone re di Macedonia. Alla morte di costui, nel 534=220, Demetrio insisteva a disturbare con la sua flotta di pirati l’Adriatico e le acque greche, danneggiando i commerci. I Romani riinviano la loro grande flotta e Demetrio, in attesa vana di aiuti da parte di Filippo V, nuovo giovane (17 anni) re di Macedonia, evita battaglia e si asserraglia nelle sue fortezze (soprattutto Scodra, in Illiria, Bocche di Cattaro e Fenice, la più florida città dell’Epiro dopo Apollonia (città greca come Epidamno e Corcira e unita come queste alla simmachìa di Roma>

2  C R 535 aUc=219 a.C.

Dopo otto mesi di assedio Sagunto, che non ha ancora avuto l’aiuto degli alleati Romani,, è presa da Annibale, che ha una forza di 135000 fanti e 16000 cavalieri (pochi Liguri, qualche squadrone libico- fenicio, Libici e Spagnoli sudditi di Cartagine, 58 elefanti, 32 quinqueremi equipaggiate -ct = catafratte- e 18 non equipaggiate). Per preparare la futura spedizione stringe trattati formali con Insubri e Boii (Galli di Lombardia e Pianura Padana).

La flotta di 220 quinqueremi passa dall’Adriatico al Tirreno. (Un Senatus consultum proibisce comunque che dopo il 19 novembre di ogni anno la flotta da guerra possa uscire dai porti e navigare). I Romani chiedono a Cartagine la consegna di Annibale e degli ufficiali che hanno preso Sagunto. Dal rifiuto deriva a novembre la DICHIARAZIONE DI GUERRA di Fabio Massimo Verrucoso. L’inverno passa in preparativi.

II TURNO 536 aUc=218 a.C.

3  C R 536 aUc=218 a.C.

I legati di Annibale di ritorno dai Galli Boii e Insubri (Lombardia e pianura padana) con formali trattati di alleanza. Divise le forze con presìdi a Cartagena (Asdrubale Barca), in Africa e nella città di Cartagine, Annibale parte a fine marzo con l’esercito verso i Pirenei, con 2/3 di Africani, 1/3 di Spagnoli più Maarbale e i cavalieri numidi. Cartagine manda 25 quinqueremi a Lilibeo e altre 20 con 1000 soldati a razziare le coste italiane. Ad aprile Annibale è sull’Ebro.

Dopo assunzione alle Idi di marzo, come ogni anno, della carica di consoli, Roma invia 160 quinqueremi e 2 legioni col console Tiberio Sempronio Longo in Sicilia (contro Lilibeo e l’Africa) e 2 legioni col pretore Manlio sul Po, a Rimini. Poi Manlio con una legione va da Rimini a Modena.

4  C R 536 aUc=218 a.C.

A maggio Annibale è sull’Ebro, che attraversa a Hibera (Tortosa) con barche. Ma subito dopo il fiume trova la resistenza di tribù indigene (Ilergeti, Bargusi, Ausetani, Lacetani), che gli fa sacrificare ¼ dell’esercito (18000+3000k) in pochi mesi. A metà strada tra Ebro e Pirenei lascia indietro in Catalogna 8000 fanti e 3000 cavalieri per mostrarsi sicuro della sua spedizione. Avanzando sopra Barcino (Barcellona) e Gerona, passa i Pirenei al Colle di Perthuis, ma sempre ai Pirenei, saputa la vera destinazione, anche 3000 Spagnoli Carpetani e 8000 Celtiberi lo abbandonano e tornano indietro.

Publio Scipio (accompagnato dal fratello Gneo), console in carica, parte da Alsium (il porto di Cere) con 60 navi, 2 leg, 14000 socii e va a Pisa per passare in Spagna via mare. Ma deve sedare con una legione una ribellione di Boii e Insubri che, già espropriati di terre a Piacenza e Cremona (le colonie latine del 535=219), assediano a Modena le truppe del pretore Manlio. Tornato a Pisa, Publio, ai primi di giugno, parte per la Spagna.

5  C R 536 aUc=218 a.C.

A fine luglio Annibale, dai Pirenei, devia verso il mare sostando a Ruscino (Roussillon), attraversa Narbo e Nimeso (Nimes) con 50000 fanti, 9000 cavalieri e 37 elef. A metà agosto è al fiume Rodano, di fronte ad Avignone, dove trova un gruppo di 500 cavalieri Boii (alleati) con il loro capo Magilo a fargli da guida verso l’Italia. Attraversa il Rodano con delle zattere vicino ad Avignone, battendo i Galli che lo ostacolano al di là del fiume (li fa aggirare di sopresa dalla cavalleria numida di Annone). 500 cavalieri numidi rimasti al di qua del fiume si scontrano con scorridori romani, riducendosi alla metà. La flotta cartaginese di 20 quinqueremi è distrutta da una tempesta sulle coste italiane. L’altra flotta di 25 quinqueremi, in fuga perché sconfitta in battaglia a Lilibeo dai Romani, va nel Bruzio.

A fine giugno Publio Scipione è a Marsiglia con 60 quinqueremi, 2 legioni romane e 14000 socii (in tutto 22000+2000k) e si riposa, convinto che Annibale sia ancora in Spagna. Avuto sentore del suo viaggio, manda 300 cavaleiri astati al Rodano, ma Annibale lo ha già attraversato con l'esercito lasciando indietro 500 cavalieri numidi che, scontratisti coi 300 romani, sono ridotti a 250. I cavalieri romani tornano a Marsiglia.

6  C R 536 aUc=218 a.C.

Dagli inizi di settembre a metà ottobre Annibale dal Rodano (Avignone) punta a nord verso il Delfinato, territorio degli Allobrogi. Qui sosta facendosi amici parte degli Allobrogi guidati da Branco, che lo accompagnano oltre Grenoble verso le Alpi (da Conflans, lungo il corso dell'Isera) e che sostituiscono i Boii di Magilo che lo precedono da soli a Bologna. Rivista delle truppe e salita delle Alpi. Ma salendo (il primo monte che si incontra è il Chat) altri Allobrogi rimasti nemici lo disturbano nella salita per 3 giorni. Dai monti di Chambéry, prima del Moncenisio, impiega 9 giorni prima del valico (dalla valle d'Isere- "Isola degli Allobrogi"- al Piccolo San Bernardo- Iugum Cremonis), fino alla sorgente della Dora Baltea. I Galli Centroni, montanari nemici, che tendevano insidie, vengono ingannati con falsi fuochi notturni dell'accampamento: si usano 1000 frombolieri delle Baleari che- saliti sopra i monti ancora più in alto dei Centroni che bersagliavano con rocce il passaggio delle truppe africane- li disperdono e la cavalleria numida attacca e distrugge il villaggio in cui gli assalitori si rifugiavano. Sulla cima delle Alpi si fa una sosta di 3 giorni. Siamo in autunno, alla fine di ottobre, e quando comincia la discesa di Annibale, la neve e il ghiaccio lo bloccano per tre giorni. Altri tre giorni per la discesa lungo il fiume Dora. Inizi di novembre sul piano di Eporedia (Ivrea) e lì 15 giorni di riposo. Su 50000 fanti e 9000 cavalieri solo 20000 e 6000 cavalieri (3/5 Africani, 2/5 Spagnoli) sono sopravvissuti ai ghiacci e ai burroni. I 37 elefanti sono tutti salvi, ma moriranno quasi tutti entro l'anno successivo nella Valle Padana, perché un elefante a 2000 metri è un fatto contro natura, con le sue 6 tonnellate di peso, e i loro cuori sono ormai minati. Cure particolari hanno salvato in proporzione i cavalli più degli uomini. La flotta cartaginese di 25 quinqueremi a Vibo (Monteleone) con tributi del Bruzio.

I Romani sanno dai cavalieri, a Marsiglia, che Annibale va verso le Alpi. Publio e Gneo Scipione inseguono Annibale a 4 miglia di marcia verso il Rodano, ad Avignone, ma il punico è già al di là del fiume. I Romani tornano indietro a Marsiglia, e Gneo Scipione con le legioni e la flotta va in Spagna ad Ampurias (Emporea) greca; in settembre si avrà la prima battaglia in Spagna. Publio Scipione con poche truppe (2000 cavalieri extraordinarii e socii) da Marsiglia sbarca a Pisa e va verso le legioni del Po. 160 quinqueremi contro Malta e Lipari, che vengono occupate.

7  C R 536 aUc=218 a.C.

Ai primi di ottobre da Eporedia (Ivrea), tra i Salassi amici, Annibale va a Milano dagli Insubri alleati: qui si riposa e procura cavalli per i suoi cavalieri. Ha 12000 Africani, 8000 Spagnoli e 5000 cavalieri numidi e spagnoli più 5000 Salassi. Attacca i Taurini nemici prendendo Torino dopo 3 giorni di assedio.

Publio Scipione, sbarcato a Pisa, va al Nord passando la frontiera italica (linea PISA, LUCCA, PISTOIA, FIESOLE, RIMINI), attraversando gli Appennini ed il Po fino a Piacenza, dove trova Manlio e le legioni pretorie. Getta un ponte sul Ticino e lungo il Po arriva a Lomellum (Lomello).

8  C R 536 aUc=218 a.C.

Annibale torna tra gli Insubri a Vercelli e Novara. Va verso Casale e poi a Mortara, dove arruola 3000 Insubri e 1000 cavalieri Boii. Scontro di 2000 cavalieri numidi a Lomellum con i Romani, che sono battuti. Tutti i Galli Cisalpini con Annibale meno Cenomani e Veneti. LOMELLUM- BATTAGLIA IMPORTANTE.

A Lomellum (tra Pavia e Vercelli, tra Sesia e Ticino) vi è uno scontro di cavalleria tra Romani e Numidi. Scipione, sconfitto e ferito (perde 500 cavalieri) fugge ripassando il Po e tagliando i ponti. Ma altri 600 romani rimangono progionieri senza poter riattraversare il fiume. LOMELLUM- BATTAGLIA IMPORTANTE.

 

9  C R 536 aUc=218 a.C.

Annibale oltrepassa il Po davanti a Piacenza con 9000 fanti e 4000 cavalieri Galli in più ma ha 17 elefanti in meno. Clastidium (Casteggio), campo militare e magazzino romano organizzato nel 532=222 dal console Caio Flaminio, coi suoi magazzini di grano è venduto da Dasio di Brindisi ai Cartaginesi per 400 nummi d'oro. Annibale accampa di fronte al fiume Trebbia. Annibale ha 10000 cavalieri, i romani 4000 cavalieri.

Scipione accampa sulla Trebbia (colline davanti al fiume), tra Appennini a sinistra e Piacenza a destra. Ma 2000 Galli delle truppe ausiliarie romane fuggono dal campo uccidendo le sentinelle e passano con Annibale. Dalla Sicilia, Sempronio partito a metà settembre, in 40 giorni di marcia (da Lilibeo, Messina e poi a piedi attraverso Rimini) arriva con due legioni alla Trebbia da Scipione, ad Ancarano.

10C R 536 aUc=218 a.C.

Siamo alla fine di dicembre e sulla Trebbia, ad Ancarano, Annibale provoca battaglia in questo modo: attaccati dai cavalieri numidi - che passano il fiume e si ritirano di nuovo- i romani, impreparati e quasi digiuni, li inseguono passando il fiume col vento gelido. Si trovano davanti Annibale ben schierato con i suoi riposati e ristorati. TREBBIA - BATTAGLIA IMPORTANTE. Gli elefanti distruggono la cavalleria romana. Le legioni resistono ma Magone, in agguato, le prende alle spalle con 1000 frombolieri e 1000 cavalieri numidi scelti. Annibale ha molte perdite di Galli e perde altri 13 elefanti (ne rimangono 7). Tutti i Galli Cisalpini meno Cenomani e Veneti si alleano con Annibale e gli sono tributi, preparandogli 60000 fanti e 4000 cavalieri. Annibale fermo a Modena.

TREBBIA - BATTAGLIA IMPORTANTE. Sempronio e Scipione sono distrutti. Solo la prima linea romana di 10000 uomini si fa largo per l'enorme urto della tattica legionaria e arriva salva a Piacenza. Qualche fante e 500 cavalieri romani fuggendo indietro oltre il fiume si salvano anch'essi a Piacenza. Poi metà dei resti a Cremona. Più di 30000 sono stati i morti dei due eserciti consolari. Anche con parte dei resti le colonie di Piacenza e Cremona, isolate nel nord Italia e circondate dai nemici, soprattutto Galli, resisteranno fino alla fine della guerra, con rifornimenti solo fluviali.

III TURNO 537 aUc=217 a.C.

11C R 537 aUc=217 a.C.

All'inizio della primavera, Annibale è ancora fermato da grandine e freddo, poi da Modena a Bologna con i Boii va oltre gli Appennini per Lucca verso la Liguria e lungo il Serchio. Con l'aiuto degli Insubri da Pistoia scende tra Serchia ed Arno nel Valdarno. Ma l'Arno è straripato e lotta per 4 giorni con l'acqua delle maremme d'Arno e di Clani perdendo gli ultimi elefanti (meno uno), un occhio per infezione, molti cavalli, i bagagli e molti soldati. La marcia è chiusa da dietro da Magone con la cavalleria numida che spinge i Galli recalcitranti e per questo collocati in mezzo. Arriva infine a Fiesole dove sosta devastando l'Etruria e arruolando altri 20000 Galli.

Piacenza e Cremona assediate dai Galli resistono. Le 80 quinqueremi da Malta (dove ne restano 40) e da Lipari (dove ne rimangono altre 40) vanno: 30 a Ostia, 50 a Taranto. Altre 25 triremi e 25 quinqueremi a Brindisi con Marco Valerio in difesa dalla Macedonia. Altre 60 quinqueremi preparate per le coste d'Italia vanno in Sicilia (Lilibeo), Sardegna e Taranto. Ai resti delle legioni distrutte alla Trebbia se ne aggiungono 4 nuove, facendo due eserciti consolari normali per Gaio Flaminio (2 legioni, in Etruria, ad Arezzo) e per Gneo Servilio (2 legioni a Rimini).

12C R 537 aUc=217 a.C.

Da Fiesole, per la Val di Chiana, verso Arezzo, passando da sotto in direzione di Cortona, Annibale in aprile costeggia il Trasimeno vicino a Perugia e sale sulle colline sopra la valle del Tevere vicino a Cortona. Accampa con 20000 iberi e libi, 20000 Galli, 6000 numidi e 1 elefante a Passignano dopo Monte Gualandro che divide Umbria e Toscana. Il 23 giugno (21 giugno in Kovaliov) al passaggio delle truppe romane di Flaminio, che lo segue, Annibale è così nascosto: a sinistra Baleari e altre milizie leggere, al centro a Passignano fanteria spagnola e africana, cavalieri in pianura nascosti con i Galli (a destra). La cavalleria numida chiude il passo dopo che l'avanguardia romana di 6000 soldati ha oltrepassato Passignano senza vedere indietro nella nebbia 15000 romani che muoiono assaliti di sorpresa di lato lungo la riva del lago. Annibale perde solo 1500 Galli e un elefante, ottenendo l'Etruria che passa alla sua parte. TRASIMENO - BATTAGLIA IMPORTANTE.

In aprile Flaminio da Arezzo (con 25000 soldati) inseguendo Annibale cade nell'imboscata del TRASIMENO (prime ore del mattino del 23 giugno), perdendo 15000 soldati. Vengono inoltre fatti prigionieri i 6000 dell'avanguardia. Flaminio stesso muore per mano di un Insubre che vendica la sconfitta del 531=223. La battaglia si risolve in meno di tre ore. Dei 4000 cavalieri di Servilio accorsi in aiuto dalle legioni di Rimini, metà sono uccisi e metà accerchiati e prigionieri sulle alture. 5000 altri sono i prigionieri. Solo 10000 delle legioni che provenivano da Rimini si salvano a Roma. 30 quinqueremi da Ostia vanno ad Ampurias (Emporiae) con rifornimenti per le truppe romane in Spagna. TRASIMENO - BATTAGLIA IMPORTANTE.

13C  537 aUc=217 a.C.

A) Annibale a maggio marcia lungo il Tevere verso Roma fino a Spoleto. Qui, respinto con danni (perde 3000 Galli) cambia direzione oltre l'Appennino verso Ancona, dove sosta. Poi lungo l'Adriatico dal Piceno va fino all'Apulia per tentare i Sanniti all'alleanza con lui. Accampa a Lucera e Arpi.

B) Annibale va nel Sannio per Vibonio (Vobino), Erdonea e di nuovo Vibonio, arruola 2000 Sanniti ma fatica sui campi di Benevento e alla presa di Telesia. Per Venusia e Alife passa di nuovo l'Appennino e va in Campania (ottiene 1000 cavalieri campani a Cales) seguito a distanza dalle 4 legioni di Fabio. Annibale accampa a giugno sul Monte Massico.

C) A luglio Annibale è chiuso tra le roccie di Formia e le paludi di Minturno (prima di Capua, nell'agro Falerno), senza uscite (presidiate dai soldati di Fabio). Ma - con 2000 buoi con torce accese fra le corna, di notte - fa impeto nel passo e fugge, oltre Cales, lungo il Volturno, attraverso Passo Eribiano e Monte Callicula, per Venafro e il Sannio, riattraversando gli Appennini tra Irpini, Campani, Sanniti, Peligni e Frentani (attraversa Capriati, Isernia, Boviano, Campobasso, Fagifula e a metà tra Larino e Calena), con ricco bottino fino a Lucera in Apulia. Qui ottiene 100 cavalieri apuli e accampa infine in settembre a Geronio. Perde 500 cavalieri numidi contro 4000 cavalieri di Rufo da Larino.

D) In novembre la cavalleria numida scontratasi con Rufo deve ritirarsi di nuovo al campo di Geronio per l'arrivo di Fabio. Ma le perdite di Rufo sono state di 5000 cavalieri.

13R  537 aUc=217 a.C.

A) A maggio Fabio Massimo viene fatto dictator. Minucio Rufo, magister equitum (cioè vice dittatore), è il suo luogotenente. Navi vengono inviate alle coste italiane. 4 nuove legioni integrano le sopravvissute di Rimini di Servilio e sono inviate oltre la Campania nel Sannio e in Apulia per controllare Annibale .

B) Da Troia (Aecae) Fabio è per la prima volta di fronte ad Annibale , che passa la seconda volta per Vibonio, e lo segue a Benevento e a Caiazzo. Poi Fabio occampa con temporeggiamento a Casilino, di fronte a Cales.

C) Bloccando Annibale tra Formia e Minturno (e controllando dal Monte Callicula tra Teano e Cales), Fabio disloca 10000 soldati a sinistra sul Volturno; 4000 all'accampamento sulla via (valico) verso il Volturno, di fronte ad Annibale , affinchè mantengano la posizione; 25000 a destra sulle colline in alto. Ma Annibale con astuzia di notte forza il blocco. Fabio lo segue fiancheggiando Capriati, Boviano, Campobasso, Fagifula e Calena. A settembre Fabio lascia 5000 cavalieri di Rufo nel campo d'inverno a Calena (vicino a Larino), in Apulia. Rufo uccide 500 cavalieri numidi in uno scontro.

D) Tra i Frentani, in Abruzzo, a Larino, Minucio Rufo, nominato dal popolo a Roma pari- dittatore (in qualche testo, "pari- console") di Fabio Massimo perché non temporeggia, attacca e insegue a novembre la cavalleria numida, ma è in trappola, perde 5000 cavalieri e solo Fabio (che ha anche 8000 socii sanniti di Numerio Decimo) lo salva, facendo ritirare Annibale e ritirandosi. Rufo gli domanda scusa e depone la propria “pari-dittatura”. A metà autunno Fabio depone la dittatura. Romani accampati a Larino.

IV TURNO 538 aUc=216 a.C.

14C R 538 aUc=216 a.C.

Annibale , accampato a Geronium, riceve dall'Etruria rinforzi di 5000 fanti e 2000 cavalieri Galli oltre a 5000 frombolieri delle Baleari. Filippo V di Macedonia con 16000 soldati, 20 quinqueremi e 30 liburne assedia Apollonia romana in Epiro. In Spagna, alle foci dell'Ebro, su 40 quinqueremi cartaginesi, 20 sono catturate dai Romani che hanno solo 35 quinqueremi.

Servilio e Flaminio a Calena (Larino) in Apulia sono sostituiti dai nuovi consoli Paolo Emilio e Terenzio Varrone, che vi comandano 8 legioni, di cui 4 aumentate ciascuna di 1/5 di fanteria romana e ridotte di cavalleria alleata; il totale della cavalleria è perciò di soli 2400 cavalieri romani e 3600 socii. Ma dei 90000 romani (all'incirca gli 88000 di cui parla Plutarco e che nello schieramento a Canne diventano per Carlo Pisacane 83700 contro gli 84000 della nostra ricostruzione) in armi tra nuove e vecchie milizie in realtà non tutti vanno verso l'Apulia: bisogna considerare anche una legione pretoria che con Postumio va verso il Po, a Rimini. 80 quinqueremi romane sono sempre ormeggiate a Malta e a Lipari. Ma il grosso della flotta ad Alsium è sotto il comando di Servilio, che riceve 20 biremi liburne come tributi degli Illiri, che, invitati a pagare, inviano la metà del pattuito. Con 35 quinqueremi romane, in Spagna, alle foci dell'Ebro, Gneo Scipione sconfigge e uccide Annone, catturando 20 delle 40 quinqueremi cartaginesi.

15C R 538 aUc=216 a.C.

Una flotta cartaginese di 120 quinqueremi viene distrutta dalla flotta di Servilio presso le coste italiane. In Spagna, dalle foci dell'Ebro, con le sue 35 più 20 quinqueremi cartaginesi catturate Gneo Scipione si avvicina fino alle porte di Cartagena perché Asdrubale Barca, pur con un forte esercito, perde in due battaglie a Cissa e a Barcino 20000 soldati. Il 2 agosto del calendario di Numa (giugno per noi), Annibale, che ha ricevuto rinforzi di Galli dall'Etruria, lascia Geronium, evita Lucera, passando per Arpi e Salapia, passa il fiume Ofanto e prende tra Canosa e Barletta il Castello di Canne; accampa sul colle di Canne sulle rive del fiume Aufidus (Ofanto), provocando battaglia. CANNE - BATTAGLIA IMPORTANTE. Annibale fa 10000 prigionieri romani. Invia a Cartagine, nel vestibolo del Senato, 3 moggia e mezzo di anelli distintivi dei cavalieri romani uccisi. Le sue perdite sono di 8500 soldati (2/3 Celti), circa il 20% del suo esercito.

Aiuti in denaro da re Gerone II di Siracusa. Denaro da Napoletani e Pestani. Vittoria navale di Servilio sulle 120 quinqueremi cartaginesi. I Romani, dal campo di Larino, seguono Annibale passando per Lucera ed Erdonea e accampano a Canusio, davanti all'Ofanto e a Canne. Il 2 agosto (die IV ante Nonas Augustas - Aulo Gellio V,17), Varrone, che ha il turno di comando, alza bandiera rossa sulla tenda e dispone a battaglia. 10000 romani restano nell'accampamento grande, altri 3000 nel campo piccolo. Gli altri passano l'Ofanto. Lo schieramento dei romani è più a falange che manipolare, perché "la fanteria, tutta al centro, è in massa compatta, con intervalli ridotti fra i manipoli, schierata più in profondità che in larghezza per colpire con la massima violenza il centro del fronte nemico". CANNE - BATTAGLIA IMPORTANTE. Perdite romane: 52.800 fanti, 2.200 cavalieri romani e 500 cavalieri socii più 10000 prigionieri. Altri 13000 uomini dei due accampamenti vengono catturati ma subito liberati da Annibale. Varrone, 5000 fanti e 3500 cavalieri socii salvi a Venosa e a Canosa.

16C R 538 aUc=216 a.C.

Maarbale (definito talvolta dagli storici romani "magister equitum" di Annibale) voleva subito, con la cavalleria numida, attaccare Roma (entro 5 giorni banchetttare in Campidoglio) e cerca di convincere Annibale. Ma Annibale, che dopo Canne ha dalla sua tutti i Greci del Sud Italia, va oltre il Sannio e gli Appennini, scendendo in Campania. Qui ottiene Capua (seconda città d'Italia, forte di un esercito di 30000 fanti e 4000 cavalieri) (anche se il trattato di alleanza con Annibale prevedeva che i cittadini di Capua non avessero obbligo di prestare servizio né militare né civile per conto dei Cartaginesi e avessero piena autonomia). Magone va a Cartagine per chiedere rinforzi ma non ne ottiene quanti voleva. (In verità Magone stava per avere 12000 fanti, 1500 cavalieri e 20 elefanti per Annibale in Italia, ma gli avvenimenti in Spagna spinsero il Senato cartaginese a sospendere l'invio e a mandare il generale non più in Italia bensì in Spagna). Annibale riceverà solo 40 elefanti, 4000 cavalieri numidi e soldi e fanti spagnoli (1000 frombolieri). Ha 40000 soldati (esclusi gli Italici e Capua). Respinto da Napoli (2 volte) e da Casilino, Annibale prende Acerra, Alfaterna e Nuceria. E' fermato e battuto a Nola da Marcello che viene da Casilino. Allora Annibale prende Casilino. Poi va nel Bruzio e in Lucania. Gli resistono Petelia e Reggio. Accampa infine a Capua per l'inverno. I Boii distruggono a Cento nella Silva Litana le due legioni di Postumio provenienti da Rimini. Sul Po 10000 Galli si arruolano con Annibale . In Spagna i Turdetani si ribellano ai Cartaginesi.

Si fa una leva di 200.000 soldati, comprendendo 8000 schiavi (volones, arruolati con promessa di libertà) e 6000 prigionieri per debiti (nexa). A Ostia arrivano i 1000 frombolieri siracusani inviati da re Gerone II di Siracusa con 20 pentere (quinqueremi). Vengono emessi biglietti del tesoro e messo all'asta il campo di Annibale . Postumio da Rimini lungo il Po con le legioni X e XI è distrutto a Cento dai Boii della Selva Litana. A Venosa con Varrone si ritrovano 5000 romani fuggiti da Canne. 3500 cavalieri socii erano fuggiti a Canusio. Varrone porta a Roma questi 5000 fanti e 3500 cavalieri socii. A Roma a novembre si nomina dittatore Giunio Pera e magister equitum Tiberio Sempronio Gracco. Pretore è Marcello, che con Pera va in Campania portando la legione della flotta di Ostia (legio classica), fa una sosta a Teano, raccoglie a Canusium i 13000 resti di Canne e li accampa in difesa lungo il fiume Liri- Volturno dalla parte del Lazio, nei Castra Claudiana, a Suessula. Qui Marcello unirà i vari resti di Canne formando le due legiones Cannenses ( CC ) di 18000 fanti e 2500 cavalieri. Varrone con 1000 cavalieri socii va a Brindisi di immediato presidio per la pericolosa vicinanza di Annibale , che punta però sulla Campania. Le CC verranno inviate in Sicilia per punizione senza soldo e con l’obbligo di mangiare in piedi fino alla cacciata di Annibale. Napoli due volte e Casilino sul Volturno respingono Annibale , che è fermato e battuto a Nola da Marcello. Ma Marcello, provenendo da Casilino, lascia questo sguarnito e Annibale lo conquista.

II PERIODO  539 aUc=215 a.C. – 543 aUc=211 a.C.

V TURNO 539 aUc=215 a.C.

17C R 539 aUc=215 a.C.

Annibale , che era tornato ad Arpi, torna in Campania a accampa sopra Capua sui monti Tifati. La plebe di Locri consegna la città ad Annibale. A Cartagena si arruolano 20000 Celtiberi e arrivano da Cartagine 4000 cavalieri libico- fenici. A Cartagine si preparano altri 40000 africani e 40 elefanti di rinforzo per Annibale . Da Cartagine 15000 africani e 15 elefanti partono con 60 quinqueremi per la Sardegna in aiuto a 8000 Punici e 5000 Sardi di Hampsicora e del figlio Hosto. Una flotta di 100 quinqueremi e 6000 africani arriva nel porto di Siracusa, perché è appena morto il re Gerone alleato dei Romani. In Macedonia, Filippo V avanza in Illiria e si allea con Annibale (vedere copia trattato di alleanza).

Consoli Fabio Masimo e Tiberio Sempronio Gracco. Proconsul è Marcello. Fabio va a Teano e a Cales dove trova sul Volturno anche 4500 giovani reclute (tirones, che cioè probabilmente non hanno fatto l'anno di preparazione come legioni urbane a Roma) portativi dall'ex dittatore Giunio Pera. Gracco coi suoi 8000 volones (schiavi a cui è promessa la libertà dopo il servizio militare) va da Sinuessa a Literno da dove controlla i centri importanti della costa campana (Napoli e Cuma). Claudio Marcello rinforza i poderosi Castra Claudiana a Suessula e accampa sui monti di Nola con le legioni XIV e XV. In Apulia Valerio con la VII e l'VIII portate dalla Sicilia assedia Luceria. La fazione filo- cartaginese della città di Locri consegna la città ai Punici. Una flotta romana di 120 nuove quinqueremi da Alsium si ferma a Brindisi, dove si trova già Varrone con 1000 cavalieri socii: la flotta è lì ferma in difesa dalla Macedonia. Da Ostia 30 quinqueremi vanno a Taranto. Tito Manlio va in Sardegna con la IX legione e vi costituirà anche la XVIII. A Siracusa muore l'alleato Gerone II e i Romani mandano le CC (cannensi) a Messina con Varrone e 300 cavalieri campani scelti (extraordinarii). La flotta sosta a Lilibeo. 15000 Bruzii filo- romani assaltano la greca Crotone filo- cartaginese.

18C R 539 aUc=215 a.C.

Fallito tentativo di Appio Claudio di riprendere Locri, poi assediata da Marcello. In aiuto ad Annibale sbarcano a Locri 12000 africani, 22 elefanti e 1500 cavalieri libico- fenici guidati da Bomilcare. Antioco III Seleucidico di Siria attacca con 15000 uomini a Sardes Attalo I di Pergamo (che ha simpatie per la Lega Etolica e per Roma contro Filippo V di Macedonia). La flotta di 60 quinqueremi con l'esercito per la Sardegna viene distrutta dalla flotta romana proveniente da Lilibeo. La metà si salva a Cartagine. Annibale assale Cuma respinto da Gracco. Assale Nola respinto da Marcello e perde 5000 soldati. Ottiene da Capua altri 4000 cavalieri. In Spagna, ad Hibera (Tortosa- Dertosa) sull'Ebro Asdrubale Barca è sconfitto dagli Scipioni e perde 10000 spagnoli- cartaginesi. In Sicilia, Geronimo figlio di Gerone di Siracusa si allea con Annibale. HIBERA - BATTAGLIA IMPORTANTE.

Appio Claudio respinto in una irruzione su Locri. Marcello la assedia. In Spagna gli Scipioni partiti da Tarraco(na), vincono dall'Ebro al Betis (Guadalquivir) a Hibera, Illiturgi, Intibili e arrivano a Munda (cioè in Andalusia, in pieno territorio cartaginese) costringendo i Punici a ritirarsi. I Celtiberi passano con Roma. La flotta romana di Lilibeo impedisce gli aiuti punici alla Sardegna. HIBERA - BATTAGLIA IMPORTANTE.

19C R 539 aUc=215 a.C.

In Sardegna Cartaginesi e Sardi ribelli vicino Cagliari perdono 12000 uomini contro il pretore Tito Manlio, che prende Cornus. Annibale divide il suo esercito: metà resta in Campania; egli conduce l'altra metà oltre gli Appennini verso l'Apulia e verso Arpi, seguito da Gracco. Ma in Lucania, ad Atina, è attaccato da Sempronio Longo con i cavalieri (2300) delle legioni VII e VIII dell'Apulia. Annibale perde così 2000 soldati, ma si accampa ad Arpi. A Siracusa muore Geronimo appena alleatosi con Annibale.

Tito Manlio vince in Sardegna Punici e Sardi. In Spagna Tarraco è ormai considerata la Roma spagnola, con gli Scipioni ancora imbattuti. Sempronio Longo dall'Apulia attacca Annibale con la cavalleria della VII e VIII legione, battendolo in Lucania ad Atina. In Apulia Valerio e Gracco controllano Annibale accampato ad Arpi. In Campania, Fabio e Marcello, che volevano attaccare Capua appena partito Annibale dalla Campania, assediano la città. La flotta romana a Lilibeo è in difficoltà.

VI TURNO 540 aUc=214 a.C.

20C R 540 aUc=214 a.C.

Annibale ha tutto il Sud Italia dal Volturno al Gargano, meno le coste, ed è accampato ad Arpi in Apulia. Poiché Capua è minacciata, all'inizio della primavera Annibale dall'Apulia va in Campania e accampa sui monti Tifati. Respinto sotto Nola da Marcello perde Casilino, passaggio importante (obbligato) per il fiume Volturno. Ma in questo modo libera Capua dall'assedio e torna verso l'Apulia. Il Bruzio è controllato dall'esercito di Annone che ha tutti i porti meno Reggio (controllata dai Romani da Messina). Dopo la morte di Geronimo vi sono tumulti a Siracusa. Annibale ne approfitta e quasi convince la città all'alleanza con Cartagine. Ma per i tumulti la flotta di 100 quinqueremi cartaginesi deve lasciare il porto della città per Pachino e il presidio di 6000 africani e 4000 cavalieri numidi va a Leontinoi (Lentini), dove si arruolano 2000 cavalieri leontini. Filippo V di Macedonia sa da secondi ambasciatori che è ratificata l'alleanza con Annibale ma ha perso tempo prezioso mentre i Romani fanno già grandi esercitazioni navali a Kerkira (Corcira- Corfù). A Gades (Cadice) arriva da Cartagine Magone (non più inviato in Italia con i rinforzi per Annibale ) per la grave situazione spagnola causata dagli Scipioni.

Fabio e Marcello consoli. Nel Nord inviate tre legioni: due in Gallia Cisalpina, la terza di riserva nel Piceno. In Apulia Gracco con 4 legioni tra Luceria (quartier generale) e Benevento controlla Annibale accampato ad Arpi. Quattro altre legioni sono con Fabio e Marcello vicino Capua. Due legiones urbanae a Roma, un'altra legione a Taranto e una a Brindisi. La flotta principale rimane a Messina. Rinforzo di 1000 cavalieri di presidio a Enna.

21C R 540 aUc=214 a.C.

2000 filo- siracusani sono uccisi a Leontini (Lentini) da Marcello che la occupa. Enna, che ha sterminato il presidio romano, è ripresa da Marcello. Siracusa passa ad Annibale e si difende dall’assedio romano. Annone con 19000 soldati è distrutto da Gracco a Benevento: solo 2000 cavalieri si salvano a Metaponto. In Epiro Filippo V con 15000 soldati, 30 quinqueremi e 20 liburne prende Oricum e assedia Apollonia romana.

In Sicilia Marcello assale Leontini e uccide 2000 leontini. Siracusa passa con Annibale e Marcello la assedia. Fa accampare le legioni e comanda di persona 60 quinqueremi. Ma Archimede organizza la difesa: comincia il lungo assedio per fame col blocco terrestre e navale. Il presidio romano a Enna è ucciso dagli abitanti e altre città vicine si ribellano ai Romani. Marcello accorre e le riprende. Gracco da Luceria intercetta a Benevento Annone che, con 10000 Bruzi, 5000 Cartaginesi e 4000 cavalieri lucani, porta soccorsi a Capua assediata. Gracco vince e si salvano solo 2000 cavalieri a Metaponto. In Spagna Gneo e Publio Scipione, conquistata la Tarraconense, alleano a sé molte tribù indigene fino a Carteia (Gibilterra).

22C R 540 aUc=214 a.C.

Filippo V fugge dall’assedio di Apollonia per l’arrivo di Marcello da Brindisi e perde quasi tutte le navi. Se ne salvano 10 su 50.

Marcello con la flotta e con la XIX legione da Brindisi caccia Filippo V dall’assedio di Apollonia e gli brucia le navi utilizzando solo metà della legione.

23C R 540 aUc=214 a.C.

Annibale , tornato in Apulia attraverso gli Appennini dalla Campania, attacca Taranto, ma si ritira perché viene da Brindisi Marcello, di ritorno dalla Macedonia. Annibale allora fa preda a Metaponto e a Eraclea. Accampa poi a Salapia dove sperpera molto denaro con una bella donna (“vendereccia” secondo Plinio e altri, degna di un apposito romanzo d’amore secondo altri ancora, tra cui Aprea e Giovanna Gualdi, Direttrice del Centro Culturale Remo Croce di Roma; la storia sarebbe cominciata comunque nel 538=216). A Eraclea Minoa sbarcano da Cartagine 25000 cartaginesi e 3000 cavalieri numidi con Imilcone, che occupa Agrigento. Poi Imilcone va verso Siracusa assediata. Ippocrate fa una sortita da Siracusa con 10000 siracusani e va verso Imilcone. Unitosi a lui stringe Marcello assediante tra la città e i due eserciti. Marcello resiste battendo Ippocrate.

Marcello torna a Brindisi dalla Macedonia e costringe Annibale a lasciare l’assedio di Taranto. Torna quindi ad assediare Siracusa. Attaccato da Ippocrate siracusano e da Imilcone, resiste e continua l’assedio. In Spagna Sagunto è ripresa.

VII TURNO 541 aUc=213 a.C.

24C R 541 aUc=213 a.C.

In Campania 412 cavalieri di Capua passano con i Romani a Suessula. Anche tutti gli Spagnoli di Annibale passano con i Romani e li raggiungono nel campo di Suessula. In Spagna gli Scipioni fanno un accordo con Siface di Siga, re dei Numidi Masesili (occidentali), affinchè attacchi Cartagine. Questa richiama in patria Asdrubale dalla Spagna e si appella all’alleato Massinissa, re dei Numidi Massili (orientali) di Cirta (Costantina, in Algeria). Filippo V, attaccato dagli Epiroti di Apollonia romana, da Etoli e da Messeni, Elidi e Spartani, perde Oricum ripresa dai Romani. Ad Arpi un presidio di 500 cavalieri numidi è lasciato da Annibale .

2000 Bruzii passano con i Romani, unendosi a Suessula agli Spagnoli di Annibale e ai 412 cavalieri capuani. In Spagna Gneo e Publio Scipione fanno un accordo con Siface, re dei Numidi Masesili, affinchè attacchi Cartagine. In Epiro i Romani riprendono Oricum a Filippo V di Macedonia. Etoli e Messene, Elide e Sparta della Lega Achea contro Filippo V.

25C R 541 aUc=213 a.C.

In Lucania Arpi è ripresa dai romani e i cittadini li aiutano a catturare il presidio cartaginese. Una flotta cartaginese di 50 quinqueremi rifornisce di cibo Siracusa assediata e ottiene molto denaro ma fugge a Pachino perché sono giunte a Siracusa altre quinqueremi romane, per un totale doppio delle navi cartaginesi. In Africa Siface di Siga, alleato dei romani (mentre l’altro pretendente al trono di Numidia, il massiliense Massinissa, nella sua capitale Cirta si schiera con i cartaginesi), attacca il territorio cartaginese difeso da Asdrubale Barca (con 15000 spagnoli- cartaginesi e 5000 libici cartaginesi) e da Massinissa (con 5000 numidi e 10000 cavalieri numidi). Filippo V è chiuso in Macedonia, perché è respinto da Apollonia romana, dagli Etoli e dagli Achei della Lega etolico- achea, che comprende Messene, Elide e Sparta.

Siface, re di Numidia, si allea con gli Scipioni. La ricca Arpi, in Lucania, è ripresa dai Romani che catturano il presidio cartaginese. Siface attacca in Africa il territorio cartaginese difeso da Asdrubale e Massinissa. Egli ha 20000 numidi, 40 elefanti e 10000 cavalieri numidi.

26C R 541 aUc=213 a.C.

La flotta cartaginese da Pachino fugge in Africa. Asdrubale e Massinissa sconfiggono in Africa Siface alleato dei romani e lo fanno fuggire a Siga.

In Spagna gli Scipioni alleano altre tribù celtiberiche contro Cartagine. In Africa Siface alleato dei romani è sconfitto da Adrubale Barca e da Massinissa, perdendo 10000 soldati numidi. Fugge a Siga con i resti dell’esercito.

VIII TURNO 542 aUc=212 a.C.

27C R 542 aUc=212 a.C.

Taranto è conquistata da Annibale, che ottiene anche 500 cavalieri tarentini. Ma il presidio romano resiste nella rocca di Taranto. Annibale conquista anche Eraclea, Turii e Metaponto greche. Tra Campania (dove 6 legioni controllano e assediano Capua) e Lucania, Annone, partito da Metaponto con 3000 cavalieri magni-greci con rifornimenti per Capua, è bloccato dalle legioni a Benevento. Sconfitto perde metà dei suoi e fugge nel Bruzio con 1000 cavalieri. Assalita Siracusa da Marcello e persi già 8000 siracusani e 6000 africani del presidio, arriva una flotta cartaginese comandata da Annone (50 quinqueremi con 5000 cartaginesi e 5000 numidi) per tentare di aiutare la città. 10000 fanti e 4000 cavalieri siracusani sono fuoriusciti dalla città con Ippocrate e Imilcone per unirsi ad Annone.

Le legioni vicino Capua bloccano e sconfiggono a Benevento Annone con rifornimenti per Capua assediata. Tiberio Gracco sbarra l’Appia all’aiuto di Annibale in Campania. Centenio comanda la XIV e XV legione. In Sicilia, Marcello, dopo due anni di assedio, prende Siracusa la notte della festa di Diana, scalando nel porto di Trogilo una torre ed entrando nel quartiere Epipoli con 500 soldati scelti. Viene ucciso per errore Archimede. Marcello ottiene molti schiavi e oro ed elimina 8000 siracusani e 6000 africani del presidio. In Epiro, Apollonia è presidiata dalla XIX legione. A Ostia arriva grano dalla Sardegna per i presidii militari romani in Italia. Per disposizione del Senato vengono introdotti a Roma i giuochi in onore di Apollo (ludi Apollinares), affinchè il dio allontani nuove sventure.

28C R 542 aUc=212 a.C.

A Siracusa 10000 fanti e 4000 cavalieri siracusani fuoriusciti con Ippocrate e Imilcone si uniscono nella valle dell'Anapo ai 10000 di Annone sbarcati per aiutare la città assalita da Marcello. Ma per la malaria e le pesti nella malsana valle paludosa dell'Anapo muore una gran parte dei soldati. I resti e altri di Siracusa fuggono nella greca Akragas (Agrigento). Di rinforzo ad Agrigento arriva una flotta cartaginese e si arruolano 1000 cavalieri girgentini (arrotondate le cifre in Kovaliov e Cary-Schullard: 25000+3000k +12 elefanti/ 30000 rispettivamente; errori di stampa -3000 anziché 30000 - in altri manuali). A Capua la cavalleria numida di presidio con Annone e Bostar e quella campana non meno valorosa con sortite dimezzano la cavalleria romana assediante. Per liberare Capua dall'assedio, approfittando delle vittorie delle cavallerie cartaginese e campana della città, arriva da Taranto Annibale . Fa togliere l'assedio e torna in Apulia, a Taranto, dove assedia i romani ancora asserragliati nella rocca. Filippo V in Epiro conquista Lissus.

In Spagna, da Hibera (Dertosa) sull'Ebro, gli Scipioni avanzano ancora fino a Carteia (Gibilterra). In Lucania Gracco accorso con le legioni di volones già liberati per le precedenti vittorie viene ucciso a tradimento dai Lucani e i volones, alla sua morte, si disperdono. Le legioni e i volontari di Centenio, condotti in Lucania, vengono qui quasi totalmente distrutti: solo pochi si salvano in Campania. In Apulia, ad Erdonea, l'arrogante pretore Gneo Fulvio Flacco subisce la perdita delle legioni e si salvano solo le cavallerie, che fuggono in Campania, a Nola.

29C R 542 aUc=212 a.C.

Vengono arruolati molti Lucani e molti Magni-Greci. Ad Agrigento sbarcano da Cartagine 25000 cartaginesi (altri 5000 sono già di presidio), 2000 cavalieri numidi e 12 elefanti. A Metaponto sbarcano da Cartagine 5000 cartaginesi, 5000 cavalieri numidi e 33 elefanti con Bomilcare. A Taranto Annibale assedia i romani ancora asserragliati nella rocca della città. 130 quinqueremi ct (catafratte; ma le quinqueremi della guerra sono sempre ct se non indicato diversamente) non affrontano 100 quinqueremi romane davanti a Siracusa.

Capua è di nuovo assediata dai romani con 6 legioni di Claudio Nerone e trincee rinforzate che restano ancora visibili come mirabile opera di ingegneria (presso Suessula). Appio Claudio con presidio a Puteoli e Castellum alla foce del Volturno, entrambi granai da Sardegna ed Etruria. Quinto Fulvio a nord- ovest, a Casilinum, con ponte tra Volturno e via Latina.In Grecia gli Etoli si alleano con Roma contro Filippo V di Macedonia associando nell’Attica Atene, nel Peloponneso Elide, Messene e Sparta del giovane Pelope e del reggente Macanida. A Siracusa la presenza di 100 quinqueremi romane basta a mettere in fuga 130 quinqueremi cartaginesi.

IX TURNO 543 aUc=211 a.C.

30C R 543 aUc=211 a.C.

Annibale assedia la Rocca di Taranto, ma saputo delle difficoltà di Capua, di nuovo duramente assediata dai Romani, va col nerbo delle truppe, molta cavalleria e 33 elefanti in Campania, tentando di far togliere l’assedio alla città. La cavalleria numida di Magone cattura a Calazia il presidio romano, comandato da Galba. Annibale accampa sul monte Tifata perché già altre volte, per questo, i romani avevavno tolto l’assedio. Ma con un doppio muro e doppio fossato con trincee, torri e 6 legioni i romani insistono nell’assedio; la cavalleria numida e campana si infrangono contro le loro trincee. In Spagna 4 eserciti cartaginesi si difendono dagli Scipioni nel territorio tra Gadir (Cadice) e la Celtiberia: Adrubale Barca sul Baetis, Magone Barca sulla Guadiana, Asdrubale di Giascone sull’alto Tago, il quarto esercito a Gades. In Sicilia Mutine, mandato da Annibale , prende il comando della cavalleria numida e razzia l’isola ormai controllata dall’esercito romano: disturba le truppe, distrugge il grano, raccoglie tributi. Dal 15 marzo linea militare Volturno- Calore- Aufidus fino al 210. Direttrice operazioni militari: Capua- Telesia- Benevento- Sannio- Daunia- Apulia- Bassa Irpinia (Aprea cit.1980).

In Campania, il presidio romano di Calazia sull’Appia viene preso: cadono 2/3 della cavalleria romana perché Annibale torna dall’Apulia per liberare Capua dall’assedio. Ma il console Claudio presidia Puteoli (Pozzuoli) e Volturno sulle rive del fiume, il console Flavio controlla Casilino e il pretore Nerone blocca la strada di Nola. Un doppio muro e fossato circondano Capua. Gneo e Publio Scipione controllano la Spagna dall’Ebro a Nova Carthago (Cartagena) e arruolano 20000 Celtiberi.

31C R 543 aUc=211 a.C.

Sul monte Tifata, da dove controlla gli assedianti di Capua fortemente trincerati, Annibale attaccando perde 1/3 dei suoi (ma non gli elefanti) e rinuncia a liberare la città dall’assedio. Allora si allontana verso nord e va a Frusino (Frosinone), prende Preneste e repentinamente dalla Salaria è sul Teverone a 3 miglia dal Campidoglio, sperando con questa minaccia su Roma di distogliere i Romani dall’assedio di Capua. Arriva a porta Collina sulla Salaria, dove accampa, osserva le mura della città e lancia un’asta oltre la porta della città atterrita ma difesa. Deridendo la vendita all’asta fatta dai Romani del suo accampamento per sfregio come se fosse terra di nessuno, Annibale vende all’incanto le botteghe degli argentieri del Clivus Argentarius tra il Foro Romano e il Campidoglio (le tabernae argentariae). Rapido come era arrivato, Annibale parte verso l’Apulia. In Spagna, i Cartaginesi, per opera di Asdrubale Barca e di Magone Barca, sconfiggono e uccidono Publio Scipione sull’alto Baetis e Gneo vicino a Nuova Cartagine : BATTAGLIE IMPORTANTI , facendone ritirare i resti oltre l’Ebro. In Sicilia, ad Agrigento, sbarcano da Cartagine molti aiuti per Mutine, ma Annone gli toglie il comando (per screzi tra le fazioni dei Barcidi e di Annone nel Senato cartaginese) e manda i numidi contro i Romani favorendo e facendo vincere il romano Metello in una battaglia. Mutine continua però a combattere per Cartagine.

I Romani, dopo aver causato forti perdite ad Annibale sui Tifati, continuano nel blocco di Capua e non lo seguono nella sua marcia verso Roma, che è (casualmente e per fortuna di leva) difesa da due legioni. Nella città, pur trepidante, si vende il campo di Annibale di fronte a Porta Collina a prezzo di valore. Alla partenza di Annibale , improvvisa come la sua venuta, i Romani riconoscenti ai Numi innalzano fuori di Porta Capena un tempio al Dio Redicolo (che fa riedere, cioè tornare indietro, il nemico). In Spagna, gli Scipioni dividono le loro forze contro i tre eserciti coordinati da Adrubale Barca e sono battuti uno dopo l’atro così: Gneo Scipio che aveva metà Romani e tutti i Celtiberi perde gli Spagnuoli; Publio Scipio, respinto da Adsrubale accampato sul Baetis, viene attaccato insieme a Gneo da Asdrubale Giascone, Magone Barca e Massinissa numida. BATTAGLIE IMPORTANTI. I due generali romani muoiono. Una piccola divisione e tutto il campo salvati da Marcio e portati oltre l’Ebro verso i Pirenei: oltre l’Ebro convergono tutti i Romani del meridione di Spagna. In Sicilia, Metello (con la complicità di Annone comandante cartaginese) vince in battaglia i cavalieri numidi di Mutine.

32C R 543 aUc=211 a.C.

Da Porta Collina verso l’Apulia, Annibale sull’Aniene perde una divisione di cavalieri numidi assaliti da Galba, che, uscito con la cavalleria da Roma, lo stava seguendo. Prosegue per l’Apulia e il Bruzio, dove arruola Italici, e assedia Reggio. Capua si arrende ai Romani assedianti: per passare con Annibale aveva soppresso il presidio romano, ora 30000 cittadini sono venduti schiavi e i maggiorenti giustiziati. A Salapia stanzia un presidio cartaginese di 500 cavalieri numidi. Filippo V di Macedonia in operazioni di guerra contro la Lega Peloponnesiaca (Elide, Sparta e Messene).

In Spagna accorre sull’Ebro dalla Macedonia Nerone con la XIX legione e inquadra i resti raccolti da Marcio, facendo con 12000 uomini una linea difensiva sull’Ebro. In Macedonia, partita la legione di Nerone, la Lega Peloponnesiaca subentra nella lotta contro Filippo V. In Campania, dopo la presa di Capua, vengono disciolte le legioni XIV, XV, XXIII e XXIV. In Sicilia sono disciolte la XVI e XVII legione.

III PERIODO 544 aUc=210 a.C. – 547 aUc=207 a.c.

X TURNO 544 aUc=210 a.C.

33C R 544 aUc=210 a.C.

In Campania anche Atella e Calazia, Nuceria e Acerra, riprese dai Romani, hanno come Capua gli averi predati, i cittadini venduti schiavi e i maggiorenti giustiziati. Annibale (che ha ancora 20000 veterani portati in Italia nel 218 attraverso le Alpi) è nel Bruzio. Egli ha con sé tutta la Magna Grecia, ma non riesce ad espugnare Reggio (superiorità navale romana). Anche i Romani nella Rocca di Taranto resistono all’assedio. In Spagna Asdrubale Barca, dall’Ebro, è subito chiuso in Andalusia da Nerone con la legione M , nonostante abbia ancora 4 eserciti da Gadir alla Celtiberia comandati da lui stesso, dal fratello Magone, da Asdrubale di Giascone e dal numida Massinissa re dei Massili.

Viene costituita una legione (F 1) con i resti delle legioni disciolte in Campania alla fine del 543=211 da Q. Fulvio Flacco; essa deve presidiare Capua. Le altre due legioni campane non disciolte (XX e XXVII) vengono trasferite in Gallia. A Ostia sono pronte per la Spagna 30 nuove quinqueremi . A Roma si decide che l’asse (“as”, “unità” monetaria romana) passi da 1 libbra a 1/6 di libbra di rame per necessità economiche. Ma è rinnovata l’alleanza con l’Egitto del nuovo Tolomeo IV Philopatore che invia grano e oro. Si raccolgono da Capua contingenti non smobilitati delle legioni campane del 543=211 disciolte da C. Claudio Nerone e Appio Claudio Pulcro, e se ne prepara una legione A di 10000 fanti e 800 cavalieri. In Spagna una legione M viene costituita subito da Nerone con i resti dell'esercito degli Scipioni sonfitti e della XIX legione appena disciolta. Dall’Ebro Nerone e Marcio chiudono Asdrubale Barca in Andalusia. In Sicilia sbarca Valerio Levino con le legioni XXI e XXII e prende il comando delle legioni Cannensi (CC1). Con l’aiuto di Mutine (indignato con Annone per gli ostacoli che la sua fazione crea ai Barca non solo nel Senato di Cartagine) Levino conquista Akragas (Agrigento).

34C R 544 aUc=210 a.C.

Annibale , che da Reggio va in Apulia, sconfigge in Lucania, a Erdonea, Centumalo, distruggendo 2/3 delle sue due legioni. Ma perde a Salapia 500 cavalieri numidi di presidio, catturati di sopresa dai cittadini che passano con Roma. Un contingente di Bruzii alleati di Annibale va di aiuto a Taranto assediata da 2 legioni e da una flotta romana, mentre il presidio romano resiste nella rocca della città.

Agrigento viene trattata da Levino più crudelmente di Siracusa e come Capua: uccisi i principali cittadini, venduti gli altri e tutto razziato. Per il timore, 40 città vicine si arrendono ai Romani a diverse condizioni: solo 6 resistono e sono espugnate con le armi. I Cartaginesi sgombrano completamente l’isola, che diventa del tutto romana. Per gli accordi con Mutine, Levino lo ricompensa con molte ricchezze e lo conduce riconoscente a Roma con i suoi cavalieri numidi. Levino manda a Reggio dalla Sicilia 4000 briganti siculi affinchè creino problemi ai Cartaginesi e ai Bruzii loro alleati, con Annibale che rinuncia all’assedio di Reggio e va in Lucania ed Apulia dove, a Erdonea, sconfigge Centumalo facendo a pezzi 2/3 delle sue due legioni. I resti vanno da Marcello a Venosa. Marcello segue, da Venosa, Annibale che torna in Lucania. I cittadini di Salapia catturano di sorpresa 500 cavalieri numidi di presidio e passano con Roma. In Spagna, nella greca Emporiae alleata, sbarca da Ostia Publio Cornelio Scipione, giovane parente dei due generali morti l’anno prima (padre e zio). Scipio sbarca con 36 quinqueremi e la legione A ; raccoglie altre forze tumultuarie (N 1), va a Tarracona costituendo un’altra legione M coi resti degli eserciti degli Scipioni sconfitti e alleando alcune tribù celtiberiche fino al fiume Jucar. Conquista Badia (S. Maria de Bedoja) (episodio in V.Massimo III,7,1a e Gellio VI,1). Taranto è assediata da 2 legioni e da una flotta romana. In Grecia, i Romani conquistano Aegina.

XI TURNO 545 auc=209 a.c.

35C R 545 auc=209 a.c.

In Apulia Annibale è attaccato a Canusio da Marcello, perde 1/3 dei suoi cavalieri, ma causa al Romano più gravi perdite (metà cavalleria). Torna a Taranto, ma ne riparte subito per il Bruzio, per assediare Reggio. Lungo la strada distrugge delle bande siciliane e bruzie di parte romana, poi torna a Metaponto.

A Roma viene tirato fuori l’ingente tesoro aureo messo da parte nel 200 a.C. per una eventuale nuova guerra gallica dopo quella dal 228 al 220 a.C. Sono consoli Fabio Massimo e Fulvio. Marcello è pretore. Fulvio va al presidio di Capua. Fabio prende città dell’Irpinia catturando Irpini e i presidii cartaginesi; poi va in Apulia e accampa tra i Messapii pronto a intervenire contro Taranto. Annibale in Apulia è controllato da vicino da Marcello che lo segue. Da Venosa Marcello manda i resti di Centumalo in Sicilia, per unirli alle CC1. A Canusio Marcello attacca Annibale , ma perde metà della sua cavalleria contro 1/3 di perdite numide di Annibale , che torna nel Bruzio. Sanniti e Lucani passano con Roma. Annibale distrugge i 4000 briganti siciliani inviati da Levino nel Bruzio e 4000 Bruzii alleati dei Romani che stavano espugnando Caulonia, poi torna a Metaponto. Attalo I di Pergamo si allea con Roma contro Filippo V di Macedonia. In Spagna Scipio, da Tarraco(na), tenta un colpo improvviso e inatteso contro Cartagena, centro e nerbo della dominazione cartaginese. Tiene segreto il disegno e marcia tanto rapidamente da fare più di 300 miglia in 7 giorni. Compare dalla parte di terra, mentre Lelio viene dal lato di mare con la flotta. Con la bassa marea fa scalare a 500 soldati scelti un lato di mura. La città è presa e la guarnigione cartaginese si arrende.

36C R 545 auc=209 a.c.

Da Metaponto Annibale torna nel Bruzio per assediare Reggio, ma in sua assenza Taranto è presa dai Romani di Fabio Masssimo. Annibale conquista Reggio e arruola 10000 Reggini. A Cartagena, conquistata da Scipione, i Cartaginesi perdono 18 quinqueremi , 63 navi onerarie (mercantili), 600 talenti, 1000 cavalieri libico- fenici; 10000 cadono prigionieri. A Siviglia (Ilipa) Asdrubale di Giascone e Massinissa, che hanno 60000 fanti, 4000 cavalieri e 32 elefanti, sono attaccati da Scipione e perdono 20000 Spagnoli.

Allontanatosi Annibale da Metaponto (e dal raggio d’azione di Taranto) per andare nel Bruzio ad assediare Reggio, Fabio ne approfitta e riprende Taranto (con le sue grandi ricchezze di denaro e di opere d’arte) aiutato dal presidio romano della Rocca. Vengono presi 3000 talenti e 30000 Tarentini vengono venduti schiavi. I Romani arruolano Irpini, Sanniti e Lucani. A Cartagena Scipione ottiene 18 quinqueremi, 63 onerarie e 10000 prigionieri. Arruola poi 1500 cavalieri e 5000 fanti celtiberi. Scioglie le proprie navi sull’Ebro per avere più fanti (metà di una legio classica); libera inoltre cittadini di Cartagena prigionieri per avere rematori volontari nella flotta. Portate le sue truppe (compresi gli Spagnoli) a 45000 fanti e 3000 cavalieri, attacca a Ilipa Asdrubale di Giascone e Massinissa, che perdono 20000 Spagnoli.

XII TURNO 546 aUc=208 a.C.

37C R 546 aUc=208 a.C.

Da Metaponto in Lucania Annibale interviene in difesa di Locri, attaccata dai Romani con 2000 cavalieri da Taranto e 2000 da Messina. Annibale a Petelia ne uccide 2000 e ne cattura 1500, costringendo Cincio Alimento, che era giunto dalla Sicilia, a togliere l'assedio; poi si ritira a Crotone. In Andalusia, a Baecula (oggi Bailen) vicino a Castulo, Asdrubale Barca, che puntava a nord, è battuto da Scipione e perde 10000 uomini, ma riesce a sganciarsi dai Romani e a passare oltre con gli altri 40000 del suo esercito. Continua a puntare a nord, attraversando il territorio dei Carpetani, degli Olcadi e costeggiando l’Oceano, raggiunge i passi occidentali dei Pirenei, che pare non fossero occupati, e li attraversa a Bajona nell’autunno del 546=208, ponendo in Gallia i quartieri d’inverno. BAECULA – BATTAGLIA IMPORTANTE.

Consoli sono Marcello e Tito Quinzio Crispino. I Romani, che con 4000 cavalieri delle cavallerie delle legioni di Apulia (Taranto) e di Sicilia tentano di espugnare Locri, sono sconfitti a Petelia da Annibale (ne uccide 2000, 1500 i prigionieri), che costringe Cincio Alimento a togliere l'assedio. Solo 500 cavalieri si salvano a Taranto. Scipione da Tarracona va verso l’Andalusia, scontrandosi a Becula con Asdrubale Barca e battendolo, ma senza riuscire a fermarlo nella sua marcia verso i Pirenei. La flotta romana equipaggiata nel 544=210 con un prestito volontario fatto dai ricchi Romani è di rinforzo ad Apollonia contro la Macedonia. 30 quinqueremi sono in riparazione a Ostia. BAECULA – BATTAGLIA IMPORTANTE.

38C R 546 aUc=208 a.C.

Da Crotone Annibale va in Apulia, verso Venosa, a Bantia (Banzi). Qui si acquartiera controllato da vicino dai consoli a Venosa, che sperano di affrontarlo in modo decisivo. Ma Annibale rimane al campo e durante una semplice ricognizione con pochi uomini i due consoli cadono in un agguato, sorpresi presso Venosa da una divisione di cavalieri numidi che li circonda. Annibale ritorna a Crotone. In Spagna sono rimasti Asdrubale Giscone con un esercito in Lusitania e Magone Barca con un esercito nelle Baleari. Anche Massinissa numida rimane in Spagna con i suoi cavalieri numidi, con sede a Gades (Cadice). In primavera dell’anno nuovo Asdrubale Barca, dai Pirenei e da Bajona, attraverso i territori dei Galli Arverni (oggi la regione Auvergne) marcia fino alla confluenza Rodano- Isera. Ha arruolato in Aquitania 4000 Galli e 1000 cavalieri Galli e paga come guide dei Galli Cisalpini coi quali passa le Alpi (con poche perdite) ed è in Gallia Cisalpina. Arruola con l’oro 8000 Liguri e va (con un esercito di 48000 fanti e 8000 cavalieri) verso Piacenza per assediarla. Una flotta cartaginese nello Ionio (in aiuto a Filippo di Macedonia) evita lo scontro con la flotta romana e di Pergamo.

In un agguato vicino a Venosa, circondati da una divisione di cavalleria numida, il console Marcello muore combattendo e il console Crispino, fuggito, muore subito dopo per le ferite riportate. Cincio Alimento nominato legatus di Crispino lo sostituisce. Roma compra grano dall’Egitto e dalla Sicilia. Non ha né contingenti né denaro da 12 delle 30 colonie latine, ma Fregelle (Pontecorvo) a nome delle restanti dichiara la disponibilità ad aumentare rinforzi e tributi. Attalo I di Pergamo si unisce all’alleanza Romano- Etolica. Le flotte romana e di Pergamo si trovano di fronte a una flotta cartaginese che viene in aiuto a Filippo V di Macedonia sul Mare Ionio, ma Attalo I si ritira perché minacciato in Bitinia dal re Prusia mentre i Cartaginesi evitano lo scontro. La flotta romana viene richiamata dalla Macedonia per far fronte alla venuta in Italia del fratello di Annibale, Asdrubale Barca.

XIII TURNO 547 aUc=207 a.c.

39C R 547 aUc=207 a.c.

Annibale è con l’esercito nel Bruzio, vicino a Reggio. Asdrubale Barca si attarda nell’assedio di Piacenza per attendere rinforzi di Galli, che arriveranno anche se inferiori nel numero alle aspettative. Da Piacenza Asdrubale invia nel Bruzio 6 corrieri (4 Galli e 2 Numidi) con notizie per il fratello. In Spagna Annone riunisce di nuovo in Andalusia gli eserciti di Asdrubale Giscone e di Magone Barca contro Scipione, ma è battuto e catturato a Castulo. Allora Asdrubale Giscone si chiude di nuovo in Lusitania e Magone nelle Baleari. Solo Massinissa rimane coi suoi cavalieri numidi a fare scorrerie per la Spagna danneggiando i Romani.

Consoli Marco Livio e Gaio Nerone. 23 le legioni in servizio attivo, di cui due con Livio a Rimini per la Gallia Cisalpina contro Asdrubale Barca. Nerone in Lucania chiama in aiuto le truppe del pretore Gaio Ostilio Tubulo da Venosa (in Apulia): con 40000 soldati vuole fermare Annibale se esce dal Bruzio verso Asdrubale. In Spagna Scipione sconfigge e cattura a Castulo Annone, uccidendogli 10000 Spagnoli. 4000 volones (schiavi arruolati con la promessa della libertà) vengono arruolati a Roma e assegnati alle due legioni già esistenti nel Piceno.

40C R 547 aUc=207 a.c.

Annibale , sulla via che da Reggio conduce in Apulia, è fermato a Grumentum da Nerone, che appare vincitore causando ad Annibale una perdita di 5000 uomini. Ma Annibale , con una delle sue solite marce laterali, si sottrae al nemico e raggiunge l’Apulia. Passa per Venosa e accampa a Canusio con Nerone sempre dietro, anche quando torna nel Bruzio per ricevere i 6 corrieri del fratello Asdrubale e tornando di nuovo in Apulia per cercare quelli: accampa a Canusio con Nerone accampato di fronte. Da Piacenza Asdrubale Barca, che ha già perduto 30 elefanti per i postumi del passaggio delle Alpi, attraversa l’Emilia verso l’Adriatico con un esercito di 35000 Punici e 9000 cavalieri rinforzato di Galli e Liguri.

A Roma, “minacciata di morte dagli eserciti cartaginesi” (Marchesi), i Pontefici danno incarico a Livio Andronico, greco di Taranto condotto a Roma nel 482=272, di comporre l’inno espiatorio e propiziatorio a Giunone regina, che fu cantato in pubblica processione da un coro di 27 vergini (un parallelo in saturni del futuro Carmen Saeculare che Orazio scriverà nel 737=17 per i Ludi Secolari del 3 giugno per 27 fanciulli e 27 vergini e che lo stesso Andronico aveva eseguito per la prima volta nel 505=249, durante la prima guerra punica, su incarico del Senato). Nerone si scontra con Annibale a Grumentum e lo batte, ma lo deve inseguire in Apulia, poi di nuovo nel Bruzio ed infine in Apulia finchè il Punico non accampa a Canusio, col console romano di fronte. In Spagna i Romani sono disturbati dalle scorrerie dei cavalieri numidi di Massinissa. Da Rimini il console Livio, per l’avanzata di Adrubale Barca dall’Emilia, si accampa dietro il fiume Metauro sotto Sena Gallica (Senigallia) dove riceve il rinforzo delle legioni del pretore Porzio da Arezzo in Etruria. I 6 corrieri di Asdrubale per Annibale , avendo saputo che quest’ultimo non era più nel Bruzio perché andato in Apulia seguito da Nerone, vanno in Apulia (mentre Annibale è già tornato nel Bruzio). Si smarriscono nei dintorni di Taranto e una pattuglia romana li cattura, dando le loro lettere a Nerone che è tornato in Apulia a Canusio dietro ad Annibale (il quale infine si era lì accampato per aspettare i messaggeri del fratello che sapeva venuti dal Bruzio in Apulia). (Questo errore dei messi deciderà la guerra).

41C R 547 aUc=207 a.c.

Asdrubale accampa tra il Metauro e Fano. Ha di fronte il campo del console Livio e del pretore Porzio. Quando all’alba sente che le trombe consolari dell’adunata nell’accampamento romano sono due (cioè suonano due volte il classicum), capisce che qualcosa non va, che l’altro console Nerone è giunto dall’Apulia di nascosto e che i Romani sono aumentati di numero. Evita a tutti i costi lo scontro, ma passato il Metauro, perdute le guide e quasi smarritosi, è costretto a battaglia. Asdrubale è a destra, con i più forti Spagnuoli e Punici e i 10 elefanti, di fronte ha Livio (sinistra), a sinistra i Galli, meno validi, contro Nerone (destra), i Liguri al centro contro Porzio. METAURO – BATTAGLIA IMPORTANTE. Spagnoli ed elefanti sulla destra potevano vincere, ma Nerone, a sinistra, visto che i Galli asserragliati sui colli resistevano più del previsto ma erano immobili, preferisce rischiare giarndo attorno al proprio esercito e piomba di fianco agli Spagnoli, mentre gli elefanti sbandati scompigliano gli stessi Punici. La sconfitta è totale ed Asdrubale preferisce morire combattendo. 56000 le perdite cartaginesi, senza nessuna possibilità di ritirata. 8000 le perdite romane. Annibale nulla sapeva. Quando Nerone (precipitosamente com’era di nascosto partito con marce forzate per lo più su carri) torna a Canusio, Annibale (scoperta la sconfitta e la morte del fratello dalla testa di Adrubale lanciata nel suo accampamento), capendo che tutte le speranze erano vane, abbandonò Apulia e Lucania e si chiuse per 4 anni fra i monti della costa dell’ultimo Bruzio, tra Crotone e Locri.

Le lettere di Asdrubale per il fratello Annibale dicevano che egli avrebbe percorso la via Flaminia, cioè prima la costa da Rimini verso Senigallia, poi, da Fano sul Metauro, verso l’Appennino e verso Narnia (Narni), dove dava appuntamento all’esercito di Annibale per formare un esercito invincibile contro Roma. Nerone, che ora sa questo al posto di Annibale, fa un piano ardimentoso: dice al Senato di Roma di mandare le due legioni urbane della capitale di nascosto a Narni (alle gole degli Appennini sulla Flaminia; e prendendo a Roma di difesa la legione F di presidio a Capua); Nerone stesso lascia a Canusio di fronte ad Annibale il suo esercito e sceglie di nascosto i 6000 migliori fanti e i migliori 1000 cavalieri, con cui parte di notte in silenzio senza che Annibale se ne accorga (altrimenti il Punico avrebbe assaltato e distrutto i Romani; il Senato romano non perdonerà poi mai a Nerone tale temerarietà). Con marce forzate va nel Piceno, attraversando città amiche entusiaste che prestano cavalli feschi ai suoi soldati; fa 270 miglia romane in 2 giorni fino a Senigallia, dove si unisce (sempre di notte e di nascosto, senza montare ulteriori tende) al campo di Livio e di Porzio. Nella battaglia che seguì sul Metauro la vittoria fu totale. METAURO – BATTAGLIA IMPORTANTE. I Romani perdono solo 8000 uomini e Nerone torna rapidamente all’accampamento a Canusio di fronte all’ignaro Annibale.

IV PERIODO 548 aUc=206 a.C. – 552 aUc=202 a.C.

XIV TURNO 548 aUc=206 a.C.

42C R 548 aUc=206 a.C.

In Spagna Asdrubale di Giscone e Magone Barca con 70000 fanti (tra cui molti Spagnoli), 4000 cavalieri numidi e 32 elefanti, perdono a Baecula (in Andalusia) contro Scipione 30000 uomini, soprattutto Spagnoli. BAECULA - BATTAGLIA IMPORTANTE. Si ritirano quindi a Gadir (Cadice) con 30000 Spagnoli- Cartaginesi, 10000 Africani, 3000 cavalieri numidi e 32 elefanti reintegrati. Asdrubale Giscone va da Cadice a Siga, in Numidia occidentale, per colloqui con Siface re dei Numidi Masesyli. Massinissa, figlio di Gala re dei Numidi Massyli, lascia anch’egli la Spagna con i suoi 4000 cavalieri e torna in Numidia a Cirta.

Scipione, che ha 40000 fanti e 3000 cavalieri compresi gli Spagnoli, vince a Baecula eliminando quasi metà dei Cartaginesi. BAECULA - BATTAGLIA IMPORTANTE.

43C R 548 aUc=206 a.C.

Magone Barca da Cadice va alle Baleari, a Minorca, con 30 navi, soldi e 14000 soldati per una spedizione di aiuto ad Annibale in Italia. Cadice perciò si arrende ai Romani, perché le altre truppe puniche vanno in nave a Cartagine.

Scipio con due quinqueremi va da Cartagine a Siga, in Numidia, per colloqui con Siface. Lo allea a Roma nonostante la presenza a Siga di Asdrubale di Giscone (padre di Sofonisba amata da Siface).

44C R 548 aUc=206 a.C.

Asdrubale di Giscone da Siga raggiunge a Cartagine le truppe giunte dalla Spagna (10000 Libici e 20000 Spagnoli- Cartaginesi). Poi torna in Spagna con esse e con 4000 cavalieri numidi, e, arruolati 15000 Spagnoli e 5000 Baleari, si scontra con Scipione a Ilipa (vicino Siviglia), ma viene distrutto e torna a Cartagine. ILIPA – BATTAGLIA IMPORTANTE. Vaccei, Celtiberi, Turdetani e persino 8000 Italici socii nelle legioni di Spagna si ribellano a Scipione che li sconfigge e/o riappacifica. Filippo V di Macedonia fa la pace separata con la Lega Etolica.

Scipio torna in Spagna da Siga, passa il Baetis (Guadalquivir) a Becula e combatte vincendo di nuovo a (Silpia, Elinga) Ilipa, vicino Siviglia. ILIPA – BATTAGLIA IMPORTANTE. Assedia inoltre Illiturgi, Castulo(ne) e Astapa ribelli, prendendole. Si ribellano poi i Celtiberi guidati da Indibile e Madonio oltre a 8000 Italici socii nelle legioni romane stanziate sul Sucrone. Scipione li riappacifica e li riallea. Dopo 13 anni la Spagna è romana.

XV TURNO 549 aUc=205 a.C.

45C R 549 aUc=205 a.C.

Abbandonate Apulia e Lucania, nel Bruzio Annibale e le sue truppe mantengono il loro quartier generale tra Crotone e i cosiddetti Castra Hannibalis prima di Catanzaro, aiutati dalle montagne costiere del Bruzio. A Minorca Magone Barca raduna il resto del suo esercito spagnolo di Cadice (5000 frombolieri delle Baleari, 4000 cavalieri numidi e 5000 Spagnoli- Cartaginesi) e 10000 Celtiberi, per una spedizione via mare verso l’Italia.

Dalla Spagna Scipio va a Roma con 500 cavalieri scelti e fidati (extraordinarii) per essere presente alle elezioni consolari e all’entrata in carica dei consoli il 15 (Idi) di marzo, come da legge a partire dal 532=222 (prima di allora entravano in carica il 24 aprile di ogni anno; e solo dopo il 600=154 entreranno in carica dal 1. Gennaio). In Lucania e nel Bruzio vengono disciolte le legioni XXV e XXVI.

46C R 549 aUc=205 a.C.

Magone parte da Minorca con 30 quinqueremi ed il suo esercito, sbarcando in Italia, nella Gallia Cisalpina a Genova. Va a Savo (Savona) dove arruola 10000 Liguri e 5000 Galli. Gli aiuti dei Galli sono però inferiori alle sue speranze, lasciandolo con meno cavalleria.Annibale dai Castra Hannibalis va verso Locri assediata contro i 3000 di Pleminio da Reggio: occupata la rocca occidentale dai Romani e giunto Scipione via mare da Siracusa e Messina, Annibale fa sgomberare la rocca orientale (più forte) difesa da Amilcare. PRESA DI LOCRI - F.GROSSO CIT.P.128-129.

Scipio parte da Roma per la Sicilia con i 500 cavalieri di Spagna e con i 4000 fanti e 3000 cavalieri volontari dell’Etruria. L’Etruria fornisce anche le armi, legname per 30 navi e tutti gli equipaggiamenti (dalle vele al catafrattamento), per cui egli può partire con 40 quinqueremi (50 sostiene Kovaliov, e 25000 soldati), 400 navi onerarie (mercantili) e sbarcare in Sicilia. Essendo l’altro console eletto con Scipione, Publio Licinio Crasso, Pontefice Massimo e non potendosi muovere dall’Italia, solo Scipione poteva condurre l’impresa militare e progetta lo sbarco in Africa. Intanto i Locresi, disposti a liberarsi del presidio cartaginese, accettano l’aiuto del luogotenente Quinto Pleminio (propretore nel Bruzio) con 3000 soldati del presidio di Reggio. Ma poiché Annibale sta intervenendo verso la città, Scipione, che ha il quartier generale siciliano a Siracusa, accorre con la flotta romana a Locri conquistandola (si veda F.Grosso -cit.- sul pessimo comportamento di Pleminio e il suo processo a Roma). PRESA DI LOCRI - F.GROSSO CIT.P.128-129. Scipione, tornato a Siracusa, vi comanda le due legioni Cannensi (CC1), che, aumentate dei nuovi volontari, diventano super- legioni (CC2 – due legioni molto forti di 15000 uomini ciascuna) e le conduce a Lilibeo dove la flotta è pronta a trasportarle in Africa. Roma fa la pace di Fenice con Filippo V di Macedonia (si conclude ufficialmente la Prima Guerra Macedonica). La legione XXX è disciolta in Apulia. La legione XXXI è disciolta in Macedonia.

XVI TURNO 550 aUc=204 a.C.

47C R 550 aUc=204 a.C.

I Cartaginesi non fanno uscire la loro grande flotta di 500 quinqueremi (?) per fermare Scipione. Asdrubale di Giscone difende Cartagine con un esercito di 20000 fanti e 6000 cavalieri (escludendo la legione sacra cartaginese di presidio alla città). Vengono raccolti 140 elefanti africani con battute di caccia nell’interno. Utica è presidiata da truppe africane (contro l’assedio di Scipione) e Siface lascia l’alleanza con Roma alleandosi con Cartagine (anche su pressione di Sofonisba), mentre la cavalleria libico- fenicia controlla la regione tra Utica e Hadrumetum. Si attende una divisione di 4000 Macedoni inviati in aiuto da Filippo V e l’arrivo di 5000 Celtiberi arruolati in Spagna. I Macedoni arrivano e presidiano Cartagine. Una flotta di 40 quinqueremi parte da Cartagine per il Bruzio in aiuto ad Annibale.

Scipione dalla Sicilia con le legioni Cannenses aumentate di 7000 volontari dell’Etruria (CC2) e dei 500 cavalieri portati dalla Spagna, per un totale di 30000 uomini (27000 fanti e 3000 cavalieri) va in Africa. Con 40 quinqueremi e 400 navi onerarie sbarca a Punta Farina (promontorio Bellus) non lontano da Utica, dove comincia a costruire i Castra Cornelia (possenti accampamenti ancora in parte visibili). Trova Massinissa alleato ad accoglierlo, anche se solo con 200 cavalieri. Le legioni XXX e XXXI disciolte in Macedonia sbarcano a Brindisi. Con una loro parte che conferma l’arruolamento e altre reclute si costituisce a Taranto la legione T . La legione F è disciolta in Campania (Capua). Muore in Egitto il faraone Tolomeo IV Philopatore, amico di Roma. Il giovane figlio Tolomeo V Epifane viene tutelato da Roma, rinsaldando l’alleanza anti- macedone e anti- cartaginese con forniture di grano, sbarcate a Ostia. A Ostia arriva anche la statua di Cibele, accolta con grande festa al porto da Senatori, popolo e cavalieri e soprattutto matrone. Questo feticcio della “grande madre degli dei”, proveniente dall’Asia Minore sotto forma di pietra nera informe, fu collocato in un tempio appositamente costruito sul Palatino per la dea frigia e furono istituiti i giochi in suo onore (ludi Megalenses). Fu il primo caso di riconoscimento ufficiale di culti orientali. Il poeta Quinto Ennio, nato nel 515=239 a Rudiae, città messapica (greca di Puglia), e attualmente legionario in Sardegna tra i Socii di Roma, viene condotto a Roma da M. Porcio Catone che torna questore dall’Africa.

XVII TURNO 551 aUc=203 a.c.

48C R 551 aUc=203 a.c.

CAMPAGNA D’AFRICA : la cavalleria libico- fenicia è battuta dai cavalieri numidi di Massinissa, che elimina 1000 cavalieri cartaginesi, ma i suoi massiliesi devono fuggire perché compare da Cirta Siface con 50000 fanti e 10000 cavalieri numidi masesyli, che costringono anche Scipione a togliere l’assedio di Utica e a chiudersi nei Castra Cornelia. Magone da Savona va verso l’Insubria.

CAMPAGNA D’AFRICA : Scipione assedia Utica. Ma Massinissa con i suoi cavalieri numidi, dopo aver battuto 1000 cavalieri cartaginesi, deve fuggire per l’arrivo di Siface con 50000 fanti e 10000 cavalieri numidi. Anche Scipio toglie l’assedio a Utica e si chiude nei Castra Cornelia. I Rodii e Attalo I di Pergamo si alleano con Roma contro Filippo V di Macedonia e Antioco III di Siria. Filippo V e Antioco III seleucidico si erano alleati alla morte di Tolomeo IV d’Egitto con l’accordo di spartizione dei possessi extra- egiziani dei Tolomei (Cirene, Cipro, Siria meridionale, Creta, ecc.). Il pretore Villius conduce da Roma 13 nuove navi in Sicilia.

49C R 551 aUc=203 a.c.

In primavera Asdrubale e Siface, con 35000 Spagnoli, 10000 Africani, 5000 cavalieri numidi e 32 elefanti, accampa a 10 km a sud dei Castra Cornelia, davanti a Scipio che ha allestito i Castra Cornelia per controllare Utica. Scipio divide il suo esercito: metà con Lelio e Massinissa contro il campo di Siface, lui con l’altra metà contro il campo di Asdrubale. Nella notte i due campi punici vengono incendiati e assaliti. Quasi tutti uccisi (40000 le perdite, più 5000 fanti, 2700 cavalieri numidi e 6 elefanti prigionieri); solo i capi si salvano: Siface a Cirta e Asdrubale Giscone con 2500 cavalieri numidi a Cartagine, che riceve anche 4000 Celtiberi di rinforzo. Magone va verso l’Etruria dall’Insubria. La flotta di 40 quinqueremi inviata per aiutare Annibale in Italia naufraga sulle coste siciliane in seguito ad una tempesta.

Scipio, accampato nei Castra Cornelia vicino Tunisi, divide così l’esercito: 10000 fanti e 5000 cavalieri romani con Lelio più 500 cavalieri di Massinissa contro il campo di Siface; 15000 Romani con Scipione contro il campo di Asdrubale. Dopo la vittoria completa, Scipione torna ad assediare Utica.

50C R 551 aUc=203 a.c.

Siface, convinto dall’amata cartaginese Sofonisba, figlia di Asdrubale Giscone, torna da Cirta in campo con 7500 cavalieri numidi e 10000 Celtiberi. Si attacca Scipio che assedia Utica. Nella battaglia Siface è a sinistra contro i Socii romani; i Cartaginesi di Adrubale Giscone (15000 Numidi e Libici) a destra contro Massinissa; i Celtiberi (compresi i 4000 di Cartagine) al centro. Le due ali africane cedono, i Celtiberi restano saldi e non cedono, ma sono tutti massacrati, permettendo la fuga dei capi punici a Cirta e a Cartagine. CAMPI MAGNI - BATTAGLIA IMPORTANTE. Siface è però sconfitto a Cirta e catturato dai Numidi massiliani, mentre sopraggiunge una squadra volante romana con Massinissa e Lelio.

Scipio che assedia Utica è attaccato. Dopo aver lasciato la flotta e una piccola divisione di 1000 cavalieri all’assedio della città, si dispone a battaglia con le legioni al centro sotto il suo comando, Massinissa a sinistra con la cavalleria numida e Lelio a destra con la cavalleria dei Socii romani. CAMPI MAGNI - BATTAGLIA IMPORTANTE. Dopo la vittoria Massinissa e Lelio vanno a prendere Siface, che a Cirta è sconfitto e prigioniero tra i Masiliani. Scipione accampa a Utica (Castra Cornelia). La legione T viene spostata dall’Apulia in Liguria per Magone.

51C R 551 aUc=203 a.c.

Magone avanza col suo esercito rinforzato da Galli e Liguri verso l’Etruria e vicino a MEDIOLANUM (Milano), nel territorio degli Insubri, viene battuto e ferito dai Romani. Fugge a Savona e si imbarca per tornare a Cartagine, come da ordine del senato cartaginese. Ma muore durante il viaggio per le ferite, appena la sua flotta di 30 navi con 12000 fanti e 2000 cavalli ha superato la Sardegna. I resti del suo esercito (5000 Africani, 5000 Spagnoli e 4000 Liguri) da Genova più 10000 dalle Baleari raggiungeranno in nave Cartagine. Annibale nel Bruzio si prepara ad accorrere in Africa, su ordine del senato, con i suoi 15000 veterani espertissimi (in minima parte Italici). Ad UTICA Scipione perde 60 navi onerarie attaccate sulla riva dalla flotta di Cartagine. Asdrubale con 50 triremi da Egimuro (innanzi a Cartagine) prende i carichi delle 200 onerarie di Ottavio naufragate a Tunisi.

In Insubria, a MEDIOLANUM (Milano), in Gallia Cisalpina, dal confine tra Etruria e Liguria le legioni XX, XXVII, XXXIII e XXXII battono Magone, che ferito deve fuggire con gli avanzi del suo esercito a Genova e a Savona. Dopodiché la XX e la XXVII vangono disciolte in Gallia Cisalpina e la XXI e la XXII vengono disciolte in Lucania. A UTICA Scipione è assalito sulla riva dalla flotta cartaginese, che distrugge 60 navi onerarie poste a difesa delle navi da guerra romane, che si salvano. Lentulo dalla Sardegna con 100 onerarie e 20 triremi. Ottavio dalla Sicilia con 200 onerarie e 30 triremi naufraga sulla costa di Tunisi. Nonostante accordi (una specie di trattato di pace provvisorio) con i Cartaginesi, Scipio perde 200 onerarie predate dalle 50 triremi di Asdrubale di fronte a Tunisi, dov’erano naufragate per la tempesta.

 

XVIII TURNO 552 aUc=202 a.C.

52C R 552 aUc=202 a.C.

Annibale parte dalla Torre d’Annibale (Castrum Hannibalis) tra Catanzaro e Crotone nel Bruzio, ma 20000 Italici non vogliono seguirlo. Egli li elimina insieme a 4000 cavalli. Porta con sé tutti i Cartaginesi e Numidi del suo esercito d’Italia (cioè i 15000 veterani punici). Sbarca a Leptiminus e va ad Hadrumetum. Poi da lì si accampa a Jama (Zama). I Punici sono per 1/3 Celti e Liguri e hanno 50000 uomini. Vi sono anche 2000 cavalieri numidi di Ticheo e 15000 Numidi di Vermina succeduto a Siface. ZAMA – BATTAGLIA IMPORTANTE. (Non seguiamo Cary e Scullard sui 35000/40000 soldati per parte né Kovaliov sui 6000 fanti e 4000 cavalieri numidi di Massinissa e sulle perdite puniche di 10000 morti e 10000 feriti). PERDITE CARTAGINESI: 10000 morti Cartaginesi e 20000 prigionieri. 10000 i morti numidi di Vermina. Annibale si ritira ad Hadrumetum con pochi resti (6500 mercenari veterani d’ Italia). Filippo V di Macedonia occupa isole del mar Egeo. I Rodii lo contrastano.

Il console Tiberio Claudio con 50 quinqueremi partite verso l’Africa da Cosa incontra una prima tempesta nel Loretanum (di fronte alla baia di Talamone, tra Cosa e Populonia – Weissenborn). Sosta a Populonia. Poi all’Elba, Corsica e Sardegna; ma all’altezza degli Insanes Montes (Gallura) una grande tempesta sconvolge la flotta, che danneggiata e con meno 10 quinqueremi ripara a Cagliari. Da lì di nuovo a Roma. Scipione muove incontro ad Annibale partendo da Tunisi (Castra Cornelia) e lungo la valle della Beagrada (Mescherda) prende città e territori andando a Naraggara (a ovest di El Kef- Sicca, in seguito Sicca Veneria) poi, tra Tunisia e Algeria, incontra a Zama Annibale . Respinge le sue proposte di pace. Massinissa arriva dalla valle della Beagrada. I Romani sono 40000, fra cui molte migliaia di cavalieri di Massinissa. Il 19 ottobre (estate del 202) ZAMA – BATTAGLIA IMPORTANTE. 5000 i morti romani. Molte legioni (la XXX in Liguria e la XXXII e XXXIII in Gallia) vengono subito disciolte. I Rodii organizzano una flotta di 30 tetrere (quadriremi) per affrontare Filippo V nell’isola di Chio, dove lo sconfiggeranno nel 553=201. La Repubblica di Rodi e il Regno di Pergamo già chiedono aiuto ai Romani contro la Macedonia. Il settantenne Gneo Nevio, già legionario romano nella prima guerra punica, mandato in esilio da Roma ad Utica, alla vigilia della morte sta concludendo il suo poema “Bellum Punicum” sulla prima guerra punica, il più lungo degli antichi canti epici romani prima del poema “Annales” di Quinto Ennio sulla seconda guerra punica.

 

 


 

PRIMA GUERRA PUNICA- SINOSSI

MORGAN M. GWYN, Calendars and Chronology in the First Punic War, Chiron 7 (1977), pp.89-117

Roma nell'oecumene.

Il calendario romano e l'anno giuliano concorderebbero nel 255/254, nel 250, nel 249/248 e nel 242/241: la corrispondenza abbraccerebbe dunque il periodo dal 255 al 241. Uno o due mesi di differenza tra i due calendari vi sarebbero invece nel 262/261, 261/260 e 260/259. Tra la primavera del 258 e la primavera del 255 inserzione di due mesi intercalari. Prima un mese intercalare all'inizio del 259, rimediando la situazione calendariale solo in parte.

Citati principalmente: De Sanctis iii1, Broughton, Thiel, Walbank, Bung (Pictor), Heuss (Imperialismus)

Luterbacher F., Beitrage zu einer kritischen Geschichte des Ersten Punischen Krieges, Philologus 66, 1907, 396-426

Holzapfel L., Romische Chronologie, Leipzig 1885

LA BUA V., Filino-Polibio-Sileno-Diodoro, Palermo 1966.

MORGAN M.G., Polybius and the Date of the Battle of Panormus, CQ 22, 1972, 121-129.

SOLTAU W., Romische Chronologie, Freiburg 1889.

Reuss F., Zur Geschichte des Ersten Punischen Krieges,  Philologus 60, 1901, 102-148; Der Erste Punische Krieg, Philologus 68, 1909, 410-427

DEGRASSI A., Inscriptiones Italiae XIII 1: Fasti consulares et triumphales, Roma 1947

MICHELS K.AGNES, The Calendar of the Roman Republic, Princeton 1967

MORGAN- CRONOL.ROMANA      GIULIANA                      AVVENIMENTI

262/61 1MAG                                     1 APR MASS           nuovi consoli in carica

      1-15 LUG                     FINE MAG-INIZIO GIU                        inizio ass.agrig

    15-29 GEN                                           META DIC                                 pres agrig

260/59 1 MAG                                          8-14 MAR                               nuovi cons

  CA.8 MAG                                         CA.21 MAR             scipio asina catturato

            MAG                                              1-14 APR sconfitta di C.caecilius (tr.mil.261)

           ?GIU?                                                 ?MAG?          arrivo di c.duilius in sic

  META DIC                                         META OTT    duilius leaves sic per roma

1 INTERCAL.                                        META DIC            duilius celebra trionfo

259/58 NOV-GEN                                       OTT-DIC unrest among soci naval e schiavi

          23 DIC                                            FINE NOV    l.scipio escapes shipwreck

       11 MAR                                               1-15 FEB             scipio celebra trionfo

258/57     257=497 varr/496f.tr=258: c.atilio batt.nav. Tindari parità coi cart (pol.I.25), vittoria decisiva zonara viii,13

         1 MAG                                           23-31 MAR                               nuovi cons

CA.21 MAG                                         META APR caiatinus finds cart negli accamp invern

256 non in morgan:

eknomos: 27000 prig a roma con manlio (eutrop.ii,21,2)

255/54 MAR-APR                                                                     inizio campagna 255

              APR                                                               regolo sconfitto da santippo

META APR                                                               nuovi cons paullus e nobilior

INIZIO GIU                                                               consoli sconfiggono flotta pun a hermaeum e catturano sopravissuti a clupea, prima di razziare coste africane

META LUG                                                               consoli perdono flotta in tempesta

              GEN                                                                                    elezioni per il 254

     FEB-APR                                                               nuova flotta costruita in 3 mesi

254/53 MAG-OTT                                                      operazioni combinate per la cattura di palermo

    18-19 GEN                                                               paullus e nobilior celebrano trionfo nav

250      FEB ?                                                               furius pacilus ritorna a roma per elezioni

            MAG                                                               asdrub inizia offensiva contro palermo

            MAG                                                               nuovi cons per 250-49 entrano in carica

INIZIO GIU                                                               metello proconsole sconfigge asdrubale

     FINE GIU                                                               nuovi consoli da roma alla sicilia

    CA.1 LUG                                                               metello lascia palermo e a roma in due mesi con i suoi elefanti

         7 SETT                                                                          metello celebra trionfo

249/48 1 MAG                                                             claudius pulcher e iunius pullus assumono la carica

     CA.1 GIU                                                                             claudius arriva in sic

             AUG                                                               claudius sconfitto a drepana

INIZIO SETT                                                             iunius pullus lascia roma per sic

META SETT                                                              iunius loses sua flotta off capo pachynus

  FINE SETT                                                               atilius caiatinus nominato ditt

META OTT                                                               iunius cattura posizioni su monte erice da questa data

OTT-MAR O MAG                                                  atilius caiatinus funge da ditt in sic

242/41 META MAG                                                  lutatius catulus lascia roma per sic

     GIU-OTT                                                               esercizio equipaggi e sundry operations

INIZIO MAR                                                             cart invia una flotta in sic dopo 6 mesi di preparaz; sperano che arrivi prima di sailing-season proper begins

       10 MAR                                                               battaglia delle egadi vi idus mart 242 eutropio ii,27,3

 

 

LAZENBY J.F., The First Punic War. A military history, UCL University College London 1996

Morgan per la cronologia