I - LA REPUBBLICA ROMANA

 

RETRO <-- BELLUM HANNIBALICUM

PORRO --> V

4- FORZE MILITARI RECLUTABILI.

FORZE MILITARI RECLUTABILI TRA I CITTADINI ROMANI ALL'INIZIO DELLA GUERRA ANNIBALICA SECONDO IL  CENSIMENTO.

        Iuniores  Maschi    Popolazione Territorio  Densità

                  adulti    libera      in km2      per km2

=======================================================

Romani  190.050[1]   273.000     923.000    25.615   36

Latini   85.000      134.000     431.000    10.630   40

Italici 276.000      441.600   1.398.000

======================================================

Totale  551.050      848.600   2.752.000   107.810   25,5

                                                         

TABULAE IUNIORUM

(IUNIORES dai 17 ai 46 anni)

                     FANTERIA 172.800 CAVALLERIA 17.250

TABULAE SENIORUM

(SENIORES dai 47 ai 60 anni)

                     FANTERIA  57.600 CAVALLERIA  5.750  =

                             ________           __________

             TOTALE   FANTI   230.400  EQUITES   23.000K [2]

       TOTALE GENERALE: 253.400 + 19.600 PROLETARII [3]=

                                           CITTADINI    273.000

Queste cifre e questi calcoli sono molto più recenti di quelli forniti dal KROMAYER, Heerwesen... in HANDBUCH DER HALTER..., cit., IV, 3, vol. 2, München 1928, pag. 306, che fornisce una tabella con cifre di mobilitati (209.200 + 15.300K) e mobilitabili (tot. 709. 200 + 73.300K), riferiti soprattutto a Mommsen, Hermes XI, 49- 60.

280.000 i cittadini romani adulti nel 218 secondo De Sanctis, di cui almeno la metà atta al servizio attivo; nel 215 almeno 50.000 gli iuniores.atti alle armi (GDS II1, p.319).

Stiamo tralasciando qui notizie - peraltro interessanti - sui censimenti romani relativi a periodi precedenti, e in particolare alla Prima guerra punica, notizie che interesseranno nei dati relativi alle proporzioni di rematori nelle poliremi, cioè nelle navi da guerra a remi, specie quinqueremi. Nei censimenti dell’antica Roma riportati dal Toynbee, cit., I, pag.439 (ripreso dal Le Bohec, Soria militare delle guerre puniche, cit., pag.119) i 382.234 cittadini romani del 265 a.C. -anno precedente la prima punica- sono diventati 241.212 nel 247a.C., 6 anni prima la fine della guerra. Torneranno a essere 260.000 nel 241 (ultimo anno di guerra) “grazie all’integrazione di nuovi cittadini romani”, e solo nel 234 si avrà un ritorno a una crescita regolare (270.212). E’ evidente come gli anni di maggiore sforzo nell’utilizzo dei cittadini come rematori nella grandi flotte e i disastri causati da tempesta più che da perdite in battaglie ridussero di più di un terzo la popolazione di Roma.

Due milioni e mezzo circa erano i cittadini romani dello Stato romano e degli Stati alleati nel 544=210, dopo le ribellioni di molte città del sud Italia (cfr. anche GDS III2 p. 313). In precedenza a poco meno di un milione ammontava la popolazione cittadina e a oltre due milioni quella dei territori alleati. Nel 536=218 i cittadini adulti erano almeno 280.000, di cui 140 mila atti al servizio attivo. Questi dati del Beloch, Studi Stor. I, p. 1- 46, e del GDS III1, p. 319 e III2 p. 306 sgg., non contrastano nè con le cifre di Livio, talvolta e impropriamente considerate eccessive, nè con quelle di Polibio e della critica più recente, in primo luogo del Toynbee. Infatti non solo le forze reclutabili nel 536=218 potevano fornire 28 legioni di circa 5000 cittadini romani ognuna (legioni che non furono mai levate tutte insieme in tal numero, eccetto le 25 legioni del 543=211), ma tra il 538=216 e il 540=214 le forze furono sufficienti anche per le 6 legioni straordinarie del 540=214, sebbene in quel biennio di defezioni e di ribellioni di alleati del sud Italia "Roma poteva in sostanza- per paura che i manipoli di alleati passassero in armi al nemico e finchè la fiducia non fosse ristabilita- contare unicamente sui coloni latini e sui cittadini con pienezza di diritto" (GDS III2 p. 308).

Fabio Pittore in Polibio III, 24, 14 (e anche in Beloch, Bevölkerung... cit., p. 362 sgg., De Sanctis, GDS III1, p. 318 n. 158) e Orosio, IV, 13, 7,  danno 348.200 fanti più 26.600 cavalieri, cifre emendate giustamente dal Niebuhr in 271.800 in tutto. Ma andrebbero aumentati, per il 535=219, secondo il Kromayer, (Schlachtfelder... cit., III, 1, p. 479 sgg.), a 285.000. Il De Sanctis, GDS III1, p. 319 n. 159, ipotizza per il 535=219 275.000 fanti e cavalieri se Fabio Pittore avesse calcolato col censimento del 529=225/ =224. Polibio attesta, in maniera per noi inconfutabile, che le cifre comprendono cives Romani optimo iure e cives Romani sine suffragio.

Il problema della divisione tra iuniores (se dai 15 o dai 16 anni fino al 45esimo  o 46esimo anno di età) e seniores (se dai 46 o 47 anni fino ai 60 anni) è discusso dal Niebuhr [4], cit., II, pp. 114- 116, per i 90 anni di durata massima di vita calcolata e per i 30 effettivi di servizio militare [5] in campi di battaglia (cioè in campagne di guerra; e non di difesa della città, servizio dal quale si era comunque esonerati dal 60° anno). Quando si arruolavano non le consuete 4 legioni ma 6 o più (come sempre nella seconda guerra punica) il limite d'obbligo di 16 anni (o 6, a seconda di come si vogliano interpretare le fonti) decadeva comunque e si arrivava ai 20 anni documentati da Polyb. VI, 19, 3. La distinzione tra iuniores e seniores non valeva inoltre per le 5 centurie aggiunte (4 di artigiani e musici, una di proletarii) e per quelle di cavalieri (Niebuhr, cit., p. 120).

 

Lo Ilari (cit.) analizza i ricchi dati del Brunt (cit.) in uno stretto rapporto con la media legionaria dei soldati romani e alleati nella guerra annibalica: le 50 legioni impiegate, con una media per lo Ilari di 4500 romani e 5000 socii ciascuna (e con un minimo di 4000 fanti e 300 cavalieri romani)[6], corrisponde ai 475.000 soldati considerati dal Brunt nelle legioni (225.000 romani e 250.000 socii). Aggiungendo i complementi sostitutivi di caduti e un ricambio annuale di arruolati (18.117 romani e 21.377 socii all'anno) i calcoli dello Ilari corrispondono a 700.000 circa (326.100 romani + 384.800 socii), ovverossia iuniores dal 218 a. C. al 201 a.C.= 300.000 romani e 380.000 italici (su 600.000 italici arruolabili). Queste cifre derivano allo Ilari anche dalla disamina delle liste di arruolamento dei Socii (la FORMULA TOGATORUM) che analizzeremo più avanti. Le legioni urbane non sarebbero state solo di cittadini ma anche di alleati in base a Pol. II, 24, 9; Livio XXIV, 44, 6 per il =213; XXXV, 20, 11; 20, 4-5; De Sanctis GDS III2, p.212, di contro a Delbrück I2 361 che ne riduce troppo l’usuale effettivo nella II punica.

Solo per i CITTADINI ROMANI (TRIBUS CIVIUM ROMANORUM)- e comprese nella fanteria 13 legioni costituite o con i resti di altre distrutte o disciolte o con Volones (schiavi a cui è promessa la libertà in cambio dell'arruolamento in legione)- le cifre di cui allo schema dell'ALLEGATO 1 nelle LEGIONES CIVIUM ROMANORUM di FANTERIA danno in totale 64 legioni romane così suddivise:

21 di 5000 soldati, cioè       105.000 +
41 di 4000 soldati, cioè       164.000 +
 2 di 6000 soldati, cioè        12.000 =
                              __________
                               281.000

Detraendo le 13 legioni sopraddette, il cui totale si aggira sulle 50.000 unità (se non esattamente 51.000, calcolando precisamente in 7.000 cittadini romani d'Etruria i volontari che Scipione porta con sè a Zama), si ottengono 230.000 Romani sotto le armi nei 17 anni di guerra (noi escludiamo dal nostro conteggio, e dalla ricostruzione, il 553= 201, l'anno della pace).

Per comodità nella simulazione avremo che le 20 tribù originarie OPTIMO IURE e 12 delle supplementari OPTIMO IURE forniscono direttamente 2 unità combattenti ciascuna (cfr. comunque più avanti,in L'ESERCITO ROMANO, FANTERIA ROMANA).

______________

 

Per la CAVALLERIA romana avremo 640 TURMAE [7] di cavalleria di cui :

18[8]   di 200 cavalieri (EQUITES) ognuna= 
                                         3.600 K +
33      di 250 cavalieri           ognuna= 
                                         8.250 K +
13      di 300  "                  ognuna= 
                                         3.900 K =
                                        _________
                                        15.750 K

Per la ricostruzione dettagliata avremo che le 3 tribù supplementari OPTIMO IURE e le 5 tribù di cittadini SINE SUFFRAGIO  forniscono :

8 TURMAE di 300 equites +  ciascuna 2 TURMAE di 200 equites; inoltre 16 delle 20 tribù originarie OPTIMO IURE forniscono ciascuna 2 TURMAE di cavalleria di 250 equites, altre 3 forniscono:

due, 2 TURMAE ciascuna di 300 K e una, 1 TURMA sempre di 300 K; infine, la 20.esima fornisce una turma di 250 equites e due turmae di 200 equites.


 

 

 

SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE LEGIONI

    ESCLUSE LE TRUPPE DELL'EXERCITUS TUMULTUARIUS DEI GALLI VENETI E CENOMANI (20000 soldati):


17 LEGIONES TUMULTUARIAE (SUBITARII)


22 LEGIONES URBANAE


22 LEGIONES CONSULARES ATQUE PRAETORIAE.

---------------------------------------------
LEGENDA  PER LO  SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE LEGIONI ROMANE NELLA SECONDA GUERRA PUNICA.

 ABBREVIAZIONI (COMPRESE SIGLE RIPORTATE NEI SUCCESSIVI ALLEGATI):

§ =numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni consolari

u =numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni urbane

f.=numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni forti

* =numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni disciolte nel  corso dell'anno

+ =numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni distrutte in battaglia

p.=numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni pretorie

[]=numeri o lettere dentro questi simboli indicano legioni spostate nel corso dell'anno in altro teatro di guerra

l.=numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni di liberti

% =numeri o lettere che precedono questo simbolo indicano legioni solo parte delle quali è spostata in altro teatro

R = questo simbolo indica legione di reclute (subitarii).

CL = questo simbolo indica "legione classica" (di marina).

ALTRI SIMBOLI QUI NON SPIEGATI, vanno intesi come indicazioni di singola legione, quali descritte nello schema successivo, b) ALLEGATO 2. NUMERO DELLE LEGIONI.


 

Gli apici N1, N2, N3 e N4 relativi alla colonna del KLOTZ (l'ultima colonna a destra in assoluto) (A. Klotz, Die römische Wehrmacht in 2. punischen Kriege, in "Philologus", LXXXVIII [N. F. XLII], 1933, pp. 42- 89) vanno intesi come note:

N1) nel numero viene esclusa dal Klotz la CL (legio classica, cioè di marina).

N2) Il Klotz considera questa 1° legio classica (Livio XXII, 57) nel conto anche numerico (di contro a De Sanctis, Toynbee e noi) fino al 211 compreso.

N3) Il numero comprende per il Klotz la 1° CL, senza il calcolo di CC, VV, R e T20, come in De Sanctis e Toynbee.

N4) Il numero del Klotz comprende la 1° CL.


LEGIONI NELLA SECONDA GUERRA PUNICA: Gaetano De Sanctis -1

 

Anni  GALLIA      LIGURIA  ETRURIA      PICENO    ROMA   

 

218   3.4.1.2.§

217a  1.2.§                3+ 4+                  10.11

217b                                              10.11

216a  10+ 11+                                     14.15

216b                                              16.17

215

214   21.22.                            20        23.24

213   21.22.                            20        25.26

212   21.22.               25.26                  28.29

211   21.22.               25.26               [28.29§]

                                                  30.31

210   28.29                30.31                  32.33

209   28.29                32.33                  34.35

208   28.29                32.33 [34]             34.35

207   28.29                32.33        34*.35*§  36.37

206   28.29                32.33                  36.37

205   28.29.32.33.         [32.33]36.37         [36.37]

204   28.29.32.33.         36.37§                

203   28*.29*32.33   T     36.37§                 43.44

202   32*.33*        T*    36.37§                 43.44

201   44.§ 43              36.37                  45.46


 

Anni CAMPANIA            LUCANIA E      APULIA

                         BRUZIO                           

218

217a

217b                     1.2.12.13§

216a                                    1+2+12+13+§

216b 14.15.V.V§ C.C.

215  14.15.V.V§ 16.17                   7.8.

214  14.15.16.17§                       7.8.V.V.

213  23.24.              V.V§           14.15§ 7.8.

212  14.15.23.24§ 20.27. V+ V+          7.8.

211  14*15*23*24*20*27*                 7.8.28.29§

210  F                                  25.26§ 7+ 8+

209  F                   21.22§         30.31§ 25.26.

208  F                   [21.22§]       21.22.25.26§

                                        30.31

207  F                   21.22§ 25.26   [21.22§ 25.26]

                                        30.31

206  F                   21.22.25.26§   30.31.

205  F                   21.22§25*26*   [30*.31*]

204  F*                  41.42§ 21.22.  T

203                      41.42§ 21*22*

202                      41.42

201                      41.42


LEGIONI NELLA SECONDA GUERRA PUNICA: Gaetano De Sanctis -2

 

Anni  SICILIA           SARDEGNA     SPAGNA              

 

218   [1.2§]                         5.6.

217a  7.8.              9            5.6.

217b  7.8.              9            5.6.

216a  7.8.              9            5.6.

216b  7.8.              9            5.6.

215   C.C.              9.18.        5.6.

214   C.C.              9.18.        5.6.

213   C.C.16.17         9.18.        5.6.

212   C.C.16.17.        9.18.        5.6.

211   C.C.16*.17*       9.18.        5+ 6+

210   21.22§ C.C.       9.18.        M.M.N.A.

209   C.C.              9.18.        M.M.N.A.

208   C.C.              9.18.        M.M.N.A.

207   C.C.              9*.18*.      M.M.N.A.

206   C.C.              38           M*.M*.N.A.

205   C.C.§             38           N.A.

204   39.40.            38           N.A.

203   39.40.            38           N.A.

202   39.40.            38           N*.A*.

201   39.40.            38           H


 

Anni  MACEDONIA     AFRICA      SOMMA        MOBILITATE

                            CALCOLATE/TRAMANDATE         

218                                6 / 6        218

217a                               11/ 13       218-217

217b                               11/ 13       218-217

216a                               13           218-216

216b                               13           218-216

215                                14/ 12       218-215

214   19                           20/ 18       218-214

213   19                           22           218-213

212   19                           25/ 23       218-212

211   19*                          25/ 23       218-211

210                                21/ 21       217-210

209                                21           217-209

208                                21/ 21       217-209

207                                23/ 23       217-207

206                                20           214-207

205   30*.31*                      18           214-207

204                 C.C.           19           214-204

203                 C.C.           20           214-203

202                 C.C.           16/ 16       210-203

201                 C.C.           14/ 14        <N/D>

 
LEGIONI NELLA SECONDA GUERRA PUNICA: Arnold J. Toynbee  -1


Anni  GALLIA      LIGURIA  ETRURIA      PICENO    ROMA   

 

218   3.4.1.2.§

217a  1.2.§                3+ 4+                  10.11

217b                                              10.11

216a  10+ 11+                                     14.15

216b                                              16.17

215

214   21.22.                            20        23.24

213   21.22.                            20        25.26

212   21.22.               25.26                  28.29

211   21.22.               25.26               [28.29§]

                                                  30.31

210   20.27                30.31                  32.33

209   20.27                32.33                  34.35

208   20.27                32.33 [34]             34.35

207   20.27                32.33        34*.35*§  36.37

206   20.27                32.33                  36.37

205   20.27.32.33.         [32.33]36.37         [36.37]

204   20.27.32.33.         36.37§                

203   20*.27*32.33   T     36.37§                 43.44

202   32*.33*        T*    36.37§                 43.44

201   43*.44*              36*.37*              45*.46*

200   5.6.                                         7.8.


 

Anni CAMPANIA            LUCANIA E     APULIA

                         BRUZIO                           

218

217a

217b                     1.2.12.13§

216a                                   1+2+12+13+

                                       13A,B,C,D+

216b 14.15.V.V§ C.C.

215  14.15.V.V§ 16.17                  7.8.

214  14.15.16.17§                      7.8.V.V.

213  23.24.              V.V§          14.15§ 7.8.

212  14.15.23.24§ 20.27. V+ V+         7+ 8+

211  14*15*23*24* 20.27.               28.29

210  F                                 25.26§ 28+ 29+

209  F                   21.22§        30.31§ 25.26.

208  F                   [21.22§]      21.22.25.26§

                                       30.31

207  F                                 21.22§

                                       25.26.30.31

206  F                   21.22.25.26§  30.31.

205  F                   21.22§ 25*26* [30*31*]

204  F*                  41.42§ 21.22. T

203                      41.42§ 21*22*

202                      41.42

201                      41*.42*


LEGIONI NELLA SECONDA GUERRA PUNICA: Arnold J. Toynbee  -2


Anni  SICILIA           SARDEGNA     SPAGNA              

 

218   [1.2§]                         5.6.

217a  7.8.              9            5.6.

217b  7.8.              9            5.6.

216a  7.8.              9            5.6.

216b  7.8.              9            5.6.

215   C.C.              9.18.        5.6.

214   C.C.              9.18.        5.6.

213   C.C.16.17         9.18.        5.6.

212   C.C.16.17.        9.18.        5.6.

211   C.C.16*.17*       9.18.        5+ 6+

210   21.22§ C.C.       9.18.        M.M.N.A.

209   C.C.              9.18.        M.M.N.A.

208   C.C.              9.18.        M.M.N.A.

207   C.C.              9*.18*.      M.M.N.A.

206   C.C.              38           M*.M*.N.A.

205   C.C.§             38           N.A.

204   39.40.            38           N.A.

203   39.40.            38           N.A.

202   39.40.            38           N.A.

201   39*.40*           38*          N.A.

200                                  N=1.  A=2.


 

Anni  MACEDONIA     AFRICA      SOMMA        MOBILITATE

                            CALCOLATE/TRAMANDATE         

218                                6 / 6        218

217a                               11/ 13       218-217

217b                               11/ 13       218-217

216a                               17           218-216

216b                               13           218-216

215                                14/ 12       218-215

214   19                           20/ 18       218-214

213   19                           22           218-213

212   19                           25/ 23       218-212

211   19*                          23/ 23       218-211

210                                21/ 21       217-210

209                                21           217-209

208                                21/ 21       217-209

207                                23/ 23       217-207

206                                20           214-206

205   30*.31*                      18           214-206

204                 C.C.           19           214-204

203                 C.C.           20/ 20       214-203

202                 C.C.           16/ 16       214-203

201                 C.C.           15/ 14       207-201

200   3.4.                         8            200

 
LEGIONI NELLA SECONDA GUERRA PUNICA: G. Pollidori  -1


Anni  GALLIA    LIGURIA  ETRURIA    PICENO   ROMA   

 

218   3.4.1+2+§

217a  1A.2A.§            3A+ 4A+§             10.11.u

217b                                          10.11.u

216a  10+ 11+                                 14.15

216b                                          16.17.u.l

215

214   21.22.                         20=T20   23.24.u

213   21.22.                         20       25.26.u

212   21.22.             25.26                 28.29.u

211   21.22.             25.26                [28.29§]

                                               30.31.u

210   20.27              30.31                 32.33.u

209   20.27              32.33                 34.35.u

208   20.27              32.33 [34]            34.35.u

207   25.26.%20.27       32.33.36.37 34*.35*§ [36.37.u]

206   20.27              32.33                 36.37.u

205   20.27.32.33.      [32.33]36.37          [36.37]

204   20.27.32.33.       36.37§                

203   [20.27]32.33 T.20*27* 36.37§             43.44.u

202   32*.33*      T*       36.37§             43.44.u

201   43*.44*.§             36*.37*           45*.46*.u

200   5.6.                                        7.8.


 

Anni CAMPANIA             LUCANIA E      APULIA

                          BRUZIO                           

218                                      AP

217a                                     12.13.§

217b                      1A.2A.12.13§ 

216a CL1                                 1A+2A+12+13+§

                                         13A,B,C,D.f+

216b 14.15.V.V§ C.C1.R.                  CL1.T20.

215  14A.15A.V.V§ 16.17                  7.8.CL1.T20.

214  14A.15A.16.17§                      7.8.V.V.

                                         [T20][CL1]

213  23.24.[17.]          V.V§           14.15§ 7.8.

212  23.24§14A+15A+20.27  V+ V+          7+ 8+ §

211  23*24*§ 14B.20.27                   28.29.§

210  F1.A.                               25.26.§ 28+29+

209  F1.[A]               21.22§         25.26.§ 30.31.

208  F1                   [21.22§]       21.22.25.26§

                                         30.31

207  F2                   21.22§         [25.26.%]
                                         30.31

206  F2                   21.22. 25.26§  30.31.

205  F2                   21.22§ 25*26*  [30.31.]

204  F2*                  41.42§ 21.22.  30*.31*. T.

203                       41.42§ 21*22*  [T]

202                       41.42.

201                       41*.42*


LEGIONI NELLA SECONDA GUERRA PUNICA: G. Pollidori  -2


Anni  SICILIA           SARDEGNA      SPAGNA           

 

218   [1.2.§] S                       5.6.u

217a  7.8.              9.p           5.6.p

217b  7.8.              9             5.6.

216a  7.8.              9             5.6.

216b  7.8.[CL1]         9             5.6.

215   C.C1.             9.18.f.p.     5.6.

214   C.C1A.            9.18.         5.6.

213   C.C1A.16.17       9.18.         5.6.

212   C.C1A.16.17.      9.18.         5.6.

211   C.C1A.16*.17*     9.18.         5+ 6+ CL2

210   21.22§ C.C1A.     9.18.         M.M.N1.f

209   C.C2.             9.18.         M.M.N1.A.CL4

208   C.C3.             9.18.         M.M.N1.A.

207   C.C3.             9*.18*.       M.M.N2.A.

206   C.C3.             38.f.         M.M.N2.A.

205   C.C3.§            38            M*.M*.N2.A.

204   39.40.f           38            N2.A.

203   39.40.            38            N2.A.

202   39.40.            38            N2.A.

201   39*.40*           38*           N2.A.

200                                   N2= 1.  A= 2.


 

Anni  MACEDONIA     AFRICA    SOMMA      SOMMA        

                                                  KLOTZ

                              CALCOLATA  TRAMANDATA      

218                           6+2        6         6

217a                          13         13        13

217b                          11         13        13

216a                          17+CL                17N1

216b                          14+CL+T20            14N2

215                           14+CL+T20  12        14N3

214   19= CL1                 20         18        22

213   19                      22                   22

212   19                      25         23        24

211   19*                     22+CL      23        23N4

210   CL3                     21+CL      21        21

209   CL3                     21+2CL               21

208   CL3                     21+CL      21        21

207                           23         23        23

206                           20                   20

205   30*.31.                 20                   21

204   31*           C.C4.p    22                20 o 22

203                 C.C4.p    20         20        20

202                 C.C4.p    16         16        16

201                 C.C4.p    15         14        14

200   3.4.                    8           


a) ALLEGATO 1. TIPO LEGIONI.

1) SCHEMA DEI VARI TIPI DI LEGIONI PRESENTI NELLA SECONDA GUERRA PUNICA.

LEGIONES CONSULARES (§ nel precedente schema)

LEGIONES URBANAE    (.u nel precedente schema)

LEGIONES PRAETORIAE (.p nel precedente schema)

LEGIONES TUMULTUARIAE (SUBITARII) o anche EXERCITUS
         TUMULTUARIUS  (a seconda di vari casi, spiegati nella legenda del precedente schema, indicate con .f, .l, VV, etc.>)

 

All'interno di queste quattro forme fondamentali di legioni reclutate erano presenti quantitativi differenti di truppe, con contingenti per la FANTERIA (Legiones Primae - romane ; Alae Sociorum - alleati) in questa suddivisione:

(Legioni) deboli

          normali deboli

          forti

          (normali) forti (diventate cioè pressochè

                             la norma dal 543=211)

          super-forti (termine mutuato da Afzelius e

                          Toynbee)

          classicae (di marina)

 

Queste suddivisioni spiegano i differenti quantitativi presenti nell'ALLEGATO 1B seguente, con l'elenco delle legioni in servizio dal 536= 218 al 552= 202 e che risultano ufficialmente 50 o 51, quali legioni "complete" (comprese quindi, oltre le 44 numerate, 7 siglate: la prima Legio Classica (CL1), le VV di Volones e 4 - cioè le "13 A, B, C, D"- delle 8 legioni presenti a Canne) entrate in servizio con numerazione progressiva (per i Romani ripartendo da zero ogni anno, per noi nel complesso della guerra) e riportate fino a tale cifra massima nelle ricostruzioni soprattutto di AFZELIUS, KLOTZ, BRUNT, BELOCH, CORNELIUS, GABBA, DE SANCTIS, TOYNBEE e ILARI. Ciò in quanto le legioni MM, N, A, F, T, CC (riportate sempre dagli stessi autori) sono desunte, ridotte o ampliate dalle precedenti. E lo stesso vale per: AP, S, 1-2-3-4A, 14A, 15A, F1-2, N1-2, V1, NEXA (romani in prigione perché insolventi per debiti o per altri reati minori e liberati in cambio dell'arruolamento in legione), T20 [9], R, le "classiche" CL1-4 e le CC1-4.

 

Vedremo che per noi le legioni "complete" o nuove sono (come già in Klotz e sostanzialmente in Toynbee, che dichiara di voler escludere la legio classica del 216) in numero di 51 : 44 numerate e le 7 con sigla riferite in precedenza; più 29 incomplete, anch'esse già nominate, desunte da altre esistenti o subito integrate, come contingenti, in legioni preesistenti e diversificate da noi o da altri con sigla, per denotare il mutamento di effettivi.

Quindi, ricapitolando, oltre le 44 numerate e le 7 siglate, le 29 legioni varie sono così intese:

8 corrispondenti a legioni delle tabelle tradizionali: MM, A, N, F, T, CC1;

9 considerate già tradizionalmente unità legionarie: AP, S, R, 1-2-3-4A, CL2, CL3;

12 unità legionarie siglate, derivate, con mutazioni negli anni, da sigle di unità esistenti: N1, F1, T20, V1, 14A, 15A, 14B, NEXA, CC1A, CC2, CC3, CC4.

Le variazioni complessive rispetto agli altri autori sono lievi. Ad esempio, rispetto al Brunt: egli considera, tra le sue 50 complessive, come nuove per l'anno 216b a.C. anche le 2 Cannensi, non considera 4 delle 8 legioni presenti a Canne, dà per disciolte tre legioni in meno nel 211 e una in meno nel 205 e 2 legioni distrutte nel 217b anzichè nel 217a a.C. come per noi. Ma persino con ciò il nostro numero anno per anno delle legioni coincide sostanzialmente col suo. Infatti, pur escludendo egli nel 216a la prima Legio Classica, che noi elenchiamo, e pur considerando egli 19 legioni anzichè 20 nel 204, non solo la cifra finale anno per anno non cambia considerando 4 o 8 legioni a Canne (subito perse in battaglia e trasformate in Cannensi coi sopravissuti), ma la detrazione nel nostro conto delle Cannensi tra le legioni nuove o complete si bilancia col nostro aumento di una Classica nel 216a e di una reclutata nel 204. Per sintetizzare visivamente ciò rispetto al Brunt (e allo Ilari, che sostanzialmente lo segue), evidenziamo in questa tabella i dati del Brunt [10] con, nelle ultime due colonne, la nostra reale differenza. I primi numeri a sinistra delle tabelle indicano di solito legioni complete non derivate da altre; tranne che col segno /, che indica comunque accordo globale sul numero delle legioni:

     TABELLA DEL BRUNT    /RAFFRONTO CON NOSTRE
                             TABELLE SUCCESSIVE


ANNO TOTALE LEGIONI  TOTALE/NOSTRO     DIFFERENZA

   esistenti DS DR  recl.[11]            IN BRUNT

218   /         6   6   6+2           6

217a  6         5   11  11+2DR        11senza 2DR

217b  11     2  2   11  11            13-2DR

216a  11        2   13  13+4*[12]+CL   13(+4*)

216b  13     4  5   14  (11+2CC)+     (13)+
                          R+T20+CL1   5 reclutate

215   14        1   15  14+CL1+T20    15(con 1
                                      reclutata)


ANNO TOTALE LEGIONI  TOTALE/NOSTRO     DIFFERENZA

   esistenti DS DR  recl.[13]            IN BRUNT

214   15        5   20  20              /

213   20        2   22  22              /

212   22        3   25  25              /

211   25     2  2   25  22(con 5DS+    25-3DS
                           2DR)+CL2  

210   25     8  4   21  21+CL3          /

209   21        2   2   21  21+CL3+CL4  /

208   21            /   21  21+CL3      /

207   21            2   23  23          /

206   23     4  1   1   20  20          /

205   20     2  /   /   18  20-5DS     20-2DS

204   18     3  4   4   19  22-4DS     22-3DS

203   19     1  2   2   20  20          /

202   20     4  /   /   16  16          /

201   16     4  2   2   14  /         

Le sole 46 nuove legioni considerate dal De Sanctis (GDS III2, pp. 614- 615; integrando le corrispondenti tabelle di Beloch e Cantalupi)[14] sono integrate e corrette dal Toynbee (cit., II, p. 56 sgg.) sulla base del Klotz (cit., pp. 42-89; ma che non ha lasciato però tabelle) in 50: tralasciando però la legio classica considerata dal Klotz, e che porta il totale di quest'ultimo a 51.

Un altro esempio di integrazione delle cifre può essere fornito dalla seguente tabella del Brunt, utilizzata anche dallo Ilari (cit., p. 159) per il suo studio sulle proporzioni tra Romani e socii e tra fanti e cavalieri nelle legioni romane repubblicane. Tale lavoro sul riferimento esplicito delle fonti, per verificarle e puntualizzarle, ci ha aiutato in una verifica anche "a posteriori" delle successive tabelle sulle singole legioni.

La ripartizione delle cifre delle fonti relativa agli anni della II guerra punica è tutta del Brunt e vagliata dallo Ilari. Noi la integriamo con piccole correzioni tra parentesi quadre e con riferimenti in nota alle successive tabelle di legioni dell'ALLEGATO 2.

 

ANNO(LEG)[15]  PEDITES              EQUITES   TOT.:

 FONTI    Rom   Socii   TOTALE  Rom  Socii TOTALE

218 (2)   8000  16000   24000   600  1800  2400

                                             TOT.:(26400)

 Livio 21,17

218 (2)   8000  14000   22000   600  1600  2200

                                             TOT.:(24200)

 Livio 21,17

218 (2)   8000  10000   18000   600  1000  1600

                                             TOT.:(19600)

 Livio 21,17                        [1040]

 TOTAL(6)24000  40000   64000  1800 [4440] 6200

                                             TOT.:(70200)

218 (4) (16800)(18000)  34800 (1200)(2000)(3200)

                                             TOT.: 38200

 Livio 21,55,4   

218 (4)  16000 (18000)  34000 (1200)(2800) 4000

                                             TOT.: 38000

 Polib 3,72,11 [20000]                   

                                             TOT.:[40000]

217 (2) (10000)(12600) (22600) (600)(1800)(2400)

                                             TOT.: 25000

ANNO(LEG)     PEDITES              EQUITES   TOT.:

 FONTI    Rom   Socii   TOTALE  Rom  Socii TOTALE

 Livio 22,7,1-4

216a (8)(40000)(40000)  80000 (2400)(4600) 7000

                                             TOT.: 87000

 Polibio 3,107

216b (4)(16000) (8000) (24000) (500) (500)(1000)

                                             TOT.: 25000

 Livio 23,14,2-4 

215 (2)  (9000)(10000) (19000) (600) (600)(1200)

                                             TOT.:(20200)

 Brunt pag.679

213 (2)  (9400)(18200) (27600) (600)(1800)(2400)

                                             TOT.: 30000

 Livio 24,44,6

212 (2)  (8000) (8000) (16000) (600)(1400)(2000)

                                             TOT.: 18000

 Livio 25,21,10

211 (1)   5000   7000   12000   300   300   600

                                             TOT.:(12600)

 Livio 26,28,7

211(Suppl)6000   6000   12000   300   800  1100

                                             TOT.:(13100)

 Livio 26,17,1

210 (4) (14000)(14000)  28000 (1000)(1800) 2800

                                             TOT.:(30800)

 Livio 26,42,1

207 (4 o 6)

        (20000)(20000)  40000 (1000)(1500) 2500

                                             TOT.:(42500)

 Livio 27,40,15

205 (1)   5000   5000  (10000)  300   700 (1000)

                                             TOT.:(11000)

 Livio 29,12,2

202 (2)  (8400) (8400)  17000  (600)(1000) 1600

                                             TOT.:(18600)

 Appiano,Lyb.13

 cfr.Livio 29,25,1:

         [16000 16000   32000  1200  2000  3200

               [10000                2200]

                                             TOT.: 35200]


Nelle successive tabelle dell' ALLEGATO 2 le indicazioni tra parentesi della colonna a sinistra indicano spesso notizie, leggi speciali emanate dal Senato per quell'anno (SENATUSCONSULTA), disposizioni dei consoli o dati delle fonti sull'organizzazione delle legioni.

Il metodo di numerazione complessiva delle legioni dal 535=219 al 554=200 (e poi al 586=168) seguita principalmente dal Klotz, dal De Sanctis, dallo Afzelius e dal Toynbee rimane il più comodo sia per un raffronto tra diverse interpretazioni e tabelle, sia soprattutto perché consente di spiegare e visualizzare i movimenti e gli spostamenti delle legioni da una regione all'altra, da un teatro di operazioni all'altro e da un periodo all'altro. Ma, come è evidente anche in Livio XXVII, 38, 10, i Romani effettuavano la numerazione delle legioni diversamente, cioè anno per anno (col cambio dei consoli) e secondo ulteriori, impellenti necessità di arruolamento in quell'anno; non quindi in base al numero di anni di ogni singola guerra, bensì da I a IV normalmente e, ad esempio, da I a XXV legioni o meno per ogni singolo anno della II guerra punica. Parallelamente a tali studi, Brunt e Ilari hanno vagliato numericamente la media delle legioni o la loro cifra singolarmente nel riscontro con le fonti storiche. Vedremo come noi, integrando totalmente tali studi, giustifichiamo di volta in volta le nostre cifre e le nostre dislocazioni, non dicendo per lo più nulla di nuovo, ma puntualizzando, chiarendo e sistematizzando con rigore il tutto.

b) LEGIONI ROMANE E DI SOCII NELLA SECONDA GUERRA PUNICA.

Non si può non rimandare al secondo capitolo sull'esercito romano per la questione delle cifre di composizione delle legioni romane. Ma per questi anni dettagliati della II guerra punica occorre subito precisare le fonti antiche e moderne e il metodo di ricostruzione delle singole legioni.

Abbiamo premesso che non diciamo per lo più nulla di nuovo: riportiamo e aggiustiamo sistematicamente studi molto approfonditi.

Afzelius (Die römische Kriegsmacht während der Auseinandersetzung mit den hellenistichen Grossmächten, cit.), Klotz (Die römische Wehrmacht im 2. punischen Kriege) ..\TESTI\klotz.doc, Beloch (Die Bevölkerung.. cit.; Der italische Bund.., cit.), De Sanctis (Storia dei Romani, cit.; che tiene in molto conto il Cantalupi) e Toynbee (Hannibal's Legacy, cit.) sono sistematici studiosi che riescono a sintetizzare con fonti e con tabelle il maggior numero di cifre: infinitamente al di là di opere dal titolo pretenzioso quali quella del Lazenby (Hannibal's War - A Military History of the Second Punic War, Warminster 1978) o antiquate quali quelle del Luterbacher (cit.), del Beversdorff (cit.), etc.; o troppo manualistiche, quali quelle che pur parlano nella maniera più esatta di aspetti tattico- strategici (dai classici Kromayer e Veith all'attuale  boardgamista Nicola Zotti, "the tactician"). Il Brunt (Italian Manpower 225 B.C.-A.D.14, cit.) e dietro lui Virgilio Ilari (Gli Italici nelle strutture militari romane, cit.) hanno approfondito aspetti numerici, di percentuale e ricostruttivi, relativi alle legioni romane della Repubblica, con tabelle ampiamente suffragate da fonti antiche e moderne.

Tutti gli autori moderni abbiamo vagliato, oltre naturalmente a Polibio, Livio e Appiano, permettendoci di correggere nei moderni dei punti marginali, comunque utili a capire la logica dell'arruolamento e della composizione delle legioni romane durante la Seconda Guerra Punica.

Anticipiamo, rispetto al II capitolo, che normalmente vi erano 16.800 fanti (romani) per 4 legioni consolari di cittadini romani sia optimo iure che sine suffragio (Polyb. VI, 19, 2; Beloch, It. Bund p. 128; GDS III1 App. IV- 5 pp. 366- 367), cioè 4200 fanti romani per ogni legione consolare (Livio XXII, 36; Polyb. III, 107, 4000 +200K romani; Toynbee II, p. 57 n. 43). Vedremo che, proprio a partire dalla seconda guerra punica, modificazioni sostanziali si ebbero nella composizione e nella proporzione numerica all'interno dei contingenti delle singole legioni sia consolari che "normali", con aumento spesso di effettivi romani e alleati.

La media di fanti e cavalieri nelle legioni ricostruita da Brunt e Ilari ci è stata utile non solo, come loro intento, per analisi e ricostruzioni più generali sulla storia della legione romana (il nostro capitolo II), ma anche- con ulteriore controllo delle fonti- per i dati delle singole legioni nella II guerra punica.

A livello di media e statistiche generali, di proporzione tra romani e socii e tra fanti e cavalieri, utilizzeremo tutti i dati nel II capitolo. Per quel che riguarda invece la proporzione e i singoli casi presentati dagli altri autori oltre che da Brunt e Ilari, dobbiamo invece spiegarli subito riguardo alle legioni per le tabelle che seguiranno.

Ciò che più ci ha aiutato nel compilare tali tabelle non è stata solo l'affidabilità delle fonti antiche e moderne con precisi dati numerici, bensì anche un metodo da noi introdotto: la divisione dei vari tipi di legioni presenti nella guerra punica (consolare, pretoria, urbana, etc. nonché debole, normale, forte, etc.) non può essere considerata di regola fluttuante o lasciata al caso nella composizione annuale delle legioni, per due motivi:

1) i riferimenti espliciti di Livio e Polibio sono sufficienti per considerare i vari tipi di legione- più o meno forti in quanto a organico- in un sistema "regolare" numerico, e quindi di regola stabile, per l'arruolamento e l'utilizzo campale in quegli anni;

2) l'enorme serbatoio di risorse umane della Federazione romana durante la guerra annibalica, nonostante i gravi momenti di crisi e di defezione di alleati, non giustifica in nessun caso- tranne che nei casi esplicitamente attestati- pensare a riduzioni stabili di organici nell'arruolamento, specie per tipi di legioni quali le urbane e le "normali".

Attribuiamo a queste regole un valore scientifico, in quanto anche Afzelius notò già, negli ultimi anni della II guerra punica, nell'avvio delle guerre in Oriente con la II macedonica e nelle legioni di Spagna, l'aumento di organici legionari per le legioni forti e super-forti che sostituirono stabilmente le precedenti deboli e normali: cioè proprio negli anni di massimo sacrificio militare verso nemici esterni [16].

 

Una volta puntualizzato ciò, procediamo con altre considerazioni legate alle tabelle che seguono.

Per gli anni più vicini alla guerra annibalica la fonte Polibio VI, 26, 7 è decisiva per la legione urbana: romani 4200 fanti + 200 cavalieri (e fino a 5200 + 300K secondo Ilari, cit., p. 125), socii 5250 fanti + 600 cavalieri (di cui 2100 fanti extraordinarii e 400 cavalieri extraordinarii)[17]. La regola che anche Ilari ne trae, sulla base testuale di Polibio, è indiscutibile: i socii sono il 20% in più dei Romani (cioe 1/5), i cavalieri socii il triplo dei cavalieri romani. 4 o 5 erano le coorti di socii (di 600 0 570 uomini ciascuna [18]) di extraordinarii per ogni legione (Livio XL, 27, 3; Nissen, Templum, Berlin 1866, pp. 36 sgg.; Mommsen, Gesammt. Schrift. VI, p. 1).

Ugualmente è basilare Polibio III, 72 per l'esercito consolare di 4 legioni: romani 4200 fanti e 300 cavalieri, socii 5000 fanti e 700 cavalieri. E' strano che il Brunt, citato, ondeggi, proprio per il 218 a.C., per 4500 fanti socii contro l'evidenza inoppugnabile di 5000 [19].

Il lavoro statistico svolto dallo Ilari è un caposaldo per capire le fluttuazioni e le possibili variazioni nel numero di soldati della legione. Prima della II guerra punica egli constata queste medie:


     LIVELLO MIN.     MEDIO      MASSIMO
        fanti  caval. fanti caval. fanti cav.

Romani  4.200  200    4.788 275    5000  300
Socii   5.000  500    6.159 526    7500  600

Per le 50 nuove legioni della II guerra punica analizzate dal Brunt, lo Ilari considera questa media [20]:

        LIVELLO MIN.   MEDIO     MASSIMO
        fanti  caval. fanti caval. fanti cav.

Romani  4.000  300    4.500 300  
Socii          500    5.000        7200  360
[21]
              [375]        [512]

Ma queste cifre medie potevano fuorviare, nella nostra ricostruzione, senza il riscontro dettagliato con le fonti per i singoli anni di guerra e senza il metodo già descritto a cui ci siamo attenuti per compilare le tabelle del successivo allegato [22].


c) ALLEGATO 2. NUMERO LEGIONI.

CARATTERISTICHE DELLE 44 LEGIONI NUOVE NUMERATE, DELLE 7 SIGLATE MA NUOVE E DELLE ALTRE DERIVATE E SIGLATE,  IMPEGNATE DAL 536=218 AL 552=202 NELLA SECONDA GUERRA PUNICA

(OGNI RIGA DI CIFRE SI RIFERISCE A OGNI SINGOLA LEGIONE) [23]. LUT=LUTERBACHER.

 

                       LEGIONES       LEGIONES
                       PRIMAE TURMAE  ALAE  ALAE

                                           SOCIORUM
                     (ROMANI) CAVAL   SOCII CAVALL.

535=219
1-2-3-4 CONSULARES       4200 300     5000  700 [24]
PRESIDIO TARANTO AP      4200 200*[25]  5250  600*[26]
PRESIDIO MESSINA S       4200 200*    5250  600 *

536=218
5-6 URBANAE  [27]         4000 300     5000  512 [28]  EXERCITUS TUMULTUARIUS
(CENOMANI E VENETI)                      20000
1-2   CONSULARES  60Q[29] 4000 300*[30] 7000  800*[31]
3-4   CONSULARES  160Q   4000 300*   8000  900 *
(220Q 12 CELOCES LUT: 60Q NUOVE=195 ITALIA,
50 LILIBEO,35 TARRACO)

537=217
(LIBERTI E PROLETARII
PER LA FLOTTA) [32]
1-2 CONSOLARI NUOVE
(1A-2A) CON  +3000KS     4200  300    5000  700*[33]
3-4 CONSOLARI NUOVE
(3A-4A) CON  +9000S      4200  300    5000  700*
7-8 NORMALI CON
PIU' CAVALLERIA[34]        4000  300    4000  700
9-12-13 NORMALI CON
PIU' CAVALLERIA          4200  300    5000  900 [35]
10-11 URBANAE            4200  200    5250  600 [36]
FROMBOLIERI MERCENARI
IN AIUTO DA SIRACUSA       SIRACUSANI 900
                      COORTE  CRETESE 600 [37]
(SERVILIO 120Q 9000SOLDATI
PRENDE 1000 REMATORI IN
AFRICA LUT)

538=216
LEGIO CLASSICA  CL1
(MARCELLO) [38]          4000    1000   6000 1000 [39]
(MENO SOCII E MENO
ALAE DI SOCII)
13A-13B-13C-13D FORTI
DI PIU' 1/5 DI FANTERIA
ROMANA                  5000*[40] 300*  5000  300[41]
CAVALIERI CAMPANI SCELTI
MANDATI IN SICILIA DOPO
CANNE                                       300 [42]
16-17 URBANAE           4200   250*[43]  5250 600

14-15 NORMALI           4000   250*    4000 512
"R"= "DEBOLE"DI GIOVANI
RECLUTE(SUBITARII)      4500 [44]
DEBOLI VV (VOLONES-
SCHIAVI LIBERATI-
FINO AL 212)            8000 [45]
EXERCITUS TERENTIANUS
A BRINDISI   T20                           1000 [46]
NEXA E PRIGIONIERI PER
DEBITI LIBERATI PER
L'ARRUOLAMENTO:         6000 [47]
DIVISI NELLE DUE LEGIONI
GIA' ESISTENTI
14-15 (14A-15A)         5000   200   6000   512

(25Q NUOVE PER OCTACILIO
IN SICILIA, ORA CON 75Q LUT)

539=215
(SOLO UNA NUOVA
LEGIONE ; MENO SOCII
E MENO ALAE DI CAVALL)
18 FORTE DI PIU' 1/5
DI FANTERIA ROMANA      5000   250   5000   512
CC1 (LEGIONES
CANNENSES SUPERSTITI)   4000   200   5000  1000*[48]
                        4000   200   5000  1000*
EXERCITUS TERENTIANUS
A BRINDISI(CANNENSES)
T20                                                1000
(75Q CON OCTACILIO IN
AFRICA, 60Q SPAGNA,25Q
TARANTO E BRINDISI,25Q
ROMA,10 OGNUNA CUMA E
SARDEGNA LUT)

540=214
(SCHIAVI DI PRIVATI
PER LA FLOTTA)        (35000) [49]
(6 NUOVE LEGIONI)
NORMALI CON SOCII
E ALAE  20 [50](EXERCITUS TERENT.A
BRINDISI)-21-22-19 (CL1)4000   200   5000  600
URBANAE 23-24           4200   250   6000  750
CC1A= CON RENITENTI    +1000
INCORPORATI            +1000
100Q NUOVE

541=213
25-26 URBANAE           4200   300   6000  750 [51]
                                           300
                                     6200

542=212
28-29 URBANAE           4200   200   5250  600
27    NORMALE           4000   200   5000  600
14B (CON 4000 SALVI DI
14A-15A DI CENTENIO
DISTRUTTE)              4000   200   4000  500

543=211
(Vèlites MONTATI A CAVALLO
ORGANIZZATI COME CORPO
DISTINTO DELLA LEGIONE).
FORTI(DESUNTE DA ALTRE
DISPERSE O DISCIOLTE
PIU' TUMULTUARII):
MM =IN TEORIA ½ di 19+
       ½ di 5   [52]     5000[53] 300   7000   300 [54]
N1 =IN TEORIA  ½ di 24  3000     /     /    700
            DA CAPUA
A  =IN TEORIA  ½ di 23  6000    300   6000  800 [55]
            DA CAPUA
CL2 CON NERONE IN SPAGNA
30-31 URBANAE           4200    200   5250  600
CL2 CON NERONE IN SPAGNA

544=210
32-33 URBANAE           4200    200   5250  600
F1 (CHE PRESIDIAVA
CAPUA)= IN TEORIA ½ di
14A+  ½ di 15A           /      200   6000  600
CL3 DI SULPICIO IN MACEDONIA.
CAVALIERI SUPERSTITI DELLE
LEG.28-29 E 5000 DELLA 28
DI CENTUMALO NELLE CC1A,
ORA CC2          
(MM, A, N1              3500    250   3500  450)[56]

545=209
12 colonie latine recalcitranti
non forniscono nè fanti nè
cavalieri dal 545= 209
al 549= 205.
34-35 URBANAE           4000    250   6000  750
CL4 DI SCIPIONE IN SPAGNA [57]
546=208                  /       /     /     /
NUMIDI DI MUTTINE E SICULI
NELLE CC2 IN SICILIA,
ORA CC3 [58]
220 EQUITES EXTRAORDINARII DI SCORTA A MARCELLO E CRISPINO (40 FREGELLANI, 180 ETRUSCHI)[59]

547=207  [60]
V1 (VOLONES IN DUE
LEGIONI ESISTENTI
N1 e F1)                4000 CHE, CON TUMULTUARII
DANNO LE NUOVE N-F      5000   250   5000  375
36-37 URBANAE           4200   200   5250  600

548=206
38 FORTE                5200   300   6000  900 [61]

549=205                  /      /     /     /
Le 12 colonie recalcitranti
dal 545= 209 al 549= 205
devono fornire doppio dei
fanti e 120 cavalieri ognuna        15800 1170 [62]

550=204
FORTI 39-40-41-42       5200   300   6000  300
CC4 (LEGIONES              (12.000)[63]
CANNENSES ORA SUPER-
FORTI [64] DALLA
SICILIA ALL'AFRICA [65]   6200   300   7000 2000*[66]
            10QUA-30Q   6200   300   7000 2000*
(40Q AFRICA,20Q SICILIA
10Q NUOVE; 500K NUM
PER SCIPIO IN AFRICA LUT)

551=203
43-44 URBANAE           4200   200   5250  600*[67]
T  (IN TEORIA 1/2 3O+
     1/2 31)            4200   200   5250  600*
(160Q:40 SCIPIO,40 SARDEGNA+
2000 SOLDATI,40 ITALIA,40
SICILIA CON 13 NUOVE E 6000
NUOVI SOLDATI LUT)

552=201
(100 NAVI: 40 con SCIPIONE,10 in SARDEGNA,
50 con LENTULO =LUTERBACHER)

d) L'ARRUOLAMENTO DEGLI SCHIAVI.

Il Rouland (Gli schiavi romani in tempo di guerra, Bruxelles 1977, cit.) ha svolto il problema degli schiavi arruolati in terra e in mare nella storia dell'esercito romano.

Enorme importanza egli dà agli anni della seconda guerra punica proprio come inizio di tutte le novità relative: dall'arruolamento di schiavi del 218-216 ai volones di Ti. Sempronio fino al 212 (pp. 6- 8 e 45- 46); nel 207 per i volones del console M. Livio contro Asdrubale in Italia, incorporati nella 19° e 20° legione a difesa dell'Etruria (pp. 9 e 56- 57). A parte le considerazioni più ampie sulla manumissio (affrancamento) per il servizio in legione (p. 46 sgg.) e le pp. 10- 45, anch'esse molto generali ma attinenti ai specifici impiegi militari di terra, purtroppo da p. 27 in poi si parla quasi esclusivamente del I sec. a. C. e dell'impero. Tralasciando i riferimenti che faremo nel capitolo sulla flotta [68], resta però fondamentale l'osservazione che "solo con l'impero l'arruolamento degli schiavi, sia a terra che in mare, perde il carattere di assoluta eccezionalità che aveva in precedenza, specie nella II guerra punica" (Ibidem, p. 66).

Particolare per la flotta (si veda il capitolo apposito) è la considerazione del Rouland (ibidem, pag. 73) sui pericoli della navigazione come motivo per cui più facilmente i Romani avrebbero accettato, dalla fine della Repubblica, schiavi nella flotta più che negli eserciti di terra (da sempre sarebbero state in mare "le classi inferiori della popolazione"). Se fosse veramente come osserva il Rouland, soprattutto nella I punica i romani avrebbero dovuto risparmiare migliaia e migliaia di cittadini nei naufragi; ma se anche i tempi non erano "socialmente" maturi, in quel periodo, per tali scelte (schiavi da liberare per la flotta), come mai soprattutto nelle legioni vediamo comparire, contro Annibale, gli schiavi liberati, mentre la flotta romana era pur sempre cospicua, soprattutto in Sicilia? [69] E' quindi banale osservare che durante l'impero il numero e il ruolo sociale dei liberti (schiavi liberati) era tale che, come classi inferiori della popolazione, avevano per lo meno i diritti [70] dei proletarii, i quali da sempre erano negli equipaggi.

M. LIBOUREL (Galley slaves in the II punic war, in "Cl. Philology" 68- 2 [1973] pp. 116 sgg.), trattando così particolarmente della guerra annibalica, entra in contrasto con J. H. Thiel (cit., pp. 197- 198), che parla di schiavi arruolati nelle legioni già nella I guerra punica, e sottolinea l'importanza della II per tali primi arruolamenti. Egli (Ibidem, pp. 117- 119) considera i 3 casi éclatant verificatisi nella guerra annibalica: nel 214, con l'arruolamento dei VOLONES nelle legioni di terra e con stipendio a fine guerra (insieme a libertà e cittadinanza) (Livio XXIV, 11, 9; XXXIV, 6, 12); nel 210, con la presa di Cartagena (Nova Carthago) da parte di Scipione in Spagna, e relativo arruolamento nella flotta di schiavi liberati; e nel 207 contro Asdrubale Barca.

Bisogna omaggiare servizi divulgativi quale quello del 13 aprile 2002, a cura di Alberto Angela, sull'esercito romano dell'età imperiale: primo, per la serietà e qualità degli argomenti anche specialistici; secondo, per la coscienza dei limiti nelle conoscenze sull'esercito romano repubblicano, manipolare e pre- mariano 

 

 


LA BATTAGLIA DI CANNE.

Dobbiamo allegare qui (anche se sarà oggetto della trattazione dettagliata e se comparirà direttamente sulle schede della ricostruzione) la spiegazione di come vengono desunte le cifre delle forze romane presenti alla battaglia di Canne. Il problema non sussisterebbe (grazie soprattutto a Livio e Polibio, ma anche a Toynbee, Klotz e tantissimi altri) per quel che riguarda le forze presenti "prima" e immediatamente all'inizio della battaglia. Ma esso sorge  appena Livio e Polibio commentano le loro cifre durante e immediatamente dopo la battaglia. Lo sforzo e la precisione di ricostruzione sono stati però enormi da parte principalmente di tedeschi, italiani, inglesi e francesi, per cui si può dire che anche i movimenti e la ricostituzione di truppe "dopo" la battaglia sono da noi facilmente riassumibili nella spiegazione dei paragrafi successivi.

Dal punto di vista storiografico. di due tipi sono le problematiche che riguardano la battaglia di Canne:

1) l'ubicazione esatta della battaglia, cioè la localizzazione geografica; problema riaffiorato in vario modo negli ultimi due secoli: o come localizzazione a destra e a sinistra del fiume Ofanto, in base a ipotesi divergenti dei tedeschi H. Stürenburg (sinistra del fiume)[71] e H. Hesselbarth e Kromayer  (destra)[72]; o come località alternative alla stessa Canne e allo stesso fiume Ofanto (cfr. recentemente Aprea, Canne dove fu?, Roma 1981).

2) Lo svolgimento tattico della battaglia, con riferimento al numero di legioni romane e di soldati complessivi coinvolti e allo schieramento preciso delle varie unità combattenti (se ad esempio frombolieri e fanteria pesante fossero schierati in primissima linea all'inizio della battaglia da Annibale, con variegate ipotesi). Il recente saggio del Brizzi su Canne (in "A", n. 88, giugno 1992) non si avventura minimamente sul primo punto, ma per il secondo è particolarmente valido (meno che per la posizione iniziale della fanteria pesante di Annibale in primissima linea a destra e a sinistra dello schieramento, come avremo occasione di verificare).

Per quel che riguarda propriamente il problema di "dove" si svolse effettivamente la battaglia di Canne, si rinvia ad autori citati più avanti e nella bibliografia finale. La localizzazione ormai ufficiale a CANNE DELLA BATTAGLIA sull'Ofanto non creava gravi problemi allo svolgimento e all'economia della ricostruzione (tranne che nella distanza in miglia romane SE Annibale avesse poi marciato direttamente su Roma). Ma ci sembrano in ogni caso più valide località alternative indicate da A. A. APREA nel suo "Canne dove fu?", Roma 1981. Comunque proprio nella nostra ricostruzione il Cartaginese, muovendosi liberamente dalle sue basi fisse di Geronio e Larino, può cogliere ulteriori vantaggi da posizioni meno ufficiali e danneggiare e confondere molto i Romani nelle settimane immediatamente precedenti la battaglia, come fece Annibale, che risulta certamente aver puntato due diverse volte sul CASTELLO DI CANNE e averlo conquistato, per poi lasciarlo, già 15 giorni prima della battaglia, tra il 16 e il 17 luglio. L'abilità e l'astuzia di Annibale fu certamente tale da irretire i Romani, quasi del doppio superiori, non solo nel risultato della battaglia ma anche nella dislocazione degli eserciti e nella ammissione del luogo dello scontro. Ammissione che il Senato romano certamente proibì si divulgasse, con la complicità dello stesso Varrone.

 

FIG. LA BATTAGLIA DI CANNE.

a) LE CIFRE SU CANNE.

E' necessaria qui una spiegazione di come è stata da noi desunta o mutuata- sempre sulla base degli autori della bibliografia finale- la ricostruzione delle forze romane presenti a Canne.

Le differenti cifre di Livio e di Polibio su Canne vanno così spiegate:

A) le legioni erano 8, ma si è confuso tra legioni nuove mobilitate, "forti" di fanteria e ridotte di cavalleria, e utilizzo di legioni "consolari" e "normali" già arruolate.

Le cifre tornano a coincidere se si considera che Livio parla solo di 54.700 caduti romani effettivi, durante la battaglia o in seguito all'eliminazione di prigionieri romani, senza calcolare:

a) la cavalleria comunque totalmente perduta [73] (almeno quella romana- se non di socii), considerando che caddero combattendo un console, 80 senatori, 21 tribuni militari, 2/3 degli ufficiali superiori [74] ; e parzialmente fuggita, quella dei socii, col favore di vaste pianure;

b) che Livio calcola in modo differente gli altri scampati (e infatti Polibio parla di 5630 cavalieri caduti o prigionieri e 370 scampati su 6000).

I 10000 fanti prigionieri e i 3000 fanti scampati di cui parla Polibio sembrano corrispondere ai 12800 prigionieri subito liberati di Livio. Degli altri 19500 dispersi o scampati mancanti in Livio, 6200- 6600 saranno cavalieri, gli altri 13300 vanno ricercati tra i 70000 che Polibio dà per caduti intendendo anche i fuggitivi e i dispersi. In effetti Polibio dà per dispersi e per prigionieri sopravvissuti altri 13000 fanti e 370 cavalieri (cioè 6600 in tutto). Deve esserci stata nelle fonti una duplicazione di cifre, e comunque le somme finali tornano a coincidere in Livio e in Polibio tranne che per la cavalleria (7200 cavalieri in Livio, 6000 cavalieri o, contraddicendosi, 9600 cavalieri in Polibio).

6 legioni su 8 hanno realmente la media di 600 cavalieri di Alae di Socii e 2 di 900 per ogni legione come dice Polibio. Ma ha ragione anche Livio a sottolineare che 900 cavalieri era la media nel complesso delle legioni a Canne, in questo schema medio di ricostruzione :

Legiones IV Primae (5000 + 300k) + IV Legiones Alae (5000 + 600K) ripetuto 2 volte = 87.200 che noi arrotondiamo a 87.000.

B) I resti effettivi di Canne, cioè le forze ricuperate inquadrate nelle legiones Cannenses, saranno:

a) i 370 cavalieri scampati di Polibio; inoltre 3000 (3400) cavalieri scampati attestati in Livio (che attesta anche 2700- 2630 cavalieri caduti) e confusi in precedenza da Polibio con 3000 fanti fuggiti (Polibio sarà così indotto alla contraddizione di passare da 80000 a 83000 fanti e a un totale di 89000,che contraddice la sua precedente cifra di 86000); [75]

b) la differenza tra i 70000 caduti di Polibio e 45500+ 6500 fanti caduti "effettivi" di Livio, che non comprende i 12800 prigionieri negli accampamenti. Quindi 18000 sopravvissuti da aggiungere ai 10000 fatti prigionieri "nella battaglia".

Di questi, 10000 saranno i prigionieri non riscattati dal Senato di Roma, che rifiuta l'offerta di Annibale; gli altri 18000 saranno:

i 13000 dei campi, poi liberati da Annibale e che raggiungeranno [76]  Canosa con i 3370 cavalieri (quasi solo Socii) sopravvissuti, più i 5000 che le fonti riferiscono fuggiti (certo con qualche turma consolare di cavalleria) con Varrone a Venosa.

Questi 18000 fanti e 2400 dei circa 3400 cavalieri socii formeranno a Suessula le due legioni Cannenses (CC1) di 4000 fanti romani e 5000 fanti socii, 200 cavalieri romani e 1000 cavalieri socii ciascuna. Gli altri circa 1000  cavalieri socii resteranno poi con Varrone a Brindisi (Varrone era andato da Venosa a Roma dopo la battaglia) di immediato presidio contro la pericolosa vicinanza di Annibale (vedere a proposito, negli autori della bibliografia finale, l'aspetto punitivo delle legioni cannensi, di altre legioni "dimenticate" in Spagna e nello scacchiere mediterraneo e dell'esercito Terenziano a Brindisi; molto interessanti, su questo aspetto, Toynbee e A. Aprea, quest'ultimo per il contradditorio comportamento del Senato nei confronti di Varrone). ..\TESTI\Aprea_Canne.doc

Aggiungiamo altre due considerazioni per le cifre di scampati e di perdite romane da noi accettate per la battaglia. Nel resoconto di Livio XXII, 53, appare chiaro che Scipione, il futuro Africano, fosse tra quei 10.000 superstiti che ripararono nel campo romano maggiore, oltre il fiume, e che si trovasse anche, in seguito, fra quegli intrepidi 4.000 uomini che, invece di arrendersi al nemico con i loro compagni, preferirono abbandonare il campo nottetempo e rifugiarsi a Canosa eludendo la cavalleria cartaginese che non dava tregua tutt'intorno. La loro situazione qui era tuttavia pericolosa, perché la città distava solo quattro miglia dal campo nemico. Ma Annibale non completò il suo successo con la distruzione di quest'ultimo nucleo di scampati, ormai isolato da ogni possibilità di soccorso: perché non lo abbia fatto rimarrebbe ancora oggi uno degli enigmi della storia e, secondo Liddell Hart, cit., pp. 17- 18, uno dei più imperdonabili errori della sua condotta di generale [77].

 

FIG. LA BATTAGLIA DI CANNE

 

Infine, sempre Livio in XXX, 20, osserva: "Scipione aveva osato muovere contro Cartagine senza aver veduto, da console, in Italia, il nemico cartaginese; Annibale, che aveva fatto a pezzi centomila Romani al Trasimeno e a Canne, era rimasto a invecchiare tra Casilino e Cuma e Nola". La cifra di 100.000 corrisponde ai 30.000 più 70.000 caduti romani delle due battaglie. Secondo Appiano, De bel. Hannib., 75, furono 100.000 i soldati romani morti nella II guerra punica, secondo Livio più del doppio; e noi intendiamo qui (non solo per Canne) unicamente i "cittadini" romani, per quanto in tal caso la cifra di Livio appaia esagerata [78].

 

FIG. LE FANTERIE LEGGERE A CANNE (da "I Fenici", cit.).

b) IL PROBLEMA DELLE 4 o 8       LEGIONI.

Si schierano con indiscussa credibilità per il numero di 8 legioni romane presenti a Canne, affiancate da 8 di Socii, i seguenti autori:

POLIBIO III,107 e 113;

APPIANO, Hannibal,17;

LIVIO XXII, 36;

Klotz, art. cit., pp. 61- 63;

Toynbee, cit., II, pp.53- 54;

A.Aprea, Canne dove fu?, Scauri 1980, pag.65;

A.Aprea, Da Caudio a Canne, Roma 1981, pag.138;

G.Brizzi, "Canne", in "Archeo" n. 88, giugno 1992, pp.98- 103.

 

Sostengono invece la tesi delle 4 legioni, tra i più autorevoli:

P.Cantalupi, Le legioni romane nella guerra d'Annibale,
in Beloch,"Stud.Stor.Ant.",I,1891,pag.4;

Pareti, cit. II, pp.331-332;

De Sanctis (GDS), III2, pag.131  [79].

 

Toynbee riassume e confronta nel modo più rigoroso e obiettivo le differenti posizioni, ed è esauriente nelle sue conclusioni.


Anche le cifre sui caduti rafforzano la tesi delle 8 legioni delle fonti antiche, di Klotz e di Toynbee. Infatti con i 48200 caduti romani a Canne per Livio XXII, 49, e con i 50000 di Appiano, Hann. 25, che diventano 54700 nel finale totale di Livio tra caduti e prigionieri non riscattati, abbiamo circa 30000 sopravvissuti (Toynbee, cit. II, pag. 71), cioè i 32500 sopravvissuti di Livio (che parla di 8 legioni FORTI), cifra che rese possibile la costituzione delle due legiones Cannenses e dell'exercitus Terentianus che restò in Apulia (Livio XXIII, 32 e XXIV, 11, nonchè Toynbee, cit., II, cap. III, appendice II, e Klotz, cit., pp. 61- 63). Altrimenti è incomprensibile ogni notizia delle fonti successiva alla battaglia di Canne, e in tale inevitabile difficoltà e incoerenza cadono i sostenitori delle tesi delle 4 legioni a Canne, in particolare Cantalupi (art. cit., pp. 13- 18) e De Sanctis (GDS III2, pp. 63 e 135).

Per accennare a recenti incongruenze sulle forze romane presenti a Canne, riportiamo due brani dal testo a cura della Faber (Annib., cit., p. 72- 73). A pag. 72 si afferma che "i Romani a Canne avevano 50.000 fanti e 6.000 cavalieri contro 35.000 fanti e 10.000 cavalieri cartaginesi, il che evidentemente costituiva una certa superiorità per l'esercito romano". Ma poche righe dopo: "Enorme fu la cifra dei morti e dei prigionieri romani, ed è verosimile quella data da T. Livio di 46.000 morti e 30.000 prigionieri. Sommate alle perdite della Trebbia (15.000), del Trasimeno (20.000) e ad altre (20.000) nei 18 anni di Annibale in Italia, abbiamo più di 100.000 morti romani fino al 216 (fino a Canne)". D'accordo! Ma "verosimile", Livio, in base a quali premesse? Non si accenna qui infatti al numero delle legioni, nè alla controversia su di esse.

Kovaliov, a suo modo, taglia la testa al toro (Storia di Roma, cit., p. 237). "Si suppone che l'accerchiamento e la quasi distruzione dell'esercito romano a Canne non sarebbe stata possibile con il rapporto di forze indicato da Polibio (80.000 + 6.000 contro 40.000 + 10.000). A ciò si può contrapporre la tesi che l'abile schieramento della fanteria e la superiorità della cavalleria di Annibale rendevano la vittoria teoricamente possibile. Canne non avrebbe causato tanto stupore nei contemporenai e non sarebbe passata alla storia dell'arte militare come esempio classico se il rapporto di forze fosse stato meno stridente". Questa è motivazione più seria di quanto non appaia, perché anche i Romani da allora non tornarono mai più a una utilizzazione eventualmente falangitica delle loro legioni, ma al contrario, specie con Scipione, accentuarono mobilità e ampliamento dello schieramento. La lezione tattica era stata troppo pesante e troppo aveva dimostrato la superiorità del duttile schieramento annibalico di contro al pur soverchiante numero di falangiti.

Il vecchio studio di A. Graf von Schlieffen su Canne (cit., pp. 237- 273) è stato riproposto da Karl Christ nel volume di autori vari "Hannibal", Darmstadt 1974, pp. 223- 226, perché le sue cifre sulla battaglia sono ben ragionate e attendibili: 55.000 gli opliti romani, 8000 i frombolieri e 6000 i cavalieri, cioè 69.000 a cui si aggiungono 2600 opliti e 7400 frombolieri nei due campi romani. 50.000 nel complesso i Cartaginesi: 32.000 opliti (di cui 20.000 Iberi e Galli in 12 file di profondità e 12.000 opliti cartaginesi), più 8000 frombolieri e 10.000 cavalieri. Lo schieramento romano avrebbe visto 4000 hastati e principi di fronte con 12 file di profondità, i triarii in 160 colonne di 60 uomini (10 di fronte e 6 di profondità). Ma queste 18 file di profondità diventano poi 36 con 1600 di fronte (Ibidem). E' forse probabile che i Romani restringessero la linea adatta a compiere un possibile accerchiamento dei Punici, solo puntando sullo sfondamento falangitico al centro? Altro punto poco chiaro dello Schlieffen è lo schieramento ai fianchi e non di fronte alla linea di battaglia dei fanti leggeri, cosa che contestiamo in altro punto.


Ricordando che secondo Polibio III, 113 e VI, 26, 7 la cavalleria di Socii di ogni legione era tripla di quella romana e non doppia come dice Livio, e che secondo Appiano, Hann. 17, la cavalleria romana a Canne è confermata di 6000 uomini, accenniamo ad altri testi importanti (alcuni citati anche nella bibliografia finale) per le cifre e i luoghi della battaglia:

Walbank, A Historical Commentary on Polybius, I, Oxford 1957, pp. 439- 441 sulle cifre di Canne;

Baker, Annibale (247- 183 a.C.), Milano 1936;

Giovanni Cassino, La battaglia di Canne, Bari 1950;

Domenico Ludovico, Generale di Squadra Aerea," La battaglia di Canne",Roma 1954;

Domenico Ludovico, La verità su Canne, in "Oggi e Domani", Roma, settembre 1975;

Luigi Pareti, Storia di Roma, UTET, Torino 1952;

Peter Connolly, L'esercito romano, Milano 1976;

Gabriele Grasso, Studi di Geografia Classica e Topografia storica, Ariano 1901.

Giovanni Brizzi, in "Archeo" 88, 1992, pag. 110 sgg.

Il Brizzi, che analizza lo svolgimento tattico della battaglia, parla di 80000 romani oltre a 6000 cavalieri (i 2400 romani e i 3600 socii), di cui schierati 65/70.000 e tutta la cavalleria, per un fronte di 1,5 km e profondità di fanteria di 50 file. Tra i 40000 fanti di Annibale egli indica 11000 armati alla leggera.

Nella battaglia di Canne, secondo alcuni studi (HANSON V.D., Canne, in COWLEY R., The Experience of War, 1992; DALY G., Canne, 2002, LANE F.R., cit.), vi fu una media di 500 morti al minuto.

Le osservazioni del giornalista Bruno Orsini di Foggia, con la sua tesi di collocazione della battaglia nella Daunia, presso Castelluccio Valmaggiore, trovano conferma nelle perplessità di A. Aprea e del Ludovico per le distanze chilometriche. In effetti località vicine a Luceria hanno credibilità (Luceria- Roma km. 240) di contro alle rive dell'Ofanto (Canne- Roma km. 315).

 

FIG.

 

FIG. Ricostruzione recente di CANNE.

Per le cifre delle forze cartaginesi a Canne, il Toynbee, cit., II, p. 54, conferma le cifre di Polibio III, 114 e di Livio XXII, 46, sui 40000 fanti e 10000 cavalieri di Annibale a Canne, smentendo coloro che, come Cantalupi (art. cit., pag. 16) e Aprea (cit. 1, pag. 26), riducono a 35000 la forza complessiva del Punico, in un ridimensionamento che sembra corrispondere in Cantalupi alla tesi delle sole 4 legioni romane presenti nella battaglia. Molto più seria ci sembra, infatti, l'osservazione dell'Aprea che i rinforzi di 15000 Galli circa, filtrati per Annibale attraverso il territorio dei Frentani, dovevano superare zone dell'Appennino più impervie e solidali con Roma. Ricordiamo a questo proposito che l'Enciclopedia Italiana (Treccani), alla voce Frentani (XVI, pag. 66), sottolinea che questo popolo favorì il passaggio di Claudio Nerone contro Asdrubale nel 547=207.

Interrompendo qui il discorso  sulla battaglia di Canne (si rimanda infatti alle schede delle forze in campo e alle carte del movimento nella ricostruzione), mettiamo in evidenza che le 4 legioni XIIIA, XIIIB, XIIIC, XIIID presenti a Canne sono riprese dal Toynbee, che in tal modo non muta la precedente numerazione delle legioni in De Sanctis, Beloch e Klotz (tutti citati nella bibliografia finale).

FIG. Ricostruzione di Canne in Brizzi (cit.)

FIG. Ricostruzione di Canne in De Sanctis(cit.)

c) CANNAE.

CANNAE: ANTE DIEM TERTIUM NONAS SEXTILIS DXXXVII aUc.

Proprio mentre avevamo quasi concluso il nostro lavoro sulla II guerra punica comparve, per i tipi della IES (Italiana Editrice Simulazioni), la ricostruzione in wargame della battaglia di Canne, di Bertuzzi, Bruschi e Villa (Milano 1986). Dobbiamo però subito correggere la data, comunque del 2 agosto 216, in “a.d.IV Non.Sextil. DXXXVIII aUc” (Aulo Gellio V,17,5; Macrobio I,16,26; GDS III2 p.130).

Ci parve subito un ottimo wargame che si sforzava di ricostruire particolareggiatamente il modo di combattimento dell'ordinamento manipolare (a centurie e a manipoli), mentre gli unici giochi di ricostruzione di battaglie dell'antica Roma, ad esempio i due più conosciuti su Cesare (i migliori erano infatti della Avalon Hill di Baltimora) tengono conto solo del sistema a coorti della legione dopo la riforma di Caio Mario del 107 a. C. (riforma che rimane comunque più complessa e articolata della semplice riduzione di una coorte all'insieme di tre manipoli, in 10 coorti con armamento equiparato nella legione). Questo "CANNAE": ante diem tertium nonas sextilis DXXXVII aUc" si rivela quindi un primo sforzo per la ricostruzione in war game del modo di combattimento manipolare.

Vi si possono ritrovare le più attendibili cifre degli autori antichi e moderni su Canne (secondo la errata corrige del punto 4.01 nelle istruzioni del gioco), ed è accettabile persino la scelta delle 4 legioni romane in campo (non sappiamo se per la somma proporzionale: Legiones IV Primae + Legiones IV Alae, oppure secondo lo schema B delle fonti da noi già esposto), se non altro per motivi logistici e di proporzione, nella scala ridotta con i Punici. Tutto è pregevole, nonostante la nostra adesione alla proposta delle 8 legioni in campo a Canne secondo il precedente schema A) delle fonti. Del resto le legioni I, II, XII e XIII restano la base dello schieramento anche senza le legioni XIIIA, XIIIB, XIIIC, XIIID del Klotz; nè una maggiore estensione di campo, già di due chilometri (ma non di scelte tattiche e strategiche, che sono comunque già tutte presenti), avrebbe determinato una più alta veridicità e precisione della ricostruzione. Tutto realistico, dunque, anche per i sostenitori della tesi delle 8 legioni in campo e pieno rispetto di tutti i singoli contingenti militari presenti, o assenti perché impegnati nei due castra (grande e piccolo) romani [80].

Un solo piccolo appunto alla realizzazione: non sarebbe errato evidenziare la maggiore pericolosità dei Liguri (alleati di Annibale e presenti nella battaglia tra i Galli) secondo l'osservazione di "attitudine" di Diodoro V, 39: "In generale, in questa parte del mondo (Liguria) le donne hanno la muscolatura e il vigore fisico degli uomini, mentre gli uomini hanno la forza delle bestie feroci. Si dice infatti che sul campo di battaglia, se il Gallo più valoroso è sfidato a duello da un Ligure piccolo e smilzo, il Gallo ci lascia la vita".

Hanno invece fatto bene i realizzatori a sostituire semplicemente la parola "VELITES" al termine di "RORARJ e ACCENSI". Infatti uguale resta l'utilizzazione specifica e la funzione tattica di questo corpo di fanteria leggera NON MONTATA A CAVALLO solo 5 anni prima dell'adozione romana dei primi vèlites montati. Inoltre è probabile che da prima del 543=211 i vèlites siano diventati un corpo organizzato e disciplinato in maniera autonoma, cioè in maniera più rigorosa rispetto alla massa di proletari rorarj e accensi, i quali erano truppa di disturbo più informe, organizzata alla rinfusa e con equipaggiamento senz'altro meno specializzato rispetto ai similari PSILITI greci e ancor meno rispetto ai frombolieri numidici, balearici o cretesi [81] di Annibale. Proprio il confronto diretto dei Romani con questi corpi militari specializzati dell'Occidente e dell'Oriente  ci spinge a ipotizzare l'istituzione, con la prima "riforma" del 513=241, dei vèlites come fanteria leggera in genere e nel 543=211 come corpo speciale montato a cavallo in particolare. Ma si vedano le nostre annotazioni sui vèlites nel paragrafo sulla fanteria leggera nel capitolo II, senza dimenticare che proprio la pericolosità della cavalleria campana (ma pensiamo soprattutto a quella numidica di Annibale) spinse i Romani nel corso della seconda guerra punica a specializzare comunque la fanteria leggera, armandola adeguatamente.

Puntualizzando quindi le cifre della battaglia così come vengono dichiarate nella ricostruzione, avremo per la FANTERIA ROMANA un insieme di 4 legioni (I e II più XIII A e B oppure I e II più I e II ALAE) con 42400 soldati e altre 4 legioni (XII  e XIII più XIII C e D oppure XII e XIII più XII e XIII ALAE, a seconda di come si preferisca interpretare la disposizione del gioco) con 38400 soldati, il tutto con eccezionalmente un maggior numero- solo proporzionale- di fanti delle legioni romane rispetto ai Socii, dato il maggior peso delle legioni consolari e di quelle aumentate (secondo Livio, Polibio e gli altri autori citati) di più 1/5 di fanteria romana, rispetto alla norma delle proporzioni tra Romani e alleati.

Il tutto dà 80800 soldati, e cioè, detraendo i 13000 negli accampamenti (i due castra romani), 67800 schierati. Una unità di fanteria romana è di 212 uomini.

Per la CAVALLERIA avremo: 1 unità romana= 110 uomini (totale 2200); 1 unità alae= 50 uomini (totale 4000). La media di unità di cavalleria è quindi (come dichiarato nel gioco) di circa 70 uomini, e calcolando esattamente ognuna in 62 uomini avremo 6200 cavalieri.

Si apprezzano le cifre ricostruttive proposte dal gioco, tanto più in quanto ridurre ai numeri di 4 legioni (di cui due consolari) l'esercito romano a Canne, significava impiegare solo 40800 fanti e 2830 cavalieri, un esercito cioè incomprensibilmente inferiore a quello di Annibale (soprattutto riguardo alla cavalleria, come comunque fu nella realtà).

Riguardo alla FANTERIA dei CARTAGINESI, avendo essi 180 uomini per ogni unità, i fanti punici ammonteranno a 39780 uomini, e nella CAVALLERIA, calcolando in media 70 uomini per ogni unità (ma più esattamente 62 uomini per unità) il totale dei cavalieri, come nella realtà, dà circa 10000 cavalieri (10292). Il totale cartaginese è quindi di 50000 (50072) uomini. Mirabile è inoltre la precisione numerica delle singole formazioni dello schieramento punico, con la sola possibile variante che gli ottomila uomini della formazione più avanzata sono considerati ormai dagli specialisti come un velo di fanti armati alla leggera sul tipo dei vèlites romani (anch'essi 8000) posti di fronte all'intero schieramento, per celarne ai Romani il più possibile la strana disposizione generale [82]. Infine, la preponderanza tattica della cavalleria numida di Annibale non fa stupire se 43 unità di Numidi (bini in esagono, quindi 86, cioè 86x62=5332) siano superiori alle 40 unità (cioè 80x62=4960) ispano-galliche, contro la realtà di 4000 numidi e 6000 ispano-galli (in verità ci risulterebbero 2000 galli, 2000 sanniti, 1000 campani e 1000 apuli, sebbene Polibio, Livio e tutte le fonti antiche e moderne sottolineino lo schieramento di un equivalente gallo-iberico sulla sinistra). Dobbiamo quindi accogliere per certo uno schieramento di cavalleria di 4000 numidi, 2000 galli e 4000 spagnoli.

La intelligente tesi del De Sanctis III2 p.214 che, anche dopo Canne, il rifornimento di uomini e cavalli per Annibale in Bruzio e Lucania, nonostante l’alto numero di uomini atti a prestar servizio militare attivo, non portò per lui miglioramenti nè diminuirono la disparità di forze tra lui e i Romani, anzi limitò i suoi movimenti per difendere e serbarsi fedeli i nuovi alleati, ha un riscontro anche immediatamente prima di Canne. Ciò spiega perché durante la battaglia, nonostante i 5000 cavalieri italici (2000 sanniti 1000 campani e 1000 apuli) da lui ricevuti, figura invece lo schieramento già proposto da Polibio e Livio.

Per la conferma della data del 2 agosto 538 aUc=216 a. C. per la battaglia di Canne, ma anche per la datazione di altri avvenimenti della seconda guerra punica, ci avvaliamo (oltre che del già citato De Sanctis, GDS III2, e della CAH, cit.) precipuamente della edizione di Livio, "Titus Livius, Ab Urbe Condita Libri" Libri XXI- XXX, ediderunt WEISSENBORN- MÜLLER, Bibliotheca Scriptorum Graecorum et Romanorum, Lipsiae MCMXV, con l'indicazione dettagliata nel testo della doppia data romana e cristiana.

Gustav Faber (cit., pag.123) ha meglio di tutti osservato come la grande morsa di aggiramento di Annibale a Canne abbia fatto scuola soprattutto nello stato maggiore prussiano: il piano von Schlieffen per Sedan nel 1870, nelle Fiandre nel 1914 (ma troppo lontano dalla costa) e nel 1940. Il vecchio studio di A. Graf von Schlieffen su Canne (cit., pp. 237- 273), come già ricordato, è stato riproposto da Karl Christ nel volume di autori vari "Hannibal", Darmstadt 1974, pp. 223- 226.

 

L’esperto di storia annibalica Giovanni Brizzi, spesso da noi citato, si è interessato (non inutilmente, secondo noi) di un War Game sulla II guerra punica (BRIZZI G., Dov’è finito Maarbale?, AGONISTIKA (Strategia&Tattica) n.2 del 1998, pag.8). Egli così ha scritto: “Solo per la gentile insistenza dell'amico Sergio Valzania, apparentemente convinto che - come lui - anch'io possa occuparmi di ogni genere di giochi, mi trovo a recensire su una rivista specializzata un gioco di strategia e cioè Annibale Roma contro Cartagine. La seconda guerra punica, 218-201 a.C., (ed. Eurogames Descartes Italia). Per fortuna, tuttavia, esso è ispirato alla seconda guerra punica: non oserei andar oltre un argomento come questo, sul quale posso vantare una competenza particolare. Coprendomi il capo come Socrate, mi limiterò comunque, in proposito, a svolgere il mio ruolo, quello -appunto- di studioso di storia; e ad analizzare in generale la trattazione degli aspetti salienti di strategia e tattica. Scusandomi con i giocatori appassionati (ai quali del resto, sia pur con tutte le riserve del caso, dirò preliminarmente che il gioco mi pare interessante e per molti versi plausibile nella costruzione delle situazioni, articolato e piacevole a giocarsi) avanzerò dunque qualche rilievo puramente storico; che potrebbe servire però precisamente a migliorare la funzionalità della partita. Segnalerò le pecche della traduzione, innanzitutto. Non sempre felicissima, essa è perdonabile quando si macchia di semplici refusi. superficiali anche se fastidiosi (come, per es., al § 8. 6, p.S, dove figura Cannes invece di Canne; o a p.9 - Esempio di battaglia – dove Caio Flaminio è chiamato Flaminus invece di Flaminius); assai meno quando. come talvolta avviene, limita la comprensibilità stessa delle regole. Tra i rilievi in fondo minori va detto che alcune convenzioni di gioco appaiono chiaramente difformi rispetto alla realtà storica. Si deve sottolineare, ad esempio, come la differente disponibilità di rinforzi concessa nel gioco alle parti in lotta non renda, malgrado tutto, giustizia al superiore potenziale demografico di Roma; e come la disponibilità dell'ltalia nei confronti della Repubblica non sia venuta mai meno del tutto. neppure all'indomani della disfatta di Canne (sicché la possibilità enunciata nella CO CE "Annibale seduce l'Italia. La magnanimità e la sagacia di Annibale lo rendono popolare in Italia” dev'essere considerata davvero pura utopia!). Va segnalato, altresì, come il movimento avvolgente (su un fianco solo o come aggiramento duplice), costantemente impiegato .nul campo da Annibale, sia stato invece ignoto ai Romani fino a che non ne comprese le regole Scipione Africano; e come, ad ogni modo, la genialità tattica del figlio di Amilcare sia rimasta superiore persino a quella del suo grande avversario romano. Di convenzioni di gioco, tuttavia, si tratta; e suppongo che debbano essere accettate, ove si voglia, appunto, rendere possibile la partita. Esistono, tuttavia, quelli che - con linguaggio tennistico - potremmo definire "errori non forzati". I quali sono parecchi, e andrebbero forse in qualche modo corretti. Mi limiterò a sottolinearne qui alcuni soltanto, di giudizio, tattici e strategici. Dal punto di vista strategico non si comprende, per esempio, in base a quale valutazione una delle poche personalità significative del campo punico come Maarbale non sia stata neppure inserita nel novero dei generali da mettere in azione o perché, viceversa, una figura del tutto secondaria come quella di Terenzio Varrone abbia lo stesso valore ( 1) di Annibale e Scipione (!); nè perche i Bruttii figurino tra gli alleati iniziali di Cartagine o perché nel computo dei punti politici che decide l'esito della partita non rientrino le Baleari, sede di uno dei più antichi insediamenti punici, e soprattutto Massalia, chiave per il controllo non solo navale dell'alto Tirreno. Non minori sono le perplessità sotto il profilo tattico. Qualche dubbio solleva, per esempio, il fatto che un movimento navale possa verificarsi in direzione di qualsiasi porto, compresi quelli "che contengano Segnalini CP (= di Controllo Politico) nemici (anche se si tratta di una Città Fortificata)" (§ 8. 8. 1, p.5). E perche poi non dev'esser possibile (§ 9. 1. 2, p.6) intercettare un ripiegamento o una ritirata? Un'ultima notazione, infine. I Cartaginesi impiegarono gli elefanti non "come elementi (sic!) di sorpresa" (§ 13, p.l0). ma sia – quando schierati sul fronte - come copertura di una non eccellente fanteria; sia - quando disposti alle ali - come sostegno di una cavalleria, viceversa, di ottimo livello. Quanto ad Annibale, dopo la fase iniziale del conflitto egli non li impiegò più sul campo fino a Zama (dove, tuttavia, ebbero solo la funzione di costringere Scipione ad assumere un ben preciso schieramento); certo perché non ne ebbe più in numero sufficiente, ma fors'anche perché non riponeva più in essi grande fiducia”.

 



[1] Molto sintetico il Brunt, spesso citato (P. A. Brunt, Italian Manpower) p. 54, anche se la cifra di 205.000 iuniores è da noi ridotta, come anche quella del suo totale con i seniores (300.000). Cambiano quindi anche i relativi totali (566.000 e 875.600).

[2] K oppure k dopo la cifra= da adesso in poi abbreviazione per "cavalieri".

[3] Affidandoci noi al Toynbee (che pure aumenta di molto la comunque modesta cifra di proletarii), la cifra limitata di proletarii, assegnati a un'unica centuria che non faceva parte dell'ordinamento centuriato nè era divisa in iuniores e seniores, non contrasta assolutamente con le osservazioni del Gabba, Esercito..., cit., p. 530 e 533, considerando una loro minima funzione militare (e quindi un interesse statale di censimento) tra i fanti più leggeri o per la flotta. Dei proletarii nella flotta discuteremo più avanti e nel capitolo sulle flotte.

[4] Confutando Tuberone in Aulo Gellio X, 28 e riferendosi a Varrone in Censorino, 14; Dionisio IV, 16; Novisius, Cenotaph., Pis I. p. 161; Livio XLIII, 14; Polibio VI, 19.

[5] 6 anni di servizio obbligatorio per ogni cittadino secondo Cavaignac, Le texte de Polybe VI, 19, 2, et la durée du service militaire à Rome, "Rev. de philol." 38, 1914, confutato e sostituito con 16 anni di servizio in GDS III1, App. IV - 5, p. 366 sgg.

[6] Ilari, cit., p. 156- 157. Analizzeremo meglio questi dati e queste medie nelle tabelle successive sulle legioni romane e nel capitolo II sull'esercito romano.

[7] Poichè 10 TURMAE di 30 cavalieri romani formavano l'ALA di 300 cavalieri, ma molto spesso l'ALA romana era di 200, 250, 375 e talvolta di 1000 cavalieri (ad esempio, in questa guerra, nella "Legio classica" che Marcello conduce dalla flotta di Ostia fino a Suessula), abbiamo mantenuto il termine TURMA al posto di ALA (che rimane appropriato per i Socii dei Romani), scrivendolo da adesso in poi in decine. In effetti, si devono leggere sempre le TURMAE con l'aggiunta di uno zero (2 uguale 20, e così via).

[8] Nella realizzazione finale e nel collaudo della simulazione si sono aggiunte alla F e alla N le F1 e N1 (oltre alle 1A, 2A e alle varie CL e CC).

[9] Da non confondere con la legione T del 203. Questa T20, come exercitus Terentianus (parte dei resti di Canne a Brindisi), non considerata direttamente negli elenchi dagli altri autori, comporrà in prevalenza la nuova legione 20 oltre che la 19 come tradizionalmente accettato.

[10] Brunt, Italian Manpower, cit., p. 418, Tav. X; Ilari, Gli Italici..., cit., p. 158.

[11] DS= disciolte; DR= distrutte; recl.=reclutate

[12] Le 4 legioni in più a Canne. Tali legioni per il Brunt, che a differenza del Toynbee non ha voluto sviscerare la questione, non esistono.

[13] DS= disciolte; DR= distrutte; recl.=reclutate

[14] Tutti costoro assommano a 4 anzichè 8 le legioni romane presenti a Canne ed escludono dal conto la legio classica di Marcello a Ostia nel 216. Altrimenti questo numero 51, non dichiarato ufficialmente dal Klotz e risolto in 50 da Brunt e Toynbee, risulta costante in tutte le analisi.

[15] Rom= Romani; S= Socii, alleati;TOTALE= totale o di fanti (pedites) o di cavalieri (equites); TOT.:= totale generale; L=Livio; P=Polibio; B=Brunt; ()=numero delle legioni considerato. Le parentesi tonde indicano riferimenti meno espliciti delle fonti e quindi il lavoro del Brunt. Le quadre, nostre puntualizzazioni.

[16] Afzelius, Kriegsmacht..., cit., pp. 63 sgg.; pp. 74 sgg.; p. 49 per le legioni forti diventate ormai unità normali già dal 205.

[17] Walbank, cit., I, p. 709.

[18] Livio XXIII, 19; Ilari, cit., p. 127.

[19] Polibio, cit. La cifra del Brunt non è sconfessata dallo Ilari.

[20] Le cifre tra parentesi quadre indicano invece una nostra media ricostruttiva "regolare" per la cavalleria di socii.

[21] Le cifre mancanti non sono fornite da Ilari. L'ultima cifra si riferisce (Ibidem, p. 180) a contingenti forniti "normalmente" dai socii sanniti. Cfr. anche Livio XXII, 24, per gli 8000 fanti e 600 cavalieri sanniti di Numerio Decimo nel 216. Tuttavia vedremo dalle fonti che 700 e 900 cavalieri è spesso il contingente di cavalleria alleata aggregato a legioni romane nella guerra annibalica.

[22] Per gli uomini in armi nel 225 per Roma, la Tavola III, pag. 44, del Brunt (Italian..., cit.) elenca cifre di fonti e totali che in parte rientrano nei nostri contingenti del 219 di presidio ad esempio a Taranto e in Sicilia. Schematizzando, secondo Brunt: 20.800+1200K coi consoli, 8400+400K in Sicilia e a taranto, 20.000+1500K riserve a Roma, per un totale di 49.200+3100K, cioè 52.300 Romani. 30.000+2000K i socii coi consoli, 50.000+4000k Sabini ed Etruschi in armi, 20.000 Umbri e sarsinati, 20.000 Veneti e Cenomani, 30.000+2000k di riserva a Roma, per un totale di 158.000 Socii. Ben 210.300 uomini in armi nel 225, sotto il pericolo gallico.

[23] Il senso delle sigle dovrebbe essere abbastanza chiaro dal contesto o viene spiegato in nota. Le navi e le loro cifre saranno trattate in capitoli e soprattutto elenchi a parte, comparendo qui del tutto sporadicamente: comunque la Q sta per "quinqueremi" e la QUA per "quadriremi". Gli asterischi sovrapposti si riferiscono alla stessa nota superiore o precedente.

[24] Rispettivamente 5200 300    7500  512 nel 225 (Polib. II, 23-24; Toynbee I p.614).

[25] Polyb. II, 24; Toynbee I, App. XI, p. 614.

[26] Socii di Umbria e Etruria. (Polyb. VI, 26, 7; Toynbee I, App. XI, p. 615). Di cui 2100 fanti socii extraordinarii e 400 cavalieri socii extraordinarii (Ilari, cit., p. 125; Walbank, cit., I, p. 709).

[27] Il Rodgers (GRNW, pag. 317) per il 218 parla di 110.000 uomini ("cittadini poveri") arruolati tra i Romani nella flotta (e non nelle legioni).

[28] Livio XXI,17.

[29] Q= quinqueremi della flotta.

[30] Effettivi romani normali nelle legioni del 218 (Livio XXI, 17; Toynbee II, p. 58 e n. 46; I, p. 558 n. 37). Questi cavalieri e quelli dei socii nelle 4 legioni consolari sono in Appiano 4000.

[31] GDS III2 p. 5; Livio XXI, 17; Ilari, p. 159.

[32] Anche Macrobius, Saturnaliorum convivia, I, 11, 31, oltre che degli 8000 schiavi arruolati dopo Canne parla di liberti alle armi nel 217 dopo il Trasimeno .

[33] Ilari e Brunt per Polibio III,72, che esattamente parla di 20000 fanti socii e certo almeno 2800 cavalieri socii (KS) in 4 legioni consolari riunite, ipotizzano solo 18000 fanti socii con questa serie: romani 4200+200K e socii 4500+700K per 4 legioni (vedere tabelle precedenti da noi corrette e cfr.Ilari, p. 159).

[34] Saranno le legioni pretorie distrutte con Cn.Flacco nel 212 a Erdonea da Annibale e di cui Livio XXV,21,10 fornisce le cifre analizzate da Brunt e Ilari (citati).

[35] Toynbee II, n.5 p. 108.

[36] Livio XXIII, 14; Toynbee II, p. 655.

[37] Ilari, p. 125 sgg. Per Griffith (The Mercenaries..., cit., p. 205) 500 i Cretesi e 1000 i peltophoroi (variante di peltasti, e forse non greci) inviati in aiuto da Siracusa ai Romani nel 218 dopo la Trebbia. Ma più avanti discuteremo della coorte cretese di 600 uomini.

[38] Per il 538=216,la "Legio classica" era una legione formata privando una flotta dei suoi complementi di fanti di marina (cfr. Toynbee, cit., II, pag. 653).

[39] Appiano, Hann. 27; Toynbee II, n.6 p. 658.

[40] Polibio III, 107; Toynbee II, p. 108 n.5; Toynbee II, p. 57. L'ammanco di fanti romani -non socii- che deriva nello schieramento legionario a Canne (76.800 contro gli 80.800 accreditati) rappresenterà truppe di sussistenza e riserva tra i 13000 uomini dei due accampamenti romani a Canne.

[41] Polibio III, 107 parla delle 4 legioni aggiunte a Canne alle 4 già consolari. Ciò ha creato confusione in Brunt e Ilari che assommano le stesse cifre per le 8 legioni con 575 cavalieri socii (KS) per ogni legione, travisando i dati di Livio e i diversi totali di Livio e Polibio per la cavalleria. Comunque: 4.400 diviso 8= 550 cavalieri: il loro studio sulle medie legionarie è sempre esatto. Stesso equivoco in Toynbee (cit., II, p. 108 n. 59): "5000 fanti e 300 cavalieri romani, 5000 fanti e 900 cavalieri socii per 8 legioni a Canne, secondo Polibio III, 107" (!!!). Ma quando mai i Romani a Canne avrebbero avuto 9.600 cavalieri, quasi in parità con la cavalleria di Annibale, e pur accettando Toynbee i 6000 cavalieri romani di Polibio e Livio? La nostra logicissima spiegazione si trova qui nei numeri di sigla delle legioni, cioè nella presenza delle legioni consolari, e nel paragrafo successivo sulla battaglia di Canne.

[42] Cfr. Sez. D, paragr. 3, nota finale

[43] Livio XXII, 57? Brunt e Ilari non ne dubitano, ma anche per le legioni di socii.

[44] Toynbee II, p. 655; Livio XXII, 57.

[45] Livio XXII, 57.

[46] Livio XXII, 57.

[47] Livio XXXIII, 14, 4.

[48] Logica la deduzione dagli scampati non prigionieri a Canne, detratti i cavalieri dell'exercitus Terentianus. Il Brunt (cit., p. 679) ricostruisce per il 215, con una sola legione reclutata (Ibidem, p. 418, Tav. X), tali cifre per le legioni cannensi: romani 4500+ 300K, socii 5000+300K moltiplicato 2 legioni; confondendo i 1200 cavalieri come totale per due legioni. Ma bene vede il Toynbee.

[49] Editto consolare del 214 (Livio XXIV, 11, 7- 9) per equipaggiare la flotta. I marinai (schiavi liberati) forniti dai cittadini delle singole classi secondo il censo sarebbero, in base alle 100 quinqueremi da guerra della squadra di Sicilia nel 213 (Polibio VIII, 1, 7; Livio XXIII, 34, 4) almeno 35.000 secondo GDS III1, p. 362.

[50] Per Toynbee II, n.44 p. 120, è la legione 19, perché anch'essa formata dall'exercitus Terentianus ma con in più la Legio classica di Marcello, per la Macedonia.

[51] Brunt interpreta le cifre di Livio XXIV, 44, 6 come legioni urbane smisurate (romani 4700+300K socii 9100+900K). La ala extraordinaria di 300KS e i 6200 fanti socii avranno integrato legioni esistenti.

[52] Per il 543=211, nella fase 31 (TURNO IX del 543=211) della nostra simulazione, seguiamo la ricostruzione comparata del Toynbee (cit.,II, pp. 809 e 811) che corrisponde, almeno per la sorte delle legioni V e VI in Spagna,a quella del De Sanctis (GDS III2, pp. 632-33). Tuttavia Klotz, Livio, Appiano e Toynbee concordano sulle 23 legioni complessive di quell'anno contro alle 25 del De Sanctis (GDS III2, pag. 449 nota 9); sui 9000 sopravvissuti delle due legioni (appunto la V, poi M, e la VI) distrutte in Spagna non concordiamo pertanto col De Sanctis.

[53] Per tutte queste cifre che seguono (M-M-A-N1 e CL2) cfr. anche Livio XXVI, 42, 1 e Brunt nel commento di Ilari, p. 159.

[54] Livio XXVI, 28, 7; Ilari, p. 159.

[55] Livio XXVI, 17, 1; Ilari, cit.

[56] Ilari, p. 159; Livio XXVI, 42, 1. Vedere anno 211.

[57] Escludendo i rematori, circa 1050 i marinai per la manovra delle 35 quinqueremi di Scipione poco prima della conquista di Cartagena nel 209 (35 Q + 18 Q dopo la conquista= 53 Q). Dopo la conquista i 1590 necessari, aumentati del 50% su ogni nave, come dice Polibio, danno 2385. 40 fanti di marina di media su ognuna delle prime 35 Q fanno 1400 fanti aggiunti da Scipione alle truppe di terra. I nuovi 45 imbarcati su ogni nave anzichè i 70 precedenti socii navales permettono comunque l'efficienza delle navi, anche per la perizia dei Punici allora liberati e arruolati (da 2000 a 3000 secondo Polibio). Sono tutte cifre che escludono una legione, seppure "classica" (di marina), e la CL4 si integra nelle legioni, secondo lo stesso Polibio. Noi creiamo la CL4 solo come riscontro della precisa operazione di Scipione.

[58] CC3= 2 legioni cannensi= romani 4200+300K socii 4200+500K. Queste cifre fornite da Appiano, Lyb. 13, e precisate dal Brunt, cit., per i cannensi di Scipione in Africa, sono corrette dai commentatori per le CC4 in Africa (vedere anno 204). Si riferiscono qui forse alle cannensi in Sicilia (ma non GDS III2 p. 615 n.11). Ciò spiega il lamento di Livio XXIX, 25, 1 per le diverse cifre fornite dagli annalisti sulle Cannensi. Ma moltiplicate per 4 legioni anzichè per due (GDS III2 cit.), come fanno Brunt e Ilari, le cifre di Appiano concorderebbero stranamente con la cifra maggiore delle fonti di Livio.

[59] Livio XXVII, 26-27; Toynbee II n.6 p. 168.

[60] Anche KROMAYER, Schlachtfelder...cit., III1, p. 476 per carta dislocazione legioni nel 207.

[61] Toynbee II, n. 49 p. 112; Afzelius, Kriegs..., cit., p. 49.

[62] Ilari, cit., pp. 71 e 94.

[63] Marinai che erano con Scipione (Faber, cit., p. 89).

[64] Il termine SUPER-FORTE è ripreso dal tedesco Afzelius e dall'inglese Toynbee (ved. le loro opere citate nella bibliografia finale) nella traduzione italiana. Vedere anche i termini: debole, normale, forte, ecc.

[65] Con Scipione in Africa 40 navi (Livio) [52, Appiano], 12.000 marinai, di cui almeno 7.500 restano in Africa con 25 navi (GDS III2, pag. 564; sulle onerarie non arrischia cifre).

[66] Livio XXIX, 24; Afzelius, Die röm. Kriegs., p. 49; Toynbee, II, p. 58 n. 49. Considerare le cannensi super- forti in Africa con Scipione come legioni solo forti (e senza calcolare quindi appieno i volontari d'Etruria aggiunti alle cannensi già esistenti- in parte disciolte dopo il ritiro di Annibale dall'Italia- con relativo rinforzo anche di cavalleria alleata) ha indotto molti studiosi, e anche la sintesi della Faber, cit., p. 89, a parlare di 22.500 fanti e 2.500 cavalieri con Scipione in Africa.

[67] Toynbee II, p. 655.

[68] Saranno importanti le pp. 66- 75, e specie 70 e 73, del Rouland, specie per importanti obiezioni a Thiel e Starr.

[69] E' certo vero che 35.000 schiavi di privati per la flotta attestati ad esempio per il 214 sono cifra elevatissima, e confermerebbero il Rouland. Ma resta l'elevatissima perdita di proletarii (cittadini romani poveri) nella prima guerra punica. E anche la specializzazione e l'affidabilità al remo richiederebbero una differente valutazione tra I e II guerra punica, per il modello di quinquereme rodia tecnicamente più efficace e meglio manovrabile che compare per i Romani solo alla fine del primo conflitto.

[70] Anche qualcuno in più, se amministravano e dirigevano aziende ed erano persino segretari imperiali.

[71] H. Stürenburg, De Romanorum cladibus Trasumenna et Cannensi, Leipzig 1883; seguito anche dal De Sanctis, GDS III2, p. 131 sgg.

[72] H. Hesselbarth, De pugna Cannensi, Göttingen 1874, Diss.; KROMAYER III1, pp. 278 sgg e schizzi 24- 26 p. 286 sgg.

[73] Sulle perdite della cavalleria romana a Canne, Polibio (III, 113, 16) dice: "i cavalieri" (cartaginesi dell'ala sinistra, perché "i Nùmidi sull'ala destra" contro i socii romani "non causarono nè subirono perdite gravi") "fecero strage dei cavalieri" (romani, perché "gli alleati- socii sono schierati sul fianco sinistro dei Romani"). Conferma più o meno diretta della nostra tesi.

[74] Per l'esattezza, anche i due consoli dell'anno precedente, due questori, il Magister equitum (in altri casi "vice-dittatore") console nel 533=221 e tutto il fior fiore degli Extraordinarii, cioè della gioventù sannita alleata di Roma. Non secondaria è una lectio del Senato del 216, per sostituire 177 senatori morti nelle battaglie tra il 218 e il 216 (Livio XXIII, 23, 7) e introducendo molti "homines novi" che si affermeranno nel periodo succcesivo alla II guerra punica.

[75] Arrotondando le cifre, anche J. Vogt, in "La Repubblica Romana", cit., dice che, "quando le parti furono schierate in battaglia", "con una certa probabilità si può presumere che i Romani avessero 70.000 uomini in fanteria e 6.000 in cavalleria" (schierati, diciamo anche noi) "e i Cartaginesi corrispondentemente 40.000 e 10.000". Si contrastano qui nettamente le cifre troppo basse di GDS III2 p. 131.

[76] Secondo Valerio Massimo IV, 8, e Livio XXI, 52- XXII, 52, Busa, una ricchissima donna dell'Apulia, ne ospitò a Canosa circa 10.000, appena fuggiti da Canne, nei suoi immensi possedimenti, dando grande prova di liberalità.

[77] Noi vedremo invece meglio il concetto greco ed ellenistico di non inseguimento e distruzione del nemico, in attesa di un'altra battaglia campale decisiva.

[78] E' interessante notare che anche nel volume "Geschichte der Kriegskunst", Militärverlag, Berlin 1987 ("Storia dell'arte della guerra", da un originale della Scuola di Guerra di Mosca- URSS), sono riportate nella ricostruzione e nella cartina della battaglia di Canne le cifre di 86.000 Romani e 50.000 Cartaginesi, comprese la cavalleria e una linea frontale di fanteria leggera di 8.000 uomini per ogni esercito contendente. 48.000 i caduti romani e 10.000 i prigionieri. 6.000 i caduti cartaginesi. Inoltre, per la battaglia si osserva: "Il console Varrone rinunciò all'ordinamento manipolare, decidendo di colpire il nemico con l'urto frontale di una massa compatta di fanteria. Si disposero le legioni in uno schieramento di battaglia spesso e profondo (36 file), per una ampiezza di 2 chilometri... L'esercito romano era così in pratica ritornato all'ordinamento a falange, sacrificando le sue possibilità di manovra. Annibale dispose al centro fanteria in 10 file (fino a 20.000 uomini), con ai fianchi, scaglionate all'indietro (a mezza luna, NdR), unità (gruppi) d'urto di fanteria scelta di 6.000 uomini ciascuna. 8.000 uomini di fanteria leggera coprivano la fronte dell'esercito nascondendone ai Romani la sua strana disposizione..." (Cfr. per quest'ultima osservazione il cap. II, § 2.1.).

[79] Stranamente il De Sanctis (GDS III2 p. 57) si stupisce che, mentre per i Romani prima di Canne "era indispensabile radunare contro Annibale otto legioni, cioè due eserciti consolari", essi non lo fecero: "nulla si fece se non forse armare qualche decina di cavalieri in più per ogni legione" e ci si limitò "a portare con nuove leve le forze effettive delle 4 legioni consolari a una somma non mai raggiunta, rendendo così (in modo controproducente) più pesanti e meno mobili i manipoli, il cui numero rimaneva invariato". Ma a fronte di queste insensate scelte dei Romani, il De Sanctis si contraddice poi sorprendentemente all'inizio di IV, 1, p. 126, senza altre valide ragioni per surrogare la scelta della tesi del Cantalupi (mem. cit., p. 13 sgg.).

[80] Per i 3800 non nei castra, oltre ai 13000, ci pare che non si segua Appiano nella sua riduzione a 70000 in "Hannibal", 17, ma il "circa 200" del gioco va inteso come 212.

[81] Frombolieri cretesi inviati dall'alleata Siracusa vi erano comunque anche nell'esercito romano al Trasimeno.

[82] Tale tesi sulla disposizione dei frombolieri cartaginesi a Canne è autorevolmente riproposta nel volume- catalogo "I Fenici", Milano 1988, Parte Prima, "L'avventura di Annibale", di Giovanni Brizzi, p. 70, nella ricostruzione grafica della battaglia, con la fanteria leggera cartaginese in corrispondenza dei vèlites romani e non come "quinta" formazione di schieramento a cuneo della fanteria punica. Quindi, velo di fanteria leggera cartaginese anche di fronte all'esercito di Annibale. La disposizione romana a falange ("alla macedone") a Canne è ribadita molto esplicitamente, fra tanti altri, da A. J. Toynbee, "Il mondo ellenico", cit., p. 155 e dallo Schur, cit., pp. 71- 75.