VI – I PARTITI POLITICI AL TEMPO DI SCIPIONE AFRICANO.

 

RETRO

<class=MsoNormal style='line-height:150%'>

RETRO

16. LE PRINCIPALI FAMIGLIE ROMANE PATRIZIE E PLEBEE.

FAMIGLIE ROMANE. Le famiglie della nobilitas romana: le principali patrizie maggiori, le minori; le principali plebee e altre meno note.

(Elenco rivisto da Giovanni Pollidori sulla base di: Cesare Cantù, Ronald Syme, A. Afzelius,  Arnold J. Toynbee, A. Alföldi, Friedrich Münzer, Matthias Gelzer, G. Niccolini).

(Come in Cantù, dove non specificato diversamente l'indicazione del secolo in numeri romani o del numero dell'anno significa non prima o dopo Cristo, ma dalla fondazione di Roma).

 

PRAENOMEN, NOMEN GENTILITIUM, COGNOMEN PRIMUM, COGNOMEN SECUNDUM O AGNOMEN.

Il primo indicava l'individuo, come i nostri di battesimo, e si dava al bambino nove giorni dopo la nascita. Il secondo la gens e per lo più si assegnava ai maschi quando assumevano la toga virile e alle femmine nel matrimonio. Il terzo la famiglia. Il quarto era di onoranza.

 

Le famiglie patrizie majores: GENS

AEMILIA Pretendeva discendere da Emilio figlio di Ascanio. Spesso adottava il prenome Mamercus che indicò poi uno dei rami mentre l'altro fu detto Lepidus. Dai Mamerci si formò il ramo Paulus, diviso esso pure in Pauli e Lepidi.

ANTONIA Voleva derivare da Ercole.

CLELIA da un compagno di Enea ed ebbe fra i suoi la famosa Clelia.

FABIA Da un fratello di Ercole. 306 perirono a Cremera e rimase solo Q. Fabio Vibulano. Questo cognome volevano derivare da Vibo, città dei Bruzii fondata da Ercole; e fu mutato in Ambustus per una saetta che colpì uno di quella casa. Il ramo più celebre degli Ambusti fu il Maximus da cui Fabio Massimo che salvò Roma da Annibale e che venne chiamato Verrucosus per un porro che aveva sul labbro, Avicula per la naturale bontà, e Cunctator per il temporeggiare con cui salvò Roma. Questa casa finì nel primo secolo d.C.

GEGANIA da Gìa compagno di Enea.

JULIA da Iulo figlio di Ascanio. Da Caio Giulio Julo console nel 265 di Roma veniva il ramo dei Libo che uscente il V sec. (di Roma) prese poi il nome di Cesare o perché uno dei suoi membri fosse venuto in luce con il taglio cesareo o perché avesse ucciso un elefante che tale nome porta in lingua punica.

IUNIA Da un Giunio compagno di Enea. Era di questi Lucio Giunio Bruto espulsore dei re; e con due figli che egli mandò al supplizio finì quella casa, essendo plebei i Giunii che poi si incontrano.

NAUTIA. Naute, compagno di Enea ottenne per la sua famiglia il privilegio di essere sacerdote di Pallade Atena. I membri di questa casa presero il soprannome Rutilus, e spesso il prenome Spurius; e l'ultimo nominato fu il console del 467.

QUINCTIA. Tre rami si resero illustri, il Capitolinus, il Cincinnatus e il Flaminius. Nel VI secolo ai Capitolini e ai Barbati succedono i Crispini detti dai capelli crespi. Anche i Cincinnati sono detti dai ricci, suddivisi poi in due rami, di cui il cadetto si chiamò Pennus: nel 403 cessano di comparire nella storia sopravvivendo oscuri; Caligola vietò loro di portare i capelli ricci. I Flaminii ebbero tale nome dall'essere sacerdoti flamini il Giove: dopo il vincitore di Filippo, console nel 631, più non si parla di questo casato.

SERGIA. Da Sergeste, compagno di Enea: suoi rami principali i Fidena e i Silo. L'ultimo dei Fidena conosciuto era tribuno militare nel 375. I Silo, così detti dal fondatore di questa casa che aveva il naso ritorto, diedero il famoso catilina.

SERVILIA. Principali rami i Prisci e i Cepiones. Alcuni di quelli portarono il soprannome di Ahala o Axilla, da un difetto nelle spalle; e scompaiono dopo il V secolo (di Roma). Dai Cepioni usciva la madre di Marco Bruto che adottato dallo zio prese i nomi di Quinto Servilio Cepione Bruto. Con lui finirono i Servili. Ve ne era un'altra famiglia plebea.

VALERIA, discendente da Voluso venuto a Roma con Tazio. P. Valerio Voluso fu console il primo anno della Repubblica ed ebbe il titolo di Poplicola.. Suo fratello dittatore nel 260 si chiamò Massimo per aver riconciliato il senato con i plebei. Da questi due fratelli discesero due linee. Quella del maggiore si suddivise in due collaterali, i Poplici e i Potiti, detti poi Flacci nel quinto secolo. La linea del Massimo prende anche il nome di Corvius o Corvinus in memoria del combattimento con un Gallo sostenuto dal più famoso della loro casa. Il pronipote suo aggiunse ancora il nome di Messala per aver preso Messina. Discendeva da lui Messala Corvino, protettore di Tibullo; poi Messalina sposa di Claudio. Altri rami di questa casa erano i Levinus, i Falto ecc. oltre il plebei ***.

VETTIA, oriunda sabina. Un Vettio fu interrè fra Romolo e Numa. Judex si chiamava una sua linea.

VITELLIA è delle antichissime; diceva di provenire da Fauno re degli Aborigeni e della dea Vitellia: ma restò oscura fin all'imperatore Vitellio.

 

Da queste 14 case, sangue purissimo di semidei, veniamo alle minores gentes: GENS

AEBUTIA. Dal ramo Elva uscirono vari consoli nel III e IV secolo.

AETERIA o ATERIA, in cui erano i Fontinales.

AQUILIA, da aquilus nero. Erano di essi quello cui Mitridate fece colore oro in gola, e il giureconsulto che fu pretore con Cicerone.

ATILIA, col soprannome di Longus.

CASSIA. Suoi rami i Longini e i Viscellini: solo i primi si resero illustri.

CLAUDIA. Atto Clauso Regillense ricco sabino, dopo la cacciata dei re prese il nome di Appio Claudio. Suo nipote fu decemviro: un altro costruì la via Appia ed ebbe soprannome di Cieco. Uno dei suoi figli diede il soprannome Pulcher alla sua linea, estintasi nella guerra civile. Il Clodio famoso si fece adottare da un plebe. Da un altro, soprannominato Nero che in sabino vuol dire prode, vennero Tiberio, Claudio, Caligola, con cui si estinse la gente Claudia patrizia, stata cinque volte alla dittatura, ventotto al consolato, sette alla censura; menato sei trionfi e due ovazioni.

COMINIA. Due rami, Aruncus e Laurentinus.

CORNELIA, la più numerosa e illustre, per i più grandi uomini. Dei suoi molti rami, quattro soli sono certamente patrizi

A) LENTULI, detti da uno che aveva la pelle chiazzata di lentiggini e che introdusse la coltivazione delle lenticchie. Il primo console loro si trova nel 451, l'ultimo nel 756. P. Cornelio Lentulo, console nel 6xx, fu cognominato Sura, polpaccio della gamba, perché avendogli Silla reso conto del denaro amministrato come questore, egli rispose che la sua gamba ne renderebbe ragione, alludendo a un trastullo fanciullesco ove chi mancava di sveltezza era percosso su quella parte.

B) MALUGINENSES. Un ramo ebbe nome di Cossus cioè rugoso, poi Gravina grasso.

C) RUFINI, nominati dal colore dei capelli, illustrati principalmente da Silla dittatore, il cui bisavo aveva avuto tale soprannome, perché l'oracolo della Sibilla l'aveva incaricato di celebrare i giochi in onore di Apollo.

D) SCIPIONES, il ramo più famoso: proviene da uno che a suo padre cieco serviva di bastone (in greco, skepion). Nel IV secolo si divisero in quattro linee, Hispallus, Nasica, Africanus, Asiaticus. Gli Ispalli furono i meno illustri, detti da Hispanus un di loro che portò per primo la notizia della conquista di Spagna fatta da suo fratello. I Nasica durarono a lungo, e sotto Nerone uno di essi era sposo di Poppea. Gli Africani ed Asiatici venivano dai due fratelli vincitori di Annibale e di Antioco: il primo adottò il figlio di P. Emilio, che non ebbe discendenza; degli Asiatici trovasi un console nel 671. Dice Cicerone che fino a Silla il cadavere di nessun Cornelio era stato bruciato, costumandosi si seppellirli. Altri erano plebei.

CURTIA, oriunda dal paese dei Sabini.

FOSSIA. Uno dei suoi soprannomi era Flaccinator, quasi infiacchitore.

FURIA o FUSIA, da Medullia città dei Latini venne a Roma sotto Romolo. Due rami s'illustrarono, il Medullinus e il Camillus. Scompaiono dalla storia dal 429 di Roma sino al 780, quando un Furio Camillo proconsole d'Africa è nominato da Tacito. Un altro ramo dei Furii si chiamava Pacilus. Ebbero sette dittatori, venti consoli, ventitre tribuni militari, quattro censori, sette trionfanti.

GENUCIA. È notevole il ramo Augurinus.

HERMINIA. Un suo ramo dicevasi Esquilinus.

HORATIA. Uno fu console l'anno della cacciata dei re, e chiamossi Pulvillus dal nome dei letti che faceansi a onor degli Dei. Ne uscirono Orazio Coclite e i tre vincitori dei Curiazi.

HORTENSIA. Nel 466 è dittatore Q. Ortensio; il celebre oratore Ortensio era del ramo Ortalus.

HOSTILIA. Diversi portano il soprannome di Mancinus, altri di Cato.

LAETORIA, forse tutt'una con la Plaetoria plebea.

LARTIA. Lars indicava il capo degli Etruschi.

LUCRETIA. I più famosi rami sono il Tricipitinus e il Vispillo, detto da Cl. Lucrezio edile, che fece gettare nel Tevere il cadavere di Tiberio Gracco; e vespillo vuol dire becchino.

MAELIA. Suo soprannome fu Capitolinus.

MANLIA. Principali rami: Vulso, Capitolinus e Torquatus. Un Vulso fu console nel 280; poi prese nome dal Manlio salvatore del Campidoglio. Un nipote di questo fu soprannominato Imperiosus per l'arroganza onde comandò ai cittadini di prendere le armi. Suo figlio maggiore lo conservò; il minore prese quel di Torquatus da un monile (torques) che egli tolse a un Gallo vinto in duello, e che i suoi portarono per distintivo finché Caligola lo vietò.

MENENIA. Usavano i soprannomi di Agrippa e di Lanatus.

MINUCIA. Il ramo che arrivò ai primi onori, massime nel III secolo, si chiamava Augurinus, da qualche augure; un altro si diceva Rufus.

NUMICIA, col soprannome di Priscus.

OCTAVIA. Della famiglia patrizia si trovano i rami Rufus e Balbus.

PAPIRIA. Suoi rami patrizi erano Mugillanus, Cursor, Crassus, Masso, che scompaiono tutti dopo il secolo VI.

PINARIA. I Pinarii e i Potizii si dicevano discendenti da due Arcadi venuti con Evandro in Italia. Godevano per eredità del sacerdozio di Ercole, il quale sostenevano li avesse iniziati ai misteri del suo culto. I due rami erano eguali, finché una negligenza dei Pinarii diede la prevalenza ai Potizii. Ma avendo questi consentito che alcuni schiavi appartenenti alla Repubblica adempissero certe funzioni del loro sacerdozio, gli Dei ne presero tale collera che in un anno perirono tutti e dodici i membri di quella famiglia; e Appio Claudio che aveva consentito rimase cieco.

POSTUMIA aveva il privilegio di far sotterrare i suoi morti in ***. Il ramo principale si chiamava Tubertus; una delle sue suddivisioni erano gli Albinus, cui unì l'epiteto glorioso di Regillensis quando Aulo Postumio Albino (Albo) vinse i Latini al lago Regillo. I Postumii sussistettero quanto la repubblica.

QUINTILIA. Nel 301 Sesto Quintilio fu console: suo figlio si chiamò Varus, perché era sbilenco; e tale nome passò ai loro successori.

SEMPRONIA. I patrizi portavano anche il nome di Atratinus, ma i più celebri furono plebei.

SESTIA, soprannominati Capitolini.

SICINIA, soprannominati Tusci e Sabini.

SULPICIA. Il ramo anziano si chiamava Camerinus da Camerio che fu famoso ai primi tempi della repubblica,e ancora sotto Nerone. Il ramo Galba si estinse con l'imperatore di questo nome.

TARQUILIA, col soprannome di Flaccus.

TITINIA.

VETUBIA spesso ricorre nei fasti consolari del III secolo: un ramo si chiamava Geminus Cicurinus, uno Crassus Cicurinus, uno Ce*** e uno Philo.

VIRGINIA, illustre nel III e IV secolo, portava il soprannome di Tricostus, cui alcuni aggiunsero Coelimontanus, altri Rutilius.

VOLUMNIA. Vi si nota il soprannome di Amintinus e di Gal***.

 

Ora enumeriamo le case plebee, salite agli onori soprattutto nel tempo della Repubblica: GENS

ACILIA. M. Acilio Glabrione fu console nel 563; e durante la repubblica questo casato ricorre quattro volte fra consoli, e dodici nei primi tre secoli dopo Cristo. Vi erano altri rami, come i Balbi.

AELIA. Il ramo dei Poetus e dei Tubero ricorre spesso dopo il * secolo. Vi sono pure i Ligur, i Gallus, i Lamia, dei quali ultimi era Seiano.

AFRANIA.

ALBIA.

ALFINIA.

ANICIA.

ANNIA, coi rami Luscus, Bassus, Rufus, Capra.

ANTISTIA ebbe molti tribuni della plebe; al consolato giunse nel 748 con C. Antistio Vetere; un ramo erano i Labeo, un altro i ***, un altro i Regino. Medaglie di questa famiglia si hanno imperante Augusto.

ANTONIA, di cui il famoso Marco Antonio triumviro

APULEIA. Due rami, Pansa e Saturninus.

ARRUNTIA.

ASINIA del tutto nuova. Asinio Urio fu generale degli Alleati contro Roma: suo nipote è il celebre Asinio Pollione, console nel 714.

ATIA. Ne usciva la madre di Augusto, onde Virgilio la fa venire da un compagno di Enea: non salì oltre la pretura

ATILIA, da cui Marco Atilio Regolo

AUFIDIA.

AULIA.

AURELIA, detta AUSALIA da un nome sabino che significa sole,, perché a C. Aurelio Cotta, quando si stanziò a Roma, fu dato un posto dove far sacrifici al Sole, costumati nella sua famiglia. Suo nipote fu cnsole nel 502 di Roma; i suoi discedenti si divisero in tre rsmi, Cotta, Orestes, Scaurus. Aureli erano pure i Simmachi, illustri nel IV e V secolo d.C.; ma non sappiamo se di questo casato.

AUTONIA.

BAEBIA.

CAECILIA plebea, benché pretendesse discendere da un compagno di Enea. Il ramo Metellus dopo il470 diede molti grandi, fra cui il Macedonico, il Dalmatico, il Numidico, il Cretico, oltre il Celere e il Pio. In 250 anni, 19 di questa casa ottennero quattro volte il pontificato massimo, due la dittatura, dodici il comando della cavalleria (magister equitum, cioè vice- dittatore), venti il consolato, sette la censura; i Creticus trionfarono nove volte. Pomponio Attico vi entrò per adozione. Tutte le donne si chiamavano Caja, in memoria di Caja Cecilia Tanaquilla.

CAEDICIA.

CALPURNIA plebea, ma volevasi attaccarsi a Calpo preteso figlio di Numa. Arrivò al consolato nel 574, e da allora portava il nome Piso, di cui un ramo aggiungeva Caesonius. L. Calpurnio Pisone, console nel 624, fu cognominato Frugi per la sua morigeratezza; il qual titolo passò ai suoi discendenti, poi a tutti i rami dei Pisoni.

CANIDIA.

CANTIA. Entrante l'VIII secolo, si trovano nei fasti consolari i due rami Gallus e Rebillus.

CARVILIA.

CASSIA, il cui ramo principale si chiamava Longinus. Il più famoso è l'uccisore di Cesare, che poco prima di tale episodio anti- democratico aveva già tradito Cassio, il triumviro, durante la battaglia di Carre. In un momento in cui la grave sconfitta poteva ancora essere ribaltata, abbandonò con 500 cavalieri il suo generale e fu il solo ufficiale romano sopravvissuto in questa battaglia contro i Parti. Strano che poi fosse solo ascoltato come fonte attendibile sullo svolgimento dello scontro, e non condannato per tradimento e diserzione.

CLAUDIA. Il ramo più celebre plebeo è quello dei Marcelli, che produsse insigni uomini, e si estinse in Marcello nipote e genero di Augusto.

CAELIA. Molti Celii hanno il soprannome di Rufus o di Caldus.

CORNELIA. Parecchi rami plebei; il più noto è quello dei Cinna. Era di questa casa il poeta Gallo, primo prefetto dell'Egitto; poi Tacito e Nepote storici, Celso medico: altri Corneli erano i Dolabella, i Balbo, i Merula, i Mammula, i Blesio.

CORNIFICIA.

CORUNCANIA. Uno di essi fu il primo sommo pontefice plebeo.

CURIA.

DECIA. Il ramo detto Mus giunse al consolato nel 414: famosi quelli che si sacrificarono per la patria.

DOMITIA, una delle plebee più illustri, venuta all'impero con Nerone. Due rami più conosciuti, Calvinus e Ahenobarbus. Gneo Domizio Enobarbo, console nel 785, sposò Agrippina di Germanico, da cui venne Nerone, nel quale finirono gli Enobarbi ed i Cesari.

DUILIA.

FABRICIA.

FANNIA.

FLAVIA. Dal ramo Fimbria uscirono uomini distinti; dal Sabinus l'imperatore Vespasiano: poi nel secolo IV ricompare questo nome sotto Valentiniano, Valente e Teodosio. Dopo il quale secolo divenne comunissimo per adulazione, e quasi tutti i consoli lo assunsero.

FUSIA.

FULVIA molto illustre. Vi troviamo i rami Maximus, Centinus, Poetinus, Nobilior, Flaccus. Fulvia, sposa di M. Antonio, era figlia di un liberto.

FUNDANIA.

FURNIA.

GABINIA.

GETTIA.

GENUCIA.

HERENNIA, coi soprannomi di Balbus e Gallus.

HIRTIA.

HOSTILIA.

JUNIA. Giunio Bruto era patrizio, avendo suo padre sposato la figlia di Tarquinio: ma tutti i Giunii che poi troviamo nella storia erano plebei. Per due secoli non ve ne è parola, poi occorre un console nel *** , indi scontriamo altri coi soprannomi di Bubulcus, pennus, Silianus. Abbiamo pure i Norbanus, Rusticus, Otho. I più conosciuti sono Marco e Decimo Bruto, uccisori di Cesarre.

JUVENTIA.

LAELIA. Famosi C. Lelio, amico di Scipione  Africano Maggiore, e suo nipote il Sapiente, amico dell'altro Africano.

LICINIA, cioè dai capelli ritorti indietro. Il primo tribuno militare con autorità consolare fu P. Licinio Calvo. Suo nipote C. Licinio Stolone fu il primo console plebeo. Tre rami illustri, Crassus, Lu *** , Murena. I Crassi si chiamarono Dives dopo P. Licinio Crasso, nominato pontefice massimo senza passare per gli impieghi curuli; eccezione onorifica. Suo figlio adottò un fratello del sommo pontefice P. Muzio Scevola, amico di Cicerone; il quale col nome di P. Licinio Crasso Muciano Dives si pagò il ramo primogenito dei Crassus. Dal secondogenito venne il famoso triumviro. Un suo discendente adottò il fratello di Calpurnio Pisone che aveva cospirato contro Nerone. Il giovane Pisone recò nella casa Licinia il nome di Frugi, cui i suoi figli aggiunsero quello di Scribonius in onore della loro madre. Il ramo Lucullus fu illustrato dal vincitore di Mitridate, anche proprietario dei famosi giardini; il Murena dal trionfatore nella guerra contro il re del Ponto.

LIVIA, benché plebea ebbe prima di Augusto otto consoli, *** censori, tre trionfatori, un dittatore, un maestro della cavalleria. Il primo Livio menzionato era dei Dexter, uno dei quali fu console nel 452, un altro nel 535 e 547, cognominato Salinator per aver imposto la tassa sul sale. Più illustre è il ramo Drusus, nome dato a M. Livio Emiliano per aver vinto Drauso capo gallo. Da lui vennero i famosi tribuni della plebe M. Livio Druso padre e figlio. La sorella di questo, Livia, fu madre di Catone d'Utica e di Servilia che generò M. Bruto. Il fratello di lei adottò un L. Livio Druso Claudiano, e s'uccise dopo caduta la repubblica a Filippi: sua figlia Livia Drusilla fu madre di Tiberio imperatore.

LOLLIA. Cicerone nomina molti Lollii, ma nessuno pervenne al consolato fino a M. Lollio Paolino nel 733, che fu ajo di C. Cesare nipote di Augusto.

LUCINIA. I rami Balbus, Bassus, Longus, Capito ecc. fornirono tribuni della plebe.

LUTATIA. Il ramo Catulus, venuto al consolato nel 513, diede letterati e statisti insigni.

MAENIA.

MALLIA.

MAMILIA, oriunda di Tuscolo, dal cui fondatore Telegono pretendeva provenire, cioè da Ulisse. A Roma era plebea. Sono noti i rami Vitulus, Turinus, Limetanus.

MANILIA.

MARCIA, coi rami Philippus, Figulus, Rex, Censorinus. L. Marcio Filippo, console nel 698, sposò Azia nipote di G. Cesare e vedova di C. Ottavio, divenendo così suocera di Augusto.

MARIA, illustrata da C. Mario.

MEMMIA. Virgilio la deriva da Mnesteo compagno di Enea: un suo ramo era Regulus.

MESSINIA.

MUCIA, soprannominata Scevola dall'attentatore a Porsenna. Da padre in figlio si trasmetteva lo studio della giurisprudenza.

MUMMIA. Il più illustre ne è l'Acaico, distruttore di Corinto.

MUNATIA.

NAEVIA. I Balbi e i Surdini ne sono i rami.

NONIA.

NORBANA.

NUMITORIA.

OCTAVIA, già patrizia. Un ramo divenne plebeo (non si sa come, ma forse per battersi nelle lotte tra patrizi e plebei come tribuni della plebe), finché Giulio Cesare le rese il patriziato. Gli Ottavii plebei furono più illustri.

OGULNIA.

OPPIA.

PAPIRIA. Il ramo plebeo si chiamava Carbo.

PEDAINA o PEDIANIA.

PETILIA.

PLAETORIA.

PLANCIA.

PLAUTIA o PLOTIA. Ne conosciamo i rami Proculus, Silvanus, Hypsoeus, Venno, Tucca, tra cui l'amico di Virgilio.

POMPEIA. Una linea dei Rufus fu detta Bithynica per una vittoria sui Bitini: un'altra degli Straboni fu celebre per Pompeo Magno.

POMPONIA pretendeva discendere da Numa: vi troviamo i soprannomi di Matho, Graecinus, Secundus ecc. e ne uscì l'amico di Cicerone.

PONTIA.

POPILIA.

POPLACIA.

PORCIA. Un Porcio Prisco tusculano fu capo di un ramo, ed ebbe il titolo di Cato per la sua prudenza, e di Censorinus per la sua severità nell'esercitare la censura. I due suoi figli, portanti eguale nome, si distinsero col soprannome di Licinianus e Salonianus desunto dalla madre. Da quest'ultimo venne Catone Uticense.

PUBLIA. Q. Filone di questa casa fu console quattro volte (415- 439), si segnalò nella guerra sannitica e fu il primo pretore plebeo. Dopo di lui questa stirpe scompare.

ROSCIA.

RUBRIA.

RUPILIA o RUBELLIA.

RUTILIA. Due rami Rufus e Lupus. Il più celebre fu P. Rutilio Rufo, oratore, filosofo, storico, e console nel 649.

SALVIA. Ne uscì l'imperatore Otone.

SCRIBONIA. Curio e Libo erano i rami principali.

SEMPRONIA. Oltre il ramo Atratinus patrizio, erano plebei il Blaesus, Longus, Tuditanus e i Gracchi famosi.

SERVILIA. Il Priscus certo e i Coepio probabilmente erano patrizi; plebei i Casca, Rullus, Vatia ecc. Uno di questi ultimi ebbe il soprannome di Isauricus.

SEXTIA.

SILIA.

SOLIA.

STATILIA.

SULPICIA. Fra i plebei conosciamo i rami Olympus, Quirinus, Rufus.

TERENTIA. Si illustrò il ramo Varro, che ebbe il famoso erudito M. Terenzio.

TITINIA.

TITIA.

TREBONIA o TRIBONIA.

TULLIA. Il ramo dei Cicero fu illustre. Non ne è più traccia dopo Marco, figlio dell'oratore.

VALERIA ebbe molti oratori.

VALGIA.

VENTIDIA.

VIBIA.

VILLIA.

VINICIA.

VIPSANIA fu illustrata da M. Vipsanio Agrippa, amico di Augusto.

VOCONIA. Suoi rami Saxa, Naso, Vituli.

VOLCATIA.

VOLUMNIA. Flamma Violensis fu console nel 447 e 458.

 

Altre genti si trovano negli scrittori o su monete e iscrizioni, ma non giunsero agli onori o soltanto nell'Impero, quando si elevò un gran numero di famiglie prima sconosciute. Eccole:

ABUBIA. Consolare, col soprannome Geminus. Marco Aberio Gemino era tribuno della plebe con Tiberio Gracco, poi pretore: C. Aburio suo fratello fu ambasciatore a Massinissa.

ACCOLEJA

ALLIENA

ANNIA. Spagnola, da cui i due Seneca.

ANTIA

APBONIA

ARBIA

AXIA

CAECINA. È una delle poche che non finiscono in ia.

CAESIA

CALIDIA, patrizia

CARISIA

CESTIA

CISPIA o CIPIA.

CLOVIA o CLUVIA

COCCEJA, da cui Nerva

CONSIDIA

COPONIA, oriunda di Tivoli.

CORDIA

COSCONIA

COSSUTIA. Famiglia equestre, da cui la sposa di Cesare.

CREPEREJA, equestre.

CREPUSIA

CUPIENNA

CURATIA

DIDIA

DURMIA

EGANTIA

EGNATULEIA, equestre.

EPPIA

FARSOLEIA

FLAMINIA

FONTEJA

GALLIA

HOSTEDIA

ITIA

LABIENA

LURIA

MAECILIA. Un ramo plebeo, uno patrizio.

METTIA

MINNATIA

MIUCIA

MUSSIDIA

NASIDIA

NEBIA

OPIMIA

PAPIA

PETRONIA, oriunda dei Sabini.

PROCILIA

RENIA

RUSTIA

SANQUINIA

SATRIENA

SAUFEIA

SENTIA

SEPULLIA

SICINIA

THORIA

TITURIA

VARGUNTEJA

VITELLIA

VOLTEJA

VOLUSIA

 

 

 

<![if !supportFootnotes]>

<![endif]>

<![if !supportFootnotes]>[1]<![endif]> La bibliografia completa, anche su questi aspetti della politica romana, si trova sia come BIBLIOGRAFIA TEMATICA, che come BIBLIOGRAFIA ALFABETICA de "La Guerra di Annibale".