I - LA REPUBBLICA ROMANA

 

RETRO <-- BELLUM HANNIBALICUM

PORRO --> III

2- LE TRIBU'.

Dalle iniziali tre tribù di Romolo si passò, secondo la tradizione, ai pagi di Numa Pompilio, alle 20 tribù di Servio Tullio [1] e alle 35 tribù complessive sancite definitivamente dal 513=241, cioè dall'ultimo anno della I guerra punica.

Quattro secoli (dal XV all’inoltrato XIX secolo) sono serviti per fissare i nomi esatti di queste 35 tribù [2] Si finì in sostanza col Niebuhr, che recuperò la Camilia ancora mancante all’appello (non essendo attestata nelle letterature classiche); ma poiché accolse l’inesistente tribù Cluentia, egli indentificò la tribù Pollia con la Poblilia. Fu Mommsen che, con la dissertazione di laurea del 1844 “Die roemischen Tribus”, compose la questione. Oggigiorno resta aperto il problema di raccolta e confronto epigrafico, anche se i compendiosi volumi del Forni (cit.) integrano, correggono e organizzano tutti gli indici di CIL, IGR, MAMA, BCH, FIRA, ILLRP [3]ecc. relativi a tribù e tribùli.

Le tribù originarie erano 4, definite poi URBANE. Esse erano: la Palatina, l'Esquilina, la Suburana (Sucusana) e la Collina [4].

Le altre 31 tribù (RUSTICHE, cioè rurali) definitive, con diritto di voto (optimo iure) ed esistenti all'inizio della seconda guerra punica, verranno da noi tra breve elencate (con la data di istituzione e con l'indicazione di Livio quando riferisce la loro fondazione).

 

FIG. ROMA E LE QUATTRO TRIBU' SERVIANE.

Per la fondazione delle prime 16 tribù RUSTICAE, che insieme alle 4 URBANAE formano le 20 istituite da Servio Tullio, abbiamo incertezze: Livio (I, 43) attribuisce, secondo la tradizione romana, le quattro tribù urbane a Servio Tullio. Ma Livio afferma anche (II, 21) che le prime 21 tribù vennero istituite nel 259= 495 e in Livio, X, 46 si desumerebbe che le quattro tribù urbane furono istituite soltanto nel 450= 304. Stuart Jones, Last e Beloch credono alla istituzione simultanea delle 4  urbanae e delle prime 16 rusticae.

Taylor e Fraccaro insistono sull'istituzione in epoca regia (prima della Repubblica) anche delle 16 rusticae. Per le successive, invece, abbiamo conferme esplicite in Livio:

altre 15 RUSTICAE :
nel 364=390   la 21esima, CRUSTUMINA
                           (Livio II,21,7)
nel 367=387   altre 4:
              STELLATINA,TROMENTINA,
              SABATINA,ARNIENSES
                           (Livio VI,5,8)
nel 396=358   POBLILIA e POMPTINA       
                         (Livio VII,15,12)
nel 422=332   SCAPTIA e MAECIA          
                        (Livio VIII,17,11)
nel 436=318   OUFENTINA e FALERNA        
                           (Livio IX,20,6)  
nel 465=289   TERENTINA e ANIENSE       
                           (Livio X,9,14)
nel 513=241   QUIRINA e VELINA          
                        (Livio per.19) 
[5] 

 

FIG. LA ROMA DI SERVIO TULLIO

Dal 455=299 le tribù istituite tra Ernici e Piceni avevano a tal punto regolarizzato i rapporti con i popoli alle spalle dei Sanniti e tra l'Etruria e l'Adriatico che per oltre cinquant'anni i Romani non crearono più tribù in quella regione (G. Clemente in SII1 p. 24)[6].

Per la ventunesima (la Clustumina, dalla città di Crustumerium) sia L'ALFÖLDI che la TAYLOR pensano a un'istituzione in coppia con la Claudia. Vedasi invece l'Alföldi (sempre in "Ager Romanus antiquus", in Hermes, XC, 1962) per la sua particolare ricostruzione cronologica e geografica della istituzione delle prime ventuno tribù, in contrasto con la "simultaneità" sostenuta da Beloch, Last e Jones. Si veda infine la nota precedente sull'ipotesi (sostenuta dalle fonti) che solo i plebei fossero assegnati alle prime tribù. Lo stesso Niebuhr (cit., II, p. 96) sostiene che le tribù di Servio erano solo di plebei. Con la guerra etrusca (subito dopo la cacciata dell'ultimo re di Roma) Porsenna prende a Roma 10 tribù su 30 e abbiamo subito dopo che la Crustumina viene fondata come 21° tribù [7].

Il Niebuhr avanzava il dubbio che la Claudia e non la Crustumina fosse la 21° tribù, ma oggigiorno non esistono più dubbi a riguardo. E' pur vero che i tribuni proprio in quel periodo si ridussero da 30 a 20 (Niebuhr, ibid., p. 96 e 202).

 

 

FIG. e PRECEDENTE: RICOSTRUZIONI DEL FORO:DISEGNO COLORATO; IL FORO ROMANO NEL 170 a.C.

 

FIG. SCAVI SUL PALATINO

 

FIG.- Gli scavi nel Foro romano della Repubblica. La lista che segue spiega con numeri e lettere i monumenti del Palatino e del Foro.

 

IL FORO ROMANO

 

1)  CARCERE TULLIANO

2)  TEMPIO DELLA CONCORDIA

3)  TEMPIO DI VESTASIANO E TITO

4)  PORTICO DEGLI DEI CONSENTI

5)  BASILICA EMILIA

6)  ARCO DI LUCIO E GAIO CESARI

7)  SACELLO DI VENERE CLOACINA

8)  COMIZIO

9)  CURIA

10) NIGER LAPIS

11) BASE DELL'EQUUS CONSTANTII

12) ARCO DI SETTIMIO SEVERO

13) BASE DEI DECENNALI

14) PLUTEI TRAIANEI

15) MARSIA E ALBERI SACRI

16) ROSTRA

17) SOSTRUZIONI DEL CLIVO CAPITOLINO

18) UMBILICUS URBIS

19) ARA SATURNI (COSIDDETTO VOLCANAL)

20) TEMPIO DI SATURNO CON ERARIO

21) ARCO DI TIBERIO

22) BASILICA IULIA

23) COLONNE ONORARIE

24) COLONNA DI FOCA

25) LACUS CURTIUS

26) FONDAZIONI DELL'EQUUS DOMITIANI

27) BASE DELL'EQUUS CONSTANTII

28) TEMPIO DEL DIVO GIULIO

29) ARCO DI AUGUSTO

30) TEMPIO DEI CASTORI

31) TEMPIO DEL DIVO AUGUSTO (?)

32) VESTIBOLO DEL PALAZZO DEI CESARI (?)

33) S.MARIA ANTIQUA

34) STATIO AQUARUM

35) LACUS IUTURNAE

36) ALTARE DI AIUS LOCUTIUS

37) TEMPIO DI VESTA

38) CASA DELLE VESTALI

39) REGIA

40) INSULAE SULLA VIA NOVA

41) INSULAE

42) STRADA POSTNERONIANA

43) TEMPIO DI ANTONINO E FAUSTINA

44) SEPOLCRETO ARCAICO

45) COSIDDETTO TEMPIO DEL DIVO ROMOLO

46) BIBLIOTHECA PACIS

47) FORMA URBIS

48) BASILICA DI COSTANTINO (MASSENZIO)

49) ARCO DI TITO

50) COSTRUZIONI DELLA DOMUS AUREA

51) TEMPIO DI VENERE E ROMA

52) TEMPIO IGNOTO (DETTO DI GIOVE STATORE)

53) INSULAE CON BAGNI

54) TEMPLUM PACIS

55) TRIA FATA

56) QUADRIGA DI ARCADIO E ONORIO

57) ROSTRA VETERA

58) POZZI RITUALI

59) POZZI RITUALI DELL'ETA' DI CESARE

60) ROSTRA VANDALICA

61) SCHOLA XANTHI

62) CUNICOLI DEL CAMPIDOGLIO

63) ISCRZIONE DEL PRETORE NEVIO SURDINO

64) AVANZI DELLA DOMUS PUBLICA

65) FORNIX FABIANUS (?)

66) CASE DI ETA' REPUBBLICANA

67) HORREA PIPERATARIA

68) CLOACA MAXIMA

69) TABULARIUM

70) CLIVUS VICTORIAE

 

PALATINO

 

1)  CASE PRIVATE SUL CLIVUS VICTORIAE

2)  MURA PALATINE

3)  SOSTRUZIONI IMPERIALI VERSO IL VELABRO

4)  ALTARE DEL GENIUS LOCI

5)  SCALAE CACI E TABERNE

6)  FORTIFICAZIONI PRIMITIVE

7)  CISTERNA ARCAICA A THOLOS

8)  TEMPIO DI CIBELE

9)  AUGURATORIUM

10) CASA DI AUGUSTO, DETTA DI LIVIA

11) AREA INESPLORATA

12) TEMPIO DI APOLLO

13) RESTI DI CASA REPUBBLICANA

14) AVANZI DI PORTICO AUGUSTEO

15) PALAZZO DI TIBERIO

 A    PERISTILIO INTERRATO

 B, C SCALE DI SERVIZIO

 D    VIVARIUM

 E    STANZE DI GUARDIA

 F    SCALA SUL CLIVUS VICTORIAE

16) SOSTRUZIONI LUNGO IL CLIVUS VICTORIAE

17) CASA DOMIZIANEA

18) RESTAURI DI COMMODO

19) CRIPTOPORTICO DI NERONE

20) CLIVUS PALATINUS

21) PALAZZO DEI FLAVI

 A    BASILICA

 B    SALA DEL TRONO

 C    LARARIO

 D    PERISTILIO

 E    BAGNI E NINFEI

 F    TABLINUM

 G, I FONTANE ELLITTICHE

 H    TRICLINIO

 L, M PORTICI

22) BIBLIOTECHE

23) DOMUS AUGUSTANA

 A    TABLINO

24) STADIO

 B    SCALA DISTRUTTA

 C    PORTICO DI ETA' TARDA

 D    SCALA PRESSO L'ANGOLO EST

25) PALCO IMPERIALE

26) TERME DI SETTIMIO SEVERO

27) LIMITE DELLE COSTRUZIONI DOMIZIANEE

28) 29) ARCATE DI SETTIMIO SEVERO

30) SITO DEL SETTIZONIO

31) ACQUEDOTTO DI DOMIZIANO

32) FACCIATA DI CASA DEL II SEC. d.C.

33) NINFEO A NORD-EST DELLO STADIO

34) CONSERVE D'ACQUA (?)

35) SCAVI NUOVI DELLA DOMUS AUGUSTANA

36) SOSTRUZIONI DOMIZIANEE VERSO EST

37) AVANZI INCERTI

38) GIARDINI DI ADONE

39) PAEDAGOGIUM

40) CASA CON PITTURE E MOSAICI

Secondo la tradizione, 21 tribù delle 35 definitive (di cui le ultime due istituite nel 513= 241, alla fine della I guerra punica) sarebbero state riservate all'antico popolo romano e quattordici ai nuovi cittadini, in questo modo: 1 ai Campani (Stellatina), 3 agli Etruschi (Tromentina, Sabatina e Arniensis nel 367=), 2 ciascuno ai Latini (Maecia e Scaptia nel 422=), ai Volsci (Pomptina e Publilia nel 396=), agli Ausoni (Ufentina e Falerna nel 436=), agli Equi (Aniensis e Terentina nel 455=) e ai Sabini (Velina e Quirina nel 513=241). Dopo il 513=241 non si crearono più tribù, ma si iscrissero nelle esistenti coloro che ricevevano il diritto di cittadinanza.

Il significato di populus come insieme di patrizi e di plebei contrapposto alla sola plebe è posteriore alla riforma di Servio Tullio, secondo il Niebuhr (ibid., pp. 98- 100), perché inizialmente concilium populi era l'assemblea dei patrizi (o delle Curie) contrapposta alle assemblee plebee (o delle tribù). Avremmo dunque, arcaicamente, tribù plebee e curie patrizie (queste ultime, per l'esercito, posteriormente solo nelle 6 centurie dei cavalieri).

Sul perdurare di questa suddivisione in tribù nei secoli della Repubblica e dell'Impero per il censimento e l'arruolamento riportiamo questo tardo esempio epigrafico romano con riferimenti alla tribù e militari:

C.DISIDENO          G(aio) Disideno

                    [prenome e nome al dativo]

C.F. PUP.           G(ai) f(ilio)  Pup(inia)

                    [patronimico   Tribù di appartenenza]

SECUNDO             Secundo

                    [cognome]

P.P. IIIIVIR.I.D.   p(rimo) p(ilario) (quattuòr)vir(o)

                    i(ure) d(icundo)

                    [primo pilario= centurione della 1°

                    centuria del 1°

                    manipolo della 1° coorte.

                    Quadrumviro che dice il diritto=

                    da civile, magistrato municipale]

EX TEST.            ex test(amento)[per esecuzione testamentaria]

La Sabina e i Pretuzzii furono annessi nel 464=290. Il territorio romano dagli oltre 9000 kmq. di allora passò a 26.000 alla vigilia della I guerra punica. Il territorio alleato passò da 28.000 a 98.000. Nel 490=264 i Romani erano 865.000 contro i 347.000 del 338 e gli alleati oltre 2 milioni. La concessione della civitas sine suffragio, con elenco, è analizzata da A. Bernardi, Cives sine suffragio, in "Athenaeum" n. s. XVI, 1938, pp. 269 sgg. Il fatto che la civitas sine suffragio avesse inizio probabilmente nel 414=340 in Campania (prima che a Caere) dimostrerebbe i margini di autonomia politica e amministrativa che essa appagava (come la isopolitia della madre patria d'origine) presso i Magni Greci delle città- stato del sud Italia. I foedera, alleanze già utilizzate verso le popolazioni italiche (restrizione di una politica autonoma), avevano certo differenze giuridiche, ma comportavano comunque l'obbligo di contingenti di truppe per la comune difesa, o navi ed equipaggio nel caso di socii navales. Le indutiae, più tolleranti verso le preesistenti strutture sociali ed economiche, prevalsero in Etruria.

 

FIG. L'ITALIA AL TEMPO DI ANNIBALE (G.POLLIDORI, metri 16x16)


CIVES ROMANI.

SUDDIVISIONE DEL TERRITORIO CITTADINO E DEL CORPO CIVICO ROMANO IN TRIBU',CON ASSEMBLEE PUBBLICHE E POTERE DI VOTO (COMIZI CENTURIATI).

TRIBUS OPTIMO IURE (CITTADINI DI ROMA A PIENO DIRITTO):


20 TRIBUS ORIGINARIE (4 URBANAE- 16 RUSTICAE) FINO AL 328=426:

PALATINA
ESQUILINA
COLLINA
SUBURANA

CAMILIA
CLAUDIA
CORNELIA
EMILIA
FABIA
GALERIA
LEMONIA
MENENIA
ORAZIA
PAPIRIA
POLLIA
PUPINIA
ROMILIA
SERGIA
VOLTINIA
VOTURIA

15 TRIBUS SUPPLEMENTARI FINO AL 513=241 (CONCLUSIONE DELLA I GUERRA PUNICA):

CLUSTUMINA(CRUSTUMINA)
              (364=390)     EQUITES (k)[8]
ANIENSIS      (299)
ARNIENSIS     (387)
FALERNA       (318)
MAECIA        (332)         EQUITES (k)
OUFENTINA     (318)
POMPTINA      (358)
PUBLILIA      (358)         EQUITES (k)
QUIRINA       (241)
SABATINA      (387)
SCAPTIA       (332)
STELLATINA    (387)
TERENTINA     (299)
TROMENTINA    (387)
VELINA        (241)

TRIBUS SINE SUFFRAGIO [9] (CITTADINI DI ROMA SENZA DIRITTO DI VOTO) :


5 TRIBUS SINE SUFFRAGIO: [10]

AEQUI (304-303) [11]
AEQUICOLI (304-303) [12]
PICENTES ROMANI (283/268)
SABINI SINE SUFFRAGIO (290)
VESTINI (293) [13]
(I PRETUTTII [14] SONO INSERITI TRA LE COLONIE DI DIFESA COSTIERA).

 

FIG. ITALIA ROMANA. Le 20 tribù (15 supplementari di pieno diritto e le 5 senza suffragio) successive alle 16 rustiche e 4 urbane della monarchia etrusca.

Lo Humbert (Municipium e civitas sine suffragio, cit.) ha recentemente riconsiderato queste istituzioni, specialmente i sine suffragio (pp. 209- 239). Egli riconferma al 358 a. C. il rinnovellamento del vecchio foedus Cassianum (Ibidem, p. 163 sgg.) su cui si basa anche il Toynbee da noi spesso citato a proposito. E allo Humbert si rifanno le date di istituzione dei sine suffragio poste tra parentesi a fianco ai popoli, oltre che le località (con tra parentesi il nome più antico) segnate nelle note ad essi corrispondenti.

 

FIG. LA FEDERAZIONE ROMANA AL TEMPO DI ANNIBALE

 



[1] A parte il Niebuhr e il Toynbee, l'elenco delle tribù è consultabile nella maniera più rapida in M. A. Levi, Roma antica, UTET, in Liddell, Storia di Roma, trad. it. Firenze 1872, e nell' "Atlante del mondo romano", Novara 1984, ed. it. dell'omonima opera di autori vari di Oxford, 1982.

[2] FORNI G., Le tribù romane, Voll. I-II-III, Roma 1996, I p.XI.

[3] Corpus Inscriptionum Latinarum, Berolini cit.; Inscriptiones graecae ad res romanas pertinentes, Paris cit., ecc. Monumenta Asiae Minoris Antiqua, Manchester ecc.

[4] La Suburana comprendeva anche il Celio e le valli vicine; la tribù Esquilina arrivava fino al Viminale, il settimo colle, già aggiunto alla città al tempo di Servio; la tribù Collina comprendeva il Quirinale. Il colle Saturnio o Capitolino era forse escluso perché consacrato a fini militari o religiosi, l'Aventino (sede della plebe con Remo?) forse perché mai racchiuso dentro i sacri limiti del "pomerium" (solco tracciato per il confine). Eppure anche il Liddell riporta come forse solo i plebei fossero inseriti nelle prime tribù.

[5] Cioè Epitome, XIX.

[6] Il Clemente, cit., offre una utile datazione delle tribù dal 358 al 264 (Ibidem pp. 21- 25).

[7] Aggiornamenti sugli scavi archeologici a Crustumerium (individuata nel 1976 presso Settebagni, sulla via Salaria) e riferimenti all’importanza degli alti livelli agricoli del suo territorio in età repubblicana (ad es. la delicata pera rossa crustumina), sono in Archeo “A” n.8 del 1997, pp.32-39. La definitiva decadenza del centro latino- che rifiorirà come territorio di tribù romana- è riferita al 396 a.C., con la presa romana di Veio e l’abbandono delle direttrici commerciali tra l’Etruria meridionale e la Campania.

[8] Da adesso in poi, k dopo un numero indica il numero dei cavalieri.

[9] "La civitas sine suffragio, cittadinanza senza diritto di suffragio, è un'innovazione del 338; quelli che si trovavano da questo momento in questa condizione erano gli originari municipes, i quali erano soggetti agli oneri connessi con la cittadinanza romana, il servizio militare, militia, e la tassazione diretta, tributum; la loro lingua non era il latino e senza dubbio per questo motivo erano esclusi dal voto. Originariamente indipendenti, queste comunità giunsero infine a identificarsi con Roma; questo  fenomeno  contribuì a creare uno schema mentale nel quale l'idea di una doppia patria, quella locale e Roma, rientrava come normale e che fu uno dei caratteristici punti di forza della struttura politica dell'Italia tardo- repubblicana" (M. H. Crawford, cit., ed. it., p. 45). Municipia sine suffragio non furono più istituiti dopo il 268 a. C. (Toynbee, cit., I, p. 212). Fattori di "nazionalità" diversa tra municipia optimo iure (di lingua latina) e sine suffragio (di lingua volsca o osca) sono interpretati dal Toynbee (Ibidem, p. 211) in Livio VIII, 14, come plausibili politicamente e culturalmente.

[10] Lo Humbert considera in questa lista (che non intende di tribù bensì, giustamente, di municipia) anche gli Aurunci (334-314) con Aurunca (Ausona), aggiunta a Sessa come colonia, e Sinuessa (Vescia); gli Ernici (306), con Anagnia; i Volsci (305-303) con Arpino, Frusino e Sora; gli Umbri (una loro frazione) (299), con Narnia, Foligno, Plestia, Interamna Nahars. Ma essi divennero poi o colonie latine (e quindi vederle in quanto tali) o frazionati tra municipia con suffragio e quelli ancora senza suffragio. E 5 sono per tutti le vere, indiscutibili tribù.

[11] Alba Fucens, Carseoli, Trebula Suffenas. Dal loro territorio derivano gli Aequicoli.

[12] Lo Humbert li considera "all'interno" degli Equi.

[13] Peltuinum, Aveia

[14] Hadria e Castrum Novum erano colonie. Interamna Praettuttiorum= Teramo, Castrum Truentum.